James S. A. Corey.
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Abbadon's Gate. La Fuga.
Ciclo: The expanse (la distesa) 3.
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Parte 4. 
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Titolo originale: Abaddon's Gate.
Traduzione di: Stefano A. Cresti.  
2016. Fanucci Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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40.
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Holden.
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Ehi, Cap? disse Amos dal letto. Quella era la terza pattuglia armata che  passata davanti alla stanza in tre ore. Sta succedendo qualcosa.
Lo so disse piano Holden. Era ovvio che la situazione a bordo della Behemoth era cambiata. Gente armata di pistola, con l'espressione indurita, attraversava i corridoi della nave. Alcuni di loro avevano preso una dottoressa da una parte, scatenando un litigio breve ma intenso, per poi portare via in manette un paziente. Aveva tutta l'aria di un colpo di stato ma, secondo Naomi, il capo della sicurezza, Bull, si era gi ammutinato e aveva tolto la nave al capitano cinturiano originale. E non era successo niente che potesse spiegare il motivo per cui avesse all'improvviso sentito il bisogno di aumentare sensibilmente la sorveglianza o di cominciare a fare arresti.
Sembrava che si stesse preparando una guerra civile, o che la stessero strozzando.
Pensi che dovremmo fare qualcosa? chiese Amos.
S, pens Holden. Dovremmo fare qualcosa. Dovremmo tornare a bordo della Rocinante e nasconderci finch Miller non finisce di fare qualsiasi cosa stia facendo e non rilascia le navi dalla zona lenta. Poi avrebbero dovuto darsela a gambe da quel dannatissimo posto senza mai guardarsi alle spalle. Sfortunatamente, il suo equipaggio era ancora malmesso e non  che avessero un taxi che li aspettava per portarli a bordo della loro nave.
No disse invece. Non finch non avremo capito cosa sta succedendo. Sono appena uscito di prigione. Non ho fretta di tornarci.
Alex si tir a sedere sul lettino, poi gemette per lo sforzo. In cima al capo aveva un turbante di bende insanguinate e il lato sinistro del suo viso aveva un aspetto molle, polposo. Il cambiamento di limite di velocit l'aveva scaraventato addosso a uno degli schermi del cockpit. Se non fosse stato almeno parzialmente assicurato al sedile, probabilmente sarebbe morto.
Magari faremmo meglio a trovare un posto pi tranquillo di questo per nasconderci disse. Non sembrano contrari all'arresto dei pazienti, finora.
Holden annu con il pugno. Stava cominciando a far suoi i gesti cinturiani di Naomi ma, ogni volta che se ne accorgeva, si sentiva strano, come un bambino che vuol far finta di essere adulto. La mia conoscenza di questa nave si limita alla baia di attracco e a questa stanza. Non ho idea di dove potremmo trovare un posto pi tranquillo.
Be' disse Naomi. Questo significa che ne sai pi di noi. Nessuno di noi era cosciente quando  stato portato qui.
Holden salt gi dal bordo del suo letto e and verso la porta, richiudendola pi silenziosamente possibile. Si guard intorno alla ricerca di qualcosa con cui bloccarla ma si rese conto ben presto che non aveva speranze. Gli spazi abitativi all'interno del tamburo della Behemoth erano stati concepiti per il peso ridotto, non per durare. Le pareti e la porta del reparto medico erano strati di resina epossidica e di fibra di carbonio sottili come carta. Un buon calcio sarebbe probabilmente bastato a mandare in frantumi l'intera struttura. Bloccando la porta non avrebbero ottenuto altro che segnalare alle pattuglie che c'era qualcosa che non andava, l, per poi ritardarle di mezzo secondo mentre la buttavano gi.
Magari quella sacerdotessa pu darci una mano ipotizz Alex.
Gi. Amos annu. La Rossa sembra una brava persona.
Non fare il cascamorto con la sacerdotessa lo rimprover Holden, puntandogli contro un dito accusatorio.
Ho solo...
Non importa. Se ha anche soltanto un briciolo di cervello - e sospetto che ne abbia parecchio - si star dando da fare per nascondersi al meglio. E non  di qui. Ci serve una guida locale.
Sam esclam Naomi, proprio nel momento in cui Holden pensava a quello stesso nome.  capo meccanico di questa nave. Nessuno la conosce come lei.
Ti deve qualche favore? chiese Holden.
Naomi gli scocc un'occhiataccia e tir fuori dalla cintura il terminale palmare. No. Sono io che gliene devo un migliaio disse, mentre inviava una richiesta di collegamento con Sam. Ma  un'amica. Non  questione di favori.
Pos il terminale sul letto con il vivavoce acceso. Il trillo della richiesta di chiamata non risposta risuonava ogni secondo. Alex e Amos lo fissavano intensamente, con gli occhi sgranati. Come se fosse stata una bomba che poteva esplodere da un momento all'altro. In un certo senso, pens Holden, era proprio cos. In quel momento erano pi impotenti di quanto non riuscisse a ricordare che fossero mai stati. Holden si trov a desiderare che Miller apparisse e sistemasse ogni cosa con un po' di magia aliena.
Yo disse una voce dal terminale. Knuckles!
A un certo punto, l'anno prima, Sam aveva dato a Naomi quel soprannome. Holden non era mai riuscito a capire perch, e Naomi non gli aveva mai dato spiegazioni.
Sammy rispose Naomi, con evidente sollievo. Abbiamo davvero, davvero bisogno del tuo aiuto.
Buffo disse Sam. Stavo giusto pensando di venire a chiedere aiuto a voi. Che sia una coincidenza, o qualcosa di pi?
Ti abbiamo chiamato per trovare un posto in cui nasconderci berci Amos. Se ci stavi chiamando per lo stesso motivo, sei fottuta.
No,  una buona idea. Ho un posto in cui potrete nascondervi per un po', e verr a incontrarvi l. Knuckles, ti mando la pianta tra qualche secondo. Seguite le indicazioni. Sar l appena posso. Fate attenzione, ragazzi.
Anche tu, Sammy disse Naomi, poi spense il collegamento. Armeggi con il terminale per qualche istante. Okay, trovato. Sembra una zona di rimessaggio inutilizzata un paio di centinaia di metri pi a poppa e seguendo il senso di rotazione.
Ti toccher fare da navigatore le disse Holden, poi aggiunse. Riuscite a camminare tutti quanti?
Amos e Alex annuirono entrambi, ma Naomi obiett: Il cranio di Alex  incollato per miracolo. Se dovesse venirgli un giramento e cadesse, non si rialzerebbe pi.
Andiamo, vicecomandante protest Alex. Posso...
Naomi non pu camminare disse Amos. Mettiamola sulla barella con Alex e spingiamoli. Andr avanti io. Datemi quella mappa.
Holden non discusse. Tir su Naomi dal lettino, cercando di sballottarla il meno possibile, e la adagi accanto ad Alex sulla sua lettiga. Perch devo spingere io, invece di andare avanti?
Si  rotto il braccio sinistro disse Naomi, avvicinandosi il pi possibile ad Alex e sistemando la cinghia di sicurezza su entrambi. Quando Amos fece per protestare, aggiunse: E tutte le costole del fianco sinistro.
Va bene disse Holden, afferrando le maniglie in fondo al lettino e togliendo le sicure alle ruote con il piede. Guidaci.
Amos li guid attraverso i corridoi di quell'ospedale improvvisato, sorridendo a tutti quelli che incontravano, muovendosi con un passo tranquillo che gli dava l'aspetto di un uomo con una chiara destinazione ma senza fretta di arrivare. Perfino la pattuglia armata che superarono gli riserv a malapena un'occhiata di sfuggita. Quando guardarono incuriositi verso Holden, che spingeva due feriti sullo stesso lettino, disse: Due per lettino. Ecco a che punto siamo arrivati. Le guardie si limitarono a fargli un cenno di assenso, con espressioni tra l'incupito e l'annoiato.
Holden non aveva avuto modo di guardare per bene il resto del reparto medico. Dopo aver lasciato la baia di attracco si era precipitato dritto alla stanza del suo equipaggio e non ne era pi uscito. Ora per, mentre avanzava tra i corridoi e gli incroci verso l'uscita, ebbe l'occasione di osservare il pieno impatto dei danni che la catastrofica modifica al limite di velocit aveva provocato.
Ogni lettino in ogni stanza era pieno di persone ferite, e a volte perfino le panche e le sedie delle sale d'aspetto. La maggior parte delle ferite erano contusioni o fratture, ma ce n'erano anche di pi gravi. Vide pi di un arto amputato e diverse persone sospese in trazione, con seri danni alla spina dorsale. Oltre al danno fisico, quello che colpiva era l'espressione sconvolta e sorpresa su ogni viso. Il genere di espressione che Holden associava con i volti di vittime recenti o di testimoni di un crimine violento. La Rocinante aveva inseguito e messo fuori gioco una nave pirata di schiavisti qualche mese prima, e i prigionieri maltrattati e affamati che avevano liberato dalle celle avevano esattamente quell'espressione. Non soltanto feriti, ma privati di ogni speranza.
Un uomo con indosso un camice da dottore guard Holden che spingeva il lettino, seguendone il percorso con gli occhi, ma la stanchezza sembrava averlo privato della curiosit. Da una stanzetta alla sua destra, Holden ud il ronzio elettrico di un cauterizzatore, poi l'odore di carne bruciata riemp l'aria.
 orribile sussurr a Naomi. Lei annu senza dire niente.
Nessuno di noi sarebbe dovuto venire qui disse Alex.
Angoli e porte' l'aveva avvertito Miller. I punti in cui rischiavi di farti ammazzare se non facevi attenzione. Dove succedevano gli agguati. Avrebbe potuto essere un po' pi esplicito, pens Holden; poi s'immagin Miller che si stringeva nelle spalle in segno di scuse e si dissolveva in una nube di moscerini blu.
Amos, sei passi pi avanti, giunse a un incrocio triforcato e svolt a destra. Prima che Holden riuscisse a coprire la distanza che li separava dalla curva, un paio di guardie dell'APE sbucarono all'incrocio da sinistra.
Si fermarono per guardare Naomi e Alex legati assieme sulla barella. Uno di loro sogghign e fece per voltarsi verso il suo compagno. Holden riusciva quasi a sentire la battuta che stava per fare su due persone nello stesso letto. Impost un sorriso e si prepar a ridere. Prima che il buontempone potesse parlare, per, l'altro disse: Quello  James Holden.
Successe tutto molto in fretta.
La coppia di guardie dell'APE si affann a imbracciare i fucili che avevano a tracolla. Holden scaravent loro la barella sulle cosce, spingendoli indietro, e si guard freneticamente intorno alla ricerca di un'arma. Uno dei due cinturiani riusc a imbracciare il fucile e a puntarlo, ma Naomi si spinse in avanti sul lettino e gli assest un calcio all'inguine con il tallone. Il compagno del primo uomo fece un passo indietro, fin di recuperare il fucile e lo punt su di lei. Holden scatt in avanti, sapendo che era troppo lento, che avrebbe visto Naomi fatta a pezzi ben prima che riuscisse a raggiungere le due guardie.
Poi entrambi i cinturiani si voltarono l'uno verso l'altro e si diedero una violenta craniata. Crollarono a terra, lasciando cadere le armi dalle dita inerti. Dietro di loro apparve Amos, che si massaggiava la spalla sinistra con una smorfia in viso.
Scusa, Cap disse. Ero andato un po' troppo avanti.
Holden si appoggi alla parete del corridoio, con le gambe a malapena in grado di sostenerlo nonostante la bassa gravit. Non ti scusare. Bel salvataggio. Fece un cenno del capo verso la spalla che Amos continuava a massaggiarsi con espressione indolenzita. Pensavo fosse rotta.
Amos sbuff. Non si  mica staccata. Ce n'era abbastanza per un paio di idioti come questi. Si chin e tolse ai due uomini a terra fucili e munizioni. Un'infermiera arriv alle spalle di Holden, con una scatola di plastica tra le mani e un punto interrogativo sul viso.
Non c' niente da vedere, qui disse Holden. Ce ne andiamo in un attimo.
Lei gli indic una porta l accanto. Ripostiglio di scorta. Nessuno li noter l dentro, per un po'. Poi si volt e torn da dov'era venuta.
Hai una fan disse Naomi dal lettino.
Non tutti i membri dell'APE ci odiano, a quanto pare replic Holden, aggirando la barella per aiutare Amos a trascinare i due uomini svenuti nello sgabuzzino. Abbiamo lavorato bene per loro, per pi di un anno. La gente se lo ricorda.
Amos gli pass una pistola nera compatta e un paio di caricatori di riserva. Holden s'infil la pistola in cinta e la nascose con la maglietta. Amos fece la stessa cosa con una seconda pistola, poi pos i due fucili sulla barella accanto a Naomi e li copr con il lenzuolo.
Non abbiamo intenzione di finire in una sparatoria Holden ammon Amos mentre riprendevano a muoversi.
Gi disse Amos. Per, se ci ritroviamo coinvolti lo stesso in una sparatoria, sar pi carino avere delle armi.
L'uscita del reparto medico era a breve distanza lungo il corridoio di destra, e all'improvviso furono fuori. Fuori, per quanto potessero esserlo all'interno del gigantesco tamburo abitativo della Behemoth. Dall'esterno, la struttura dell'ospedale appariva fragile e assemblata in fretta e furia. Una catapecchia delle dimensioni di un campo da calcio fatta di carbonio epossidico e vetroresina. Poche centinaia di metri pi in l, la periferia di una tendopoli si estendeva come acne sulla pelle liscia del tamburo.
Di l disse Naomi, indicando una struttura di acciaio dall'aspetto pi permanente. Holden spinse la barella e Amos s'incammin pochi metri pi avanti, sorridendo e salutando con cenni del capo chiunque li guardasse. C'era qualcosa, nella sua espressione, che li faceva scappare via senza guardarsi indietro.
Mentre si avvicinavano a quella tozza struttura di metallo, sul suo fianco si apr una porta e apparve il viso da folletto di Sam, che agitava una mano impaziente per attirare la loro attenzione. Pochi minuti e parecchi labirintici corridoi dopo, si ritrovarono in una piccola stanza vuota con le pareti di metallo. Amos si lasci cadere subito a terra, appoggiando il braccio sinistro e la schiena sul pavimento.
Ahi disse.
Sei ferito? chiese Sam, richiudendo la porta alle loro spalle con una piccola carta magnetica di metallo che gett poi tra le mani di Naomi.
Siamo tutti feriti disse Holden. Allora, che diavolo sta succedendo?
Sam arricci le labbra in avanti e si pass una mano sporca di grasso tra i capelli rossi. Le strisciate di nero che c'erano gi fecero capire a Holden che lo stava facendo spesso. Ashford si  ripreso la nave.  appoggiato da una specie di coalizione di pezzi grossi della marina delle Nazioni Unite, di Marte e di alcuni dei notabili civili.
Okay disse Holden, rendendosi conto che l'assenza di contesto rendeva la maggior parte di quelle informazioni piuttosto inutili ma non volendo sprecare tempo con le spiegazioni. Quindi i tizi che si aggirano armati per i corridoi sono uomini di Ashford?
Gi. Sta facendo fuori chiunque abbia aiutato Bull o Pa con l'ammutinamento iniziale, e chiunque reputa essere una minaccia.
Dal modo in cui hanno provato a spararci, direi che siamo in lista disse Naomi.
Ci puoi contare. Sam annu. Non sono riuscita a rintracciare Pa ma Bull mi ha chiamato, per cui so che sta bene.
Sam disse Holden, alzando le mani in un gesto che invitava alla calma. Ricordati che non ho idea di chi siano queste persone, n perch siano importanti, e che non abbiamo tempo per spiegare chi sia chi. Dicci solo le cose importanti.
Sam fece per obiettare, poi si strinse nelle spalle e spieg brevemente il piano per usare il laser di comunicazione. Se faccio quello che mi sta chiedendo di fare, saremo in grado di ottenere una pulsazione pi calda di una stella per circa tre quarti di secondo. Allo stesso tempo, fonderemo l'intera fiancata della nave.
Ashford lo sa? chiese Naomi, con voce incredula.
Non gli interessa. Che abbia effetto sull'Anello o meno, dobbiamo fermarlo. Ci sono migliaia di persone a bordo di questa nave in questo momento, che moriranno tutte se Ashford ottiene quel che chiede.
Holden si appoggi su un lato della barella con un lungo sospiro. Oh, noi siamo il minore dei problemi disse. La cosa si sta improvvisamente facendo molto, molto pi grande.
Sam inclin la testa a quelle parole, con un cipiglio interrogativo.
Ho visto come si comporta questa stazione di fronte a una minaccia disse Holden. Miller me l'ha mostrato quando ero l. Tutta questa storia della zona lenta  un deterrente non letale, per quanto la concerne. Se quella grossa palla blu l fuori dovesse decidere che noi scimmie siamo una minaccia concreta, sterilizzer il nostro intero sistema solare.
Chi  Miller? chiese Sam.
Un tizio morto rispose Amos.
Ed era sulla stazione?
A quanto pare disse Amos, facendo spallucce sbilenche.
Jim? disse Naomi, posandogli una mano sul braccio. Era la prima volta che lo sentiva parlare della sua esperienza sulla stazione, e lui si sent in colpa per non averglielo detto prima.
Qualcosa li stava attaccando, i padroni della protomolecola o qualsiasi cosa fossero. La loro difesa  stata di far esplodere come una supernova la stella centrale di tutti i sistemi solari... infetti. Quella stazione ha il potere di far esplodere una stella, Naomi.
Se Ashford fa come dice, uccider ogni singolo essere umano. Fino all'ultimo.
Ci fu un lungo silenzio. Amos aveva smesso di massaggiarsi il braccio e di grugnire. Naomi lo fiss dal letto con gli occhi sgranati e un'espressione impaurita che rifletteva quella di Holden.
Be' disse finalmente Sam.  un bene che non glielo lasci fare, allora, giusto?
Come dici? chiese Amos dal pavimento.
Non sapevo di quest'altra faccenda con i fantasmi e gli alieni disse Sam con un tono di voce che faceva capire come non credesse del tutto alla storia di Holden. Ma ho sabotato la modifica al laser. Ho ritardato il processo mentre andavo avanti in altri punti. Punti deboli che provocheranno errori ogni volta che cercher di fare fuoco. Dovrebbe essere abbastanza facile da spiegare perch, ovviamente, il sistema non  mai stato progettato per una cosa del genere, e ormai questa nave  diventata un catorcio volante di pezzi di ricambio rappezzata alla bell'e meglio.
Quanto tempo puoi farci guadagnare?
Un giorno. Forse un giorno e mezzo.
Lo sai che ti amo? disse Alex, biascicando le parole in un mugugno dolorante e annebbiato dai farmaci.
Ti amiamo tutti, Sam disse Holden per coprirlo.  fantastico ma non siamo in molti, ed  una nave grande e complicata. Il punto : come facciamo a prenderne il controllo?
Bull rispose lei.  per questo che vi ho chiamato. Bull  un po' malconcio, a dire il vero; ha bisogno del vostro aiuto, e non conosco nessun altro di cui mi fidi a bordo di questa nave. Quest'ultima parte sembrava diretta a Naomi.
Faremo tutto ci che possiamo replic Naomi, tendendole la mano. Sam attravers la stanza e la strinse. Qualsiasi cosa possa servirti, Sammy. Dicci dov' Bull e mander i miei ragazzi a recuperartelo.
Amos si rialz da terra con un grugnito e si avvicin alla barella. S, qualsiasi cosa, Sam. Ti dobbiamo un milione di favori, a questo punto, e questo Ashford sembra essere un vero stronzo.
Sam fece un sorriso di sollievo e strinse le dita di Naomi. Ve ne sono davvero grata. Ma siate attenti. I lealisti di Ashford sono ovunque, e hanno gi ucciso della gente. Se incappate in altri come loro, saranno problemi.
Amos tir fuori uno dei fucili da sotto le lenzuola e se lo appoggi con noncuranza alla spalla.
La speranza  l'ultima a morire.

41.

Bull

Le celle di stoccaggio erano troppo ampie per essere un carcere. Erano granai per le riserve, per poter ripartire dopo un centinaio di collassi ecologici. Riserve di semi, di terreno e abbastanza idrogeno compresso e ossigeno da poter ricreare il superficiale oceano di una nave generazionale. Bull fece avanzare il suo mech attraverso quel gigantesco spazio vuoto, ampio e alto quanto una cattedrale ma senza nemmeno un'immagine del Signore. Era un tempio dedicato all'utile e all'ingegneria, alla bellezza della funzione e alla grandezza dell'esperimento che avrebbe scagliato l'umanit verso le stelle lontane.
Ogni cosa stava precipitando nella merda intorno a lui. Tutte le informazioni che era riuscito a racimolare, accartocciato sul suo terminale come se stesse cercando di tuffarcisi dentro, riportavano che Ashford aveva preso il ponte meccanico e il reattore nella parte pi a sud del tamburo, e del ponte di comando a nord. Le sue squadre si muovevano attraverso il tamburo con impunit. Pa era scomparsa e poteva essere morta. C'era ancora molta gente leale a lei, tra cui lo stesso Bull, con sua somma sorpresa, ma, se avessero ritrovato il suo cadavere in un qualche riciclatore, tale lealt si sarebbe dissipata rapidamente. Bull aveva fatto tutto quello che poteva. Non aveva avuto il potere, per cui aveva cercato di agire con cautela ma, quando questo approccio non aveva funzionato, si era impadronito del potere. Aveva preso il massacro di migliaia di persone, provocato dalla stazione protomolecolare, ed era arrivato perlomeno a met strada dal tirarne fuori una citt. Una piccola civilizzazione tra le fauci del vuoto. Se fosse stato un po' pi spericolato, probabilmente sarebbe anche riuscito a far funzionare le cose. Era quello, il pensiero che lo tormentava, mentre sferragliava piano in quello spazio gigantesco. Non i suoi peccati, e nemmeno le persone che aveva ucciso, ma il pensiero che, se ne avesse uccise soltanto un altro paio in pi, forse sarebbe potuto bastare.
E, nonostante quell'oscurit gli ammantasse il cuore, non pot evitare di commuoversi di fronte alle proporzioni di quella cattedrale di acciaio e ceramica. Alla bellezza industriale di quel progetto. Si trov a desiderare di essere andato in volo verso le stelle, invece che nella bocca dell'inferno. Avrebbe voluto essere in grado di trovare una soluzione per tutta quella faccenda.
Cerc di collegarsi con Serge, ma niente. Prov con Corin. Avrebbe voluto contattare di nuovo Sam ma non poteva rischiare che Ashford scoprisse che erano in contatto. Controll il canale di trasmissione di Radio Zona Lenta Libera, ma Monica Stuart e la sua troupe non avevano fatto nessun annuncio. Si permise di sperare che il piano di Ashford crollasse su s stesso allo stesso modo in cui l'avevano fatto tutti i suoi progetti precedenti. Non c'erano molte possibilit, per. Ashford non voleva altro che far saltare qualcosa. Era sempre pi facile che tentare di costruire qualcosa.
Bull pens se fosse il caso di registrare un ultimo messaggio per Fred Johnson ma non sapeva se volesse scusarsi, commiserarsi, o far sentire in colpa l'amico per aver concesso il comando a un ragazzino petulante come Ashford, per cui si limit ad aspettare e a sperare per qualcosa d'inatteso. E di buono, magari, tanto per cambiare.
Ud i passi avvicinarsi dal corridoio pi a poppa. C'era pi di una persona. Due. Forse tre. Se fossero stati gli uomini di Ashford che venivano a stanarlo, non avrebbe dovuto preoccuparsi pi di tanto di ci che avrebbe dovuto dire a Fred. Estrasse la pistola dalla fondina e controll le munizioni. Gli scatti metallici risuonarono nella sala. I passi esitarono.
Bull? lo chiam una voce familiare.  l dentro?
Chi  l? intim Bull, poi toss. Sput sul ponte.
Jim Holden disse la voce. Non star pensando di spararmi, vero? Perch Sam mi ha dato come l'impressione che stessimo dalla stessa parte.
Holden entr nella zona di stoccaggio. Ecco chi intendeva Sam, quando diceva di conoscere qualcuno di cui potersi fidare. E non aveva tutti i torti. Holden era al di fuori da ogni comando. La sua reputazione era costruita sul fatto di essere un uomo privo di sottintesi. L'uomo alle sue spalle, armato di fucile, era Amos Burton. Per un istante, Bull fu sorpreso di vederlo in piedi, cos ferito, poi si ricord della propria condizione e sorrise. Abbass la pistola ma non la ripose.
E perch mai dovrebbe pensare una cosa del genere? chiese.
Abbiamo gli stessi nemici rispose Holden. Dobbiamo fermare Ashford. Se fa quel che ha intenzione di fare, resteremo tutti intrappolati qui fino alla morte. E sono piuttosto sicuro che l'Anello ammazzer tutti gli altri dall'altra parte. La Terra, Marte. La Fascia. Tutti quanti.
Bull sent qualcosa agitarsi in profondit nel suo petto. Non sapeva se fosse soltanto il peso delle sue peggiori paure che diventavano realt, o qualcosa di spiacevole che stava accadendo nei suoi polmoni. Rimise la pistola nella fondina, prese i joystick e si diresse verso i due uomini. I movimenti del mech, ora che c'era altra gente nella stanza, gli parevano pi rumorosi.
Okay disse Bull. Che ne dici di cominciare dall'inizio, e mi spieghi di che diavolo stai parlando?
Bull aveva gi visto cos'era il carisma. L'impressione che davano alcune persone, di muoversi nella vita come attraverso una nube di apprezzamento, o potere. Fred Johnson ce l'aveva, e anche in Holden c'era un bagliore della stessa aura. In verit, c'era qualcosa nell'onest aperta e diretta di Holden che a Bull ricordava il candore del giovane Fred Johnson. Diceva le cose in modo semplice e concreto - la stazione non avrebbe tolto il blocco finch non avessero spento tutti i reattori e buona parte delle attrezzature elettroniche a bordo delle navi; i creatori della protomolecola erano stati divorati da una qualche misteriosa forza perfino pi cazzuta di loro; la stazione avrebbe distrutto l'intero sistema solare se avesse deciso che gli esseri umani e le loro armi potessero costituire una minaccia concreta - che le faceva sembrare sempre plausibili. Forse era dovuto a quanto fosse credulone lui stesso. O forse era semplicemente un talento che alcuni avevano fin dalla nascita. Bull sent un crescente rispetto per Jim Holden, lo stesso rispetto che avrebbe riservato a un serpente a sonagli. Quell'uomo era pericoloso, semplicemente perch era s stesso.
Quando Holden fin di parlare, ripetendo che dovevano fermare Ashford, che Sam stava facendo guadagnare loro del tempo, che gli equipaggi ridotti delle altre navi dovevano spegnere i loro reattori e tutti i sistemi di emergenza, Bull si gratt il mento.
E se Ashford avesse ragione? disse.
Non capisco disse Holden.
Tutta questa roba che ti ha detto l'alieno... E se ti stesse prendendo per il culo?
Holden serr la mascella, ma un istante dopo annu.
Potrebbe darsi disse. Non ho alcun modo per sincerarmene. Ma Sam sostiene che Ashford intende sacrificare la Behemoth sparando all'Anello, e, se Miller non ha mentito, sacrificher tutto quanto il resto con essa.  un rischio che vuole correre?
Correremo un rischio in ogni caso rispose Bull. Pu darsi che riusciamo a fermarlo, e che salveremo il sistema. O magari, cos facendo, lasceremo aperto l'Anello per un'invasione di esseri che ci mangeranno il cervello a colazione. Lancia una monetina, ese. E non abbiamo tempo per fare le prove. Nessun modo di essere sicuri. In ogni caso,  un rischio.
 cos disse Holden. Allora, che intende fare?
Il sospiro di Bull lo fece tossire di nuovo. Il catarro che gli risal in bocca aveva il sapore di uno spray agli steroidi. Sput. Ecco a cosa si era arrivati. Non era una vera domanda.
Immagino che dobbiamo riprendere il controllo della sala macchine disse Bull. Sar probabilmente un brutto combattimento, ma dobbiamo farlo. Con il tamburo in rotazione, l'unico passaggio tra la sala macchine e il ponte di comando  l'ascensore esterno, oppure bisogna passare attraverso il punto di transizione interno del ponte di comando, poi lungo tutto il tamburo fino al punto di transizione della sala macchine, con un casino di persone e la gravit di rotazione che ne rallenta i movimenti. Qualsiasi rinforzo possa avere su non ce la far ad arrivare prima che il combattimento sia terminato, in un modo o nell'altro.
Sammy  gi nella sala macchine disse Amos. Magari potrebbe prepararci un po' il terreno prima che arriviamo.
Non sarebbe male disse Bull.
E una volta che l'abbiamo ripreso? chiese Holden.
Pomperemo un bel nuvolone di azoto sul ponte di comando e li andremo a prendere quando saranno tutti belli addormentati, suppongo disse Bull. Se il capitano Pa  ancora in vita, saranno un suo problema.
E se non lo fosse? chiese Amos.
Allora saranno un problema mio disse Bull. Il sorriso di Amos significava che l'omone aveva interpretato le parole di Bull esattamente come lui le aveva intese.
E il reattore? chiese Holden. Ha intenzione di spegnerlo?
Quello  il piano di riserva disse Bull con un ghigno. Lo spegniamo. E facciamo fare lo stesso a tutte le altre navi.
Posso chiedere perch?
Pu darsi che riusciamo a far togliere il blocco a quell'affare e che non disintegrer il sole, anche se Ashford dovesse riuscire a sparare disse Bull.
Mi pare giusto disse Holden. Ho il mio equipaggio. Siamo un po' malmessi.
Siamo puri di cuore, per aggiunse Amos.
Bull si ferm per riflettere. Se dovevano tentare un assalto in sala macchine, una distrazione sarebbe stata d'aiuto. Qualcosa che distogliesse l'attenzione di Ashford da ci che contava davvero. Dovevano trovare un modo per attirarlo altrove. Per colpirlo nell'orgoglio. Ashford non era stato il genere d'uomo da riflettere a fondo sulle questioni prima della catastrofe, ma si era dimostrato cauto. Dovevano trovare il modo di farlo infuriare, di fargli mettere da parte quella cautela. Ma pianificare una cosa del genere e mandare a ognuna delle altre navi un messaggio per far spegnere tutti i reattori avrebbe richiesto pi tempo di quanto non avessero, a meno che...
S disse cupo. So dove andare. Arrivarci potrebbe essere un po' pericoloso. Gli uomini di Ashford sono dappertutto, nel tamburo.
Non sono pi tanti quanto all'inizio precis Amos. Bull non gli chiese che intendesse dire.
Ci guidi disse Holden. La seguiamo.
Bull tamburell con le dita sui joystick. Imbarazzo e vergogna lo attanagliarono dalle viscere. Un velo di confusione attravers il viso di Holden. Bull sent una fitta di disgusto per s stesso. Stava per mettere in pericolo un manipolo di civili pur di attirare l'attenzione di Ashford, lo stava facendo di sua piena iniziativa, e si sentiva in imbarazzo per tutte le cose su cui non aveva alcun controllo. Non sapeva che cosa dicesse di lui tutto questo, ma immagin che non potesse essere niente di buono.
La sede di Radio Zona Lenta Libera era in quelli che un tempo erano stati gli uffici amministrativi dei coloni. Gli spazi esigui dell'ufficio erano stati progettati per essere integrati tra le pareti e le paratie della nave originale, quando era ancora la Nauvoo, e la quantit di lavoro necessaria per smantellare i cubicoli e restituire a quello spazio un'utilit diversa non era mai valsa la pena. Bull li aveva concessi in uso a Monica Stuart e alla sua troupe perch era un favore che gli costava poco. Una cosa che non gli serviva - i vecchi uffici - in cambio di qualcosa di cui aveva bisogno: un volto familiare e una voce rassicurante per aiutare a trasformare la Behemoth in un luogo di raccolta per l'intera flotta in frantumi.
Lo studio da cui trasmettevano era un laminato di plastica verde modellata che qualcuno aveva ripiegato all'ins dal pavimento e messo in verticale. Le luci erano realizzate con materiali di fortuna e attaccate a qualsiasi superficie utile allo scopo. Bull riconobbe molte di quelle facce, anche se non conosceva molti di loro. Monica Stuart, ovviamente. La sua squadra di produzione si stava occupando di una donna terrestre di nome Okju e di un marziano dalla pelle scura chiamato Clip. Holden aveva chiamato l il suo equipaggio, ma non erano ancora arrivati.
Bull consider quello spazio da un punto di vista strategico. Non sarebbe stato difficile bloccare tutti gli accessi. Quelle mezze pareti fornivano diverse coperture possibili, ed erano sufficientemente solide da fermare la maggior parte dei proiettili. Con una o due ore, un po' d'acciaio strutturale e un paio di saldatori, quel posto sarebbe potuto diventare quasi difendibile. Sper che non ce ne fosse bisogno. E invece sperava che ce ne fosse.
Abbiamo interrotto le trasmissioni non appena hanno cominciato a combattere disse Monica. Ho pensato che fosse meglio non andare impreparati.
Ottima idea disse Bull, e il suo terminale palmare trill. Alz un dito e armeggi per accettare il collegamento. Il viso di Corin si accese sullo schermo. Era pallida. Sconvolta. Bull conosceva quell'espressione.
Quanto  brutta?
Abbiamo una trentina di uomini, signore disse Corin. Armati e corazzati. Controlliamo lo spaccio e la maggior parte dei civili. Una volta che Ashford ha ottenuto il controllo dei punti di transizione, si  praticamente ritirato.
Che mi dici di Pa?
 viva disse Corin. Piuttosto malmessa, ma viva.
Consideriamola una vittoria.
Abbiamo perso Serge disse Corin, con voce priva d'inflessione e calma. Ecco cos'era. Bull sent un mi dispiace' salirgli in gola di riflesso, e lo represse. Pi tardi. Avrebbe dimostrato comprensione pi tardi. In quel momento, c'era spazio soltanto per i forti.
Ricevuto disse. Portate tutti quelli che potete agli uffici amministrativi coloniali. E armi. Tutte le armi che abbiamo, portatele qui.
Un nuovo quartier generale?
Stazione di sicurezza in esilio disse Bull, e Corin sorrise quasi. Non c'era gioia sul suo volto, ma forse una minima traccia di divertimento. Per il momento poteva bastare. Rivolse a Bull un saluto militare, lui le restitu il gesto meglio che pot prima di terminare il collegamento.
Quindi si tratta di un golpe disse Monica.
Un contro-contro-golpe, tecnicamente la corresse Bull. Ecco cosa mi serve da lei: voglio che renda pubblico quello che sta succedendo. Trasmetta. Alla Behemoth, alle altre navi della flotta. Diavolo, anche alla stazione, se pensa che ci ascolter qualcuno. Il capitano Ashford  stato sollevato per ragioni di salute mentale. Il trauma  stato troppo grande per lui. Si  asserragliato sul ponte di comando assieme a pochi altri individui rimastigli leali, e la squadra di sicurezza della Behemoth si sta preparando a stanarlo da l.
C' qualcosa di vero in tutto questo?
Una met, forse disse Bull.
Alle spalle di Monica, la robusta terrestre di nome Okju alz gli occhi, poi distolse lo sguardo.
Non faccio propaganda disse Monica.
Ashford finir col farci ammazzare tutti disse Bull. E forse anche tutti quelli che sono rimasti a casa, se riesce a fare quello che intende. Ha presente la catastrofe e tutto quello che abbiamo passato qui? Quelle erano solo carezze. Ashford sta cercando di provocare uno scontro vero e proprio.
Era strano come quelle parole, pronunciate da lui, facevano sembrare la cosa reale come non gli era parso quando le aveva sentite da Holden. Eppure non era ancora sicuro di crederci. In quel momento, per, aveva bisogno che fosse vero, per cui lo era e basta. Gli occhi di Monica si sgranarono un poco e due chiazze rosse le si diffusero sulle gote.
Quando sar tutto finito disse voglio tutta la storia. In esclusiva. Tutto quello che sta succedendo realmente. Perch  andata cos com' andata. Interviste approfondite con tutti gli attori coinvolti.
Non posso parlare per nessun altro tranne che per me, al momento disse Bull. Ma lo considero un accordo equo. Ho anche bisogno che convinciate le altre navi della flotta a spegnere tutti i loro reattori e sistemi elettrici, e a togliere le batterie da ogni dispositivo che ne abbia.
Perch?
Stiamo cercando di far togliere il blocco alle navi rispose. Per andare a casa. E, se non riusciamo a fermare Ashford, togliere il blocco  l'unica possibilit che abbiamo di impedire alla stazione di vendicarsi sulla gente dall'altra parte dell'Anello.
E perch, se gli insulti e le provocazioni, le finte minacce e i depistaggi fossero tutti falliti, quello sarebbe stato abbastanza. Se Ashford avesse visto l'altro piano in azione, se avesse visto il suo gesto eroico, il suo magnifico sacrificio messo a rischio, sarebbe uscito allo scoperto. Avrebbe fatto tutto quel che poteva per chiudere la centrale della radio, e ogni fucile che arrivava da loro sarebbe stato un fucile in meno in sala macchine o sul ponte di comando.
Monica era esterrefatta.
E come dovrei convincerli a fare una cosa del genere, esattamente?
Ho in mente una cosa... disse Bull. Conosco questa sacerdotessa che fa sermoni a cui partecipa gente da quasi tutte le navi. Stavo pensando di reclutarla.
Anche se, non disse, cos facendo si esporr al fuoco nemico.

42.

Clarissa

Venne la fine. Smisero di correre da una parte all'altra, e una sorta di calma discese su Ashford. Su Cortez. Su tutti loro. Giunse l'ordine di mettere in sicurezza i punti di transizione. Nessuno doveva entrare o uscire dal tamburo. Non ora. Non pi.
Era quasi un sollievo.
Ho pensato molto a tuo padre disse Cortez mentre l'ascensore risaliva verso il punto di transizione e la gravit di rotazione si stemperava, lasciando che un crescente Coriolis facesse sembrare ogni cosa un po' pi strana. Come in un sogno, o all'inizio di un'inattesa malattia. Era un uomo molto intelligente. Brillante, direbbero alcuni, e a suo modo molto riservato.
Ha cercato di trasformare la protomolecola in un'arma e di venderla al miglior offerente, pens Clarissa. Quel pensiero avrebbe dovuto urtarla, ma non lo fece. Era un semplice dato di fatto. Gli atomi di ferro si aggregavano in stella; i rel elettrici Daimo-Koch avevano un ingresso in meno rispetto ai modelli standard; suo padre aveva cercato di militarizzare la protomolecola. Non sapeva cosa fosse. Nessuno lo sapeva. Questo per non aveva impedito loro di manipolarla. Di vedere cosa potessero farci. Clarissa ebbe l'improvviso, vivido ricordo di un video che aveva visto, in cui un soldato ubriaco dava il suo fucile d'assalto a una scimmia. Quel che era successo dopo era buffissimo o tragico, secondo l'umore del momento. Suo padre non si era comportato diversamente dalla scimmia. Solo, su una scala molto pi vasta.
Mi dispiace di non aver avuto modo di conoscerlo meglio continu Cortez.
Sull'ascensore insieme a loro c'erano Ashford e sette dei suoi uomini. Il capitano era di fronte al gruppo, con le mani giunte dietro la schiena. La maggior parte dei suoi uomini era cinturiana come lui. Sagome allungate, teste sproporzionate. Anche Ren aveva avuto quello stesso aspetto. Come se fossero stati parte della stessa famiglia. I soldati di Ashford disponevano di armi e di giubbotti antiproiettile. Lei no. Eppure continuava a cogliere i loro sguardi in tralice. Continuavano a pensare a lei come a Melba. La terrorista e assassina con gli impianti da combattimento. Il fatto che avesse l'aspetto di una giovane donna qualunque non faceva altro che aggiungere stranezza a ci che era. Era per questo che Ashford l'aveva voluta con s. Era un ornamento. Un trofeo per dimostrare la sua forza e per cancellare il fatto che avesse fallito nel tentativo di governare la sua stessa nave.
Si trov a desiderare che almeno uno di loro le sorridesse. Pi si comportavano come se lei fosse Melba, pi sentiva tornare quella parte di s, che si diffondeva attraverso la sua coscienza come fosse inchiostro su un foglio di carta.
Una volta, tuo fratello Petyr  venuto in visita al palazzo delle Nazioni Unite quando ero l.
Quello era Michael disse lei. Petyr odia le Nazioni Unite.
Ma davvero? disse Cortez con una risata sommessa. Devo essermi confuso.
L'ascensore raggiunse l'asse del tamburo, rallentando dolcemente per permettere loro di reggersi ai maniglioni senza essere scaraventati sul soffitto. Alle loro spalle, una serie di ampi condotti e trasformatori davano energia al lungo sole lineare del tamburo. Prima di venire fin l, all'Anello, Clarissa non aveva mai pensato seriamente a come equilibrare carichi elettrici e sistemi di controllo ambientale. Quel genere di attivit era appannaggio di altri. Gente inferiore. Ora, con tutto quello che aveva imparato, le dimensioni del progetto della Behemoth erano impressionanti. Le sarebbe piaciuto che gli altri avessero potuto vederla. Soledad, Bob e Stanni. E Ren.
Le porte si aprirono e i cinturiani si lanciarono nel punto di transizione con la grazia di uomini e donne che avevano passato tutta l'infanzia in assenza di gravit o a g basso. Lei e Cortez non se la cavavano male, ma non avrebbero mai avuto la grazia automatica di un cinturiano in volo libero.
Il ponte di comando era bellissimo. Una morbida luce indiretta eliminava ogni ombra. Melba si lanci dietro Ashford e i cinturiani, nuotando attraverso l'aria come un delfino nel mare.
Il centro di comando era progettato benissimo. Una lunga stanza a pianta di losanga con i pannelli di controllo incassati in postazioni di materiale ceramico. A un'estremit della losanga si apriva una porta che dava sull'ufficio del capitano; dall'altra parte si accedeva alla stazione di sicurezza. I sedili a sospensione cardanica sembravano pi una naturale escrescenza della nave che una necessit funzionale. Come un'orchidea. Le pareti erano decorate con dipinti di angeli e scene pastorali. L'effetto era soltanto vagamente rovinato dalla mezza dozzina di pannelli di accesso ancora aperti, rimasti da riparare e non ancora completati dall'arresto improvviso della nave. Perfino le interiora del ponte di comando erano belle, a loro modo. Clarissa si trov a desiderare di andare l e di dare un'occhiata per vedere se riusciva a capire qualcosa di quei progetti.
Tre uomini fluttuavano accanto ai pannelli di controllo, tutti cinturiani. Bentornato, capitano disse uno di loro.
Ashford fluttu nel vuoto fino alla postazione del capitano. Tre dei suoi soldati si allontanarono per prendere posizione in corridoio mentre gli altri si disperdevano per la stanza, scegliendo punti da cui avere una chiara visibilit delle porte di accesso. Chiunque avesse provato a riprendere il centro operativo avrebbe dovuto farsi largo tra un inferno di pallottole. Clarissa si spinse verso la porta che apriva sulla stazione di sicurezza, pi che altro per togliersi di mezzo, e Cortez la segu con espressione concentrata, seria e un poco agitata.
Ashford inser una serie di comandi e il suo pannello di controllo mut, facendosi pi luminoso. Il suo sguardo segu gli avvisi e le schermate. Illuminato dal basso, sembrava pi un inesperto professore universitario di scienze che cercava di far funzionare le proprie simulazioni nel modo corretto, che l'uomo destinato a salvare l'intera umanit sacrificando s stesso e tutto il suo equipaggio.
Jojo? chiam, e la voce della guardia giunse dal pannello di controllo come se fosse l accanto a loro.
Ci sono, capitano. Abbiamo messo in sicurezza il punto di transizione verso la sala macchine. Daremo l'inferno a chiunque tenter di entrare qui.
Bravo, ragazzo disse Ashford. Abbiamo il capo ingegnere Rosenberg?
Sissignore. Sta effettuando le modifiche al sistema di comunicazione.
Ancora?
Ancora, signore.
Grazie disse, poi picchiett lo schermo con la punta delle dita. Sam. Quanto tempo manca per completare le modifiche?
Due ore rispose lei.
Come mai ci vuole tanto?
Dovr estromettere ogni dispositivo di sicurezza nel percorso di controllo disse. Quello che stiamo facendo... Ci sono un sacco di precauzioni nel progetto originale, fatte per impedire che possa accadere.
Ashford si accigli.
Due ore disse, e chiuse nervosamente il collegamento.
Cominci l'attesa. Due ore dopo, la stessa donna spieg che il sistema di puntamento era stato messo fuori uso dalla catastrofe. Sistemarlo era solo una perdita di tempo per la maggior parte degli usi comuni, ma, visto che avevano un'unica possibilit, era meglio riallinearlo. Altre tre ore. Poi incapp in un errore di circuitazione che doveva essere neutralizzato. Altre due ore.
Clarissa vedeva l'umore di Ashford rabbuiarsi a ogni nuova scusa, a ogni ora che passava. Trov i bagni in fondo alla stazione di sicurezza e cominci a chiedersi dove potersi procurare qualche tubo di cibo. Se l'unico spaccio funzionante era nel tamburo, quello avrebbe potuto essere effettivamente un problema. Cortez si era assicurato con le cinghie a un sedile a smorzamento e si era addormentato. Le guardie si facevano a poco a poco sempre pi irrequiete. Clarissa pass un'ora a girare da un pannello di accesso all'altro, studiando le superfici di controllo e i rel elettrici che rifornivano il ponte. Era sorprendente come molti di loro fossero gli stessi di quelli con cui aveva lavorato a bordo delle navi terrestri durante il suo viaggio di avvicinamento. Se ferivi un terrestre o un cinturiano, entrambi sanguinavano allo stesso modo. Se aprivi un pannello di controllo sulla Behemoth o sulla Prince, entrambe le navi avevano gli stessi scadenti limitatori di tensione.
Si chiese come si sentisse la Behemoth a essere la Behemoth e non la Nauvoo. Si chiese come si sentisse lei a essere Clarissa Mao e non Melba Koh. La nave avrebbe sentito la nobilt del suo sacrificio? Lei si sarebbe persa per sempre nell'abisso, ma il resto dell'umanit sarebbe stato redento dal suo sacrificio. Quella simmetria le pareva significativa, ma poteva darsi che fosse soltanto la stridente combinazione di paura e incertezza a darle quell'impressione.
Sette ore dopo aver preso possesso del ponte, Ashford piant nuovamente il dito sulla console di controllo, attese qualche istante, poi colp la console con un pugno tanto forte da farlo rinculare sul suo sedile a smorzamento. Il rumore di quell'esplosione di violenza svegli Cortez di soprassalto e interruppe il borbottio tra le guardie. Ashford ignor tutti quanti e pigi di nuovo sullo schermo. Le sue dita parevano chicchi di grandine su una parete rocciosa.
La luce dello schermo vacill.
Signore?
Dov' Sam Rosenberg? abbai Ashford.
L'ultima volta che l'ho vista, stava controllando il trasformatore di riserva dell'involucro del reattore, signore. Volete che vada a cercarla?
Chi le fa da secondo?
Anamarie Ruiz.
Portatemi Sam e Anamarie al ponte di comando, per favore. Va bene anche se dovete scortarle con una guardia armata.
Sissignore.
Ashford chiuse il collegamento e si spinse via dalla console, facendo scivolare silenziosamente le sospensioni del suo sedile a smorzamento.
C' qualche problema, capitano? chiese Cortez. La sua voce era impastata e un po' confusa.
Niente che non possa gestire rispose Ashford.
Prima che Clarissa sentisse aprirsi le porte dell'ascensore esterno pass quasi un'altra ora. Nuove voci provennero dal corridoio. Il chiacchiericcio casuale della conversazione pareva voler celare un problema pi profondo. Ashford si sistem l'uniforme.
Due donne arrivarono fluttuando nella stanza. La prima era una bella donna con il viso a forma di cuore e i capelli rossi striati di grasso nero, tirati indietro in uno chignon. A Clarissa fece tornare in mente Anna. La seconda era magra, perfino per una cinturiana, con la pelle color terra secca e gli occhi talmente scuri da essere neri. Furono seguite all'interno da tre uomini armati di pistola.
Capo Rosenberg disse Ashford.
Signore rispose la donna dai capelli rossi. Dalla voce non somigliava ad Anna.
Siamo al quarto ritardo dell'ultimo minuto. Pi tempo perdiamo, pi  probabile che gli elementi sovversivi all'interno del tamburo provochino qualche disturbo.
Sto facendo del mio meglio, capitano. Non  il genere di cose con cui ci  concesso un secondo tentativo, per. Dobbiamo essere scrupolosi.
Due ore fa mi ha detto che saremmo stati pronti a far fuoco in due ore. Siamo pronti a far fuoco?
No, signore disse lei. Ho controllato le specifiche, e i blocchi di sicurezza del reattore non permettono di ottenere un'emissione della portata richiesta. Sto fabbricando dei nuovi interruttori che non manderanno tutto all'aria. E poi ci saranno da sostituire un po' di cavi.
E quanto tempo ci vorr per farlo? chiese Ashford. Il suo tono di voce era secco. Clarissa pens di percepire una nota di pericolo, ma il capomeccanico non sembr reagire.
Sei ore, forse sei ore e mezzo rispose. Le stampanti di circuiti hanno i loro tempi.
Ashford annu e si volt verso la seconda donna.
Lei concorda con la sua valutazione?
Con tutto il rispetto per il capomeccanico Rosenberg, no disse Ruiz. Non vedo perch non si possa usare della schiuma conduttiva, in sostituzione.
Quanto tempo ci vorrebbe?
Due ore disse Ruiz.
Ashford estrasse la pistola. Prima ancora che il capomeccanico potesse sgranare gli occhi, la pistola fece fuoco. In quella sala dalle dimensioni ridotte, anche soltanto il rumore dello sparo era una violenza. La testa di Sam scatt all'indietro e i suoi piedi furono sbalzati in avanti. Un vivace globo rosso si libr nell'aria, con piccole gocce che si staccavano dalla sua massa. Lune violente attorno a un pianeta morto.
Ruiz disse Ashford. Si prepari a far fuoco entro due ore.
Per un istante, la donna rimase in silenzio. Scosse la testa come se cercasse di svegliarsi da un sogno.
Signore rispose poi.
Ashford sorrise. Si stava godendo l'effetto appena ottenuto.
Pu andare disse. L'orologio continua a ticchettare.
Ruiz e le tre guardie si spinsero fuori dalla stanza. Ashford rinfoder l'arma.
Qualcuno pulisca questo casino, prego disse.
Mio dio disse Cortez, con un tono di voce a met strada tra una preghiera e una bestemmia. Oh, mio dio! Ma che ha fatto?
Ashford si sgranch il collo. Due guardie si fecero avanti. Una di loro portava con s un aspiratore. Quando lo accese, il piccolo motore cominci a ronzare. Quando aspir il sangue, il tono del macchinario si abbass di mezzo tono, da sol a fa diesis.
Ho sparato a una sabotatrice disse Ashford. E ho spianato la strada per liberare l'umanit dalla minaccia aliena.
L'ha uccisa disse Cortez. Non ha avuto nessun processo. Nessuna difesa.
Padre Cortez disse Ashford. Ci troviamo in circostanze estreme.
Ma...
Ashford si volt, chinando in avanti la sua testa troppo larga, da cinturiano.
Con tutto il rispetto, siete sotto il mio comando. Questa  la mia gente. E se crede che io sia pronto a tollerare un altro ammutinamento, si sbaglia di grosso. Nella voce del capitano c'era una nota vibrante, come quella di un ubriaco sul punto di provocare una rissa. Clarissa pos una mano sulla spalla di Cortez e scosse la testa.
L'anziano si accigli, si pass una mano tra i capelli bianchi e indoss un'espressione artatamente compassionevole.
Capisco che ci sia bisogno di disciplina, capitano disse Cortez. E anche di violenza, se davvero necessaria, ma...
Non mi costringa a rimetterla nel tamburo disse Ashford. Cortez chiuse la bocca, con il capo chino come se fosse abituato all'umiliazione. Anche se sapeva che non era cos, Clarissa prov un moto di compatimento per lui. Aveva visto cadaveri. Aveva visto gente morire. Vedere qualcuno che veniva ucciso era diverso. E uccidere qualcuno era ancora diverso, per cui, in un certo qual modo, era un passo avanti a lui.
Andiamo disse. Cortez la guard sbattendo le palpebre. I suoi occhi erano pieni di lacrime che gli fluttuavano irregolarmente attorno alla sclera, impossibilitate a cadere. Il bagno  da questa parte. L'accompagno l.
Grazie disse lui.
Due guardie si stavano occupando di avvolgere l'ingegnere morto con del nastro adesivo. La pallottola l'aveva colpita appena sopra l'occhio destro, dove aderiva un emisfero di sangue, tremolante ma che non si allargava. La donna non sanguinava pi. Era un nemico, pens Clarissa, ma quell'idea aveva un non so che di incerto. Come se si stesse provando una giacchetta per vedere come calzava. Era un nemico e meritava di morire, anche se aveva i capelli rossi come Anna. Quel pensiero non era cos confortante come aveva sperato.
Una volta in bagno, Cortez si lav la faccia e le mani con delle tovagliette che gett poi nel riciclatore. Clarissa le segu mentalmente gi fino al bidone di raccolta e attraverso le interiora della nave. Sapeva come funzionava sulla Cerisier o sulla Prince. L poteva soltanto fare ipotesi.
Stai cercando di distrarre te stessa, le disse una piccola parte del suo cervello. Quel pensiero le venne cos, di punto in bianco. Non veniva dall'esterno, n da nessun altro. Era una parte di lei che parlava con il resto. Stai cercando di distrarre te stessa.
Da cosa?, si chiese.
Grazie disse Cortez. Il suo sorriso le pareva pi familiare, ora. Come l'uomo che aveva visto sullo schermo. Sapevo che avremmo incontrato qualche resistenza, tentando di fare la cosa giusta. Ma non ero pronto ad affrontarlo. Spiritualmente. Non ero pronto. Mi ha colto di sorpresa.
Cose che capitano disse Clarissa.
Cortez annu. Aveva pi o meno l'et di suo padre. Cerc d'immaginarsi Jules-Pierre Mao che fluttuava in quello spazio ristretto, in lacrime per un ingegnere morto. Non ci riusc. Non riusciva a immaginarselo l e basta, non riusciva a farsi un'immagine del suo aspetto esatto. Tutte le impressioni che aveva di lui erano il suo potere, il suo acume, la sua soverchiante importanza. I dettagli fisici erano irrilevanti. Cortez si guard allo specchio e si ricompose.
Sta per morire, pens lei. Sta per condannare s stesso e tutti quelli che si trovano a bordo di questa nave a morire senza possibilit di aiuto, qui, nell'oscurit, perch pensa che sia la cosa pi nobile e giusta da fare. Era forse quello che stava facendo anche Ashford? Melba si trov a desiderare di avergli parlato di pi quando erano stati prigionieri insieme. Per capire con chi aveva a che fare. Per capire perch era disposto a morire per quell'idea. E, soprattutto, perch fosse disposto a uccidere. Poteva darsi che fosse per altruismo e nobilt d'animo. Poteva darsi che fosse per paura. O rammarico. Fintanto che avesse fatto quel che andava fatto non aveva importanza, ma lei scopr di essere curiosa. Sapeva perlomeno perch si trovava l. Per redimersi. Per morire per un buon motivo, e per espiare le sue colpe.
Stai cercando di distrarre te stessa.
...non credi? disse Cortez. Il suo sorriso era dolce e mesto, e lei non aveva la pi pallida idea di cosa avesse appena detto.
Immagino di s rispose, spingendosi via dallo stipite per lasciargli pi spazio. Cortez si resse ai maniglioni, cercando di mantenere il proprio corpo orientato con la testa verso il soffitto e i piedi verso il pavimento, bench fluttuare nuotando lungo le pareti fosse probabilmente pi sicuro e decisamente pi efficiente. Era una cosa che la gente abituata a vivere con un peso faceva d'istinto. Clarissa lo not soltanto perch lei non lo stava facendo. La stanza era semplicemente la stanza, senza un su o un gi, e ogni superficie poteva essere un pavimento, una parete o un soffitto. Si prepar per un'ondata di vertigine che non arriv.
Sa che non ha importanza disse poi.
Cortez le sorrise, inclinando la testa con aria interrogativa.
Se siamo tutti sacrifici, non importa quando andiamo disse Clarissa. Lei  andata un po' prima di noi. Noi la raggiungeremo un poco pi tardi. Non ha nemmeno nessuna importanza se andiamo tutti di nostra spontanea volont all'altare, dico bene? L'unica cosa che importa  che riusciamo a spezzare l'Anello, cos tutti quelli che sono rimasti dall'altra parte saranno al sicuro.
Gi, hai ragione disse Cortez. Grazie per avermelo ricordato.
Nella stanza accanto risuon un allarme, e Clarissa si volt di scatto. Ashford si era tolto le cinture di sicurezza e fluttuava sopra il proprio pannello di controllo, con il viso indurito dalla furia.
Che sta succedendo, Jojo?
Credo che abbiamo un problema, signore...

43.

Holden

Ogni cosa, all'interno degli ex uffici amministrativi coloniali, faceva intristire Holden. Quelle scialbe pareti istituzionali verdi, il grappolo di cubicoli in un unico spazio centralizzato, la mancanza di finestre o di fronzoli architettonici. I Mormoni avevano pianificato di gestire la prima colonia extrasolare della razza umana da un posto che sarebbe stato simile a una casa quanto un ufficio della contabilit. Era piuttosto sconfortante. Salve, e benvenuto a bordo di un viaggio che durer secoli per costruire un insediamento umano intorno a un'altra stella! Ecco il tuo cubicolo.
Gli spazi erano stati risistemati in un modo che dava perlomeno la sensazione di un posto vissuto. Una radio raffazzonata occupava un intero armadietto, poco pi in l dell'attrezzatura di trasmissione principale. La mole era indicativa pi della maniera abborracciata con cui l'avevano costruita che dell'effettivo potenziale trasmissivo. La flotta, cos com'era disposta, era in uno spazio sufficientemente piccolo per poter ricevere il segnale da un set portatile poco pi che decente. Un touchscreen su una delle pareti fungeva da lavagna per l'ufficio, con una lista di potenziali interviste e nuove storie elencate accanto a nomi di contatti e a soggetti potenzialmente interessanti per il pubblico. Holden fu stranamente lusingato di vedere il suo nome accompagnato dalla nota: Tema caldo. Trovare un modo per averlo.'
La sala era in pieno fermento. Gli uomini di Bull stavano arrivando a poco a poco. La maggior parte portava con s sacchi di tela pieni di armi e munizioni. Alcuni di loro portavano attrezzi e strumenti in casse di plastica modellata su rotelle. Si stavano preparando per corazzare gli spazi dell'ex ufficio e trasformarli in una fortezza in miniatura. Holden si appoggi a una scrivania libera e cerc di non intralciare nessuno.
Ehi disse Monica, comparendogli accanto dal nulla. Indic la lavagna con un cenno del capo. Quando ho sentito che eri tornato dalla stazione, avevo sperato di riuscire a intervistarti. Suppongo di aver perso un'occasione, per.
Perch?
Con la tempesta di merda che si sta scatenando ora, hai perso un paio di posizioni nella classifica di priorit del palinsesto.
Holden annu, poi si strinse nelle spalle. Sono gi stato famoso. Non  un granch.
Monica si sedette sulla scrivania accanto a lui e gli porse un bulbo. Quando Holden assaggi la bevanda, si rivel essere dell'ottimo caff. Chiuse gli occhi per un istante, sospirando di piacere. Okay, ora mi sono un po' innamorato di te.
Non fare il cascamorto replic lei. Piuttosto, funzioner? Questo piano di Bull...
Mi stai registrando?
Qualcuno cominci a saldare un foglio di metallo alla parete, costringendo entrambi a portarsi una mano davanti agli occhi per ripararsi dalla luce improvvisa. Nell'aria si diffuse un odore di zolfo e acciaio incandescente.
Sempre rispose Monica. Funzioner?
Forse. C' un motivo per cui le navi sono perse nell'istante in cui qualcuno prende possesso del ponte meccanico. Se non controlli quel punto, non controlli la nave.
Monica sorrise come se quelle parole avessero un senso, per lei. Holden si chiese quanto veramente fosse cos. Non era una reporter di guerra. Era una produttrice di documentari che era finita nel posto sbagliato al momento giusto. Fin quel che restava del suo caff con una fitta di rimpianto e attese di vedere se Monica avesse altre cose da chiedergli. Se fosse stato gentile, magari gli avrebbe offerto un altro bulbo di caff.
E questa Sam pu farcela? chiese lei.
Sam ha messo in perfette condizioni la Roci da quasi tre anni, ormai.  una dei migliori ingegneri di Tycho, la pi sveglia. S. Se  lei a controllare la tua sala motori e non le vai a genio, sei proprio fottuto.
Gradisci dell'altro caff?
Buon dio, s disse Holden, tenendo il suo bulbo come un accattone per la strada.
Prima che Monica potesse prenderglielo dalle mani, Bull venne verso di loro avanzando rumorosamente con il suo deambulatore meccanico. Fece per dire qualcosa e poi cominci a tossire con un raschio umido e catarroso che dur diversi secondi. Holden pens che aveva l'aspetto di un uomo che stava morendo centimetro dopo centimetro.
Scusate disse Bull, sputando in un panno appallottolato.  disgustoso.
Se muore disse Monica non avr la mia esclusiva.
Bull annu e cominci a tossire di nuovo.
Se muore disse Holden posso avere la sua roba?
Bull fece un ampio gesto con il braccio a indicare l'ufficio che li circondava. Un giorno, ragazzo mio, tutto questo sar tuo.
Che si dice? chiese Holden, portandosi il bulbo alle labbra e provando un nuovo moto di disappunto nel trovarlo vuoto.
Corin ha trovato la sacerdotessa, asserragliata con met della sua congregazione nella tenda della chiesa.
Ottimo disse Holden. Le cose cominciano a mettersi per il meglio.
Meglio di quanto tu possa credere. Met delle persone l dentro erano militari delle Nazioni Unite e di Marte. Stanno venendo qui con lei. Dice che appoggeranno la sua versione quando chieder alle altre navi di spegnere tutto. E non sar male avere qualche decina di uomini in pi per presidiare le difese quando Ashford verr a cercarci.
Mentre Bull parlava, Holden vide Amos entrare negli uffici spingendo il lettino su cui erano sdraiati Alex e Naomi. Una tensione che non si era nemmeno accorto di avere gli si sciolse tra le spalle. Bull stava continuando a parlare di come usare le nuove truppe nel piano di difesa, ma Holden non lo stava ascoltando. Guard Amos che spingeva la barella in un angolo sicuro in fondo alla stanza e poi venir loro incontro per mettersi al suo fianco.
Niente di nuovo, fuori disse Amos quando Bull smise di parlare. Ci sono sempre le stesse pattuglie di Ashford che girano per il tamburo, ma non sembrano agire come se avessero capito che sta succedendo qualcosa.
Lo sapranno non appena faremo la nostra prima trasmissione disse Monica.
Come sta quella spalla? gli chiese Holden.
Dolorante.
Pensavo di affidarti il comando della difesa, qui, una volta che comincer a piovere merda.
S, va bene disse Amos. Sapeva che Holden gli stava chiedendo di proteggere Naomi e Alex. Immagino che questo significhi che tu hai intenzione di andare a...
Fu interrotto da un forte ronzio proveniente dalla tasca di Bull. Bull tir fuori un terminale malandato e lo fiss come se potesse esplodere da un momento all'altro.
 un allarme, quello? chiese Holden.
L'allarme di emergenza sul mio canale privato disse Bull, senza rispondere del tutto. Soltanto gli ufficiali di alto grado possono usare questo canale.
Che sia Ashford, che tenta di rintracciarla? chiese Holden, ma Bull lo ignor e rispose alla chiamata.
Qui Bull. Ruiz, cosa... cominci a dire Bull, poi si interruppe e rimase in ascolto. Grugn qualche volta ma Holden non riusc a capire se si trattava di assensi o di negazioni. Quando termin la chiamata, gett il terminale palmare sulla scrivania alle sue spalle senza nemmeno guardarlo. La sua pelle scura, che di recente si era fatta grigiastra per le sue precarie condizioni di salute, era diventata quasi bianca. Alz entrambe le mani per pulirsi dal viso quelle che, Holden si accorse con stupore, erano lacrime. Holden non avrebbe mai creduto che quell'uomo fosse capace di piangere.
Ashford cominci a dire Bull, poi prese a tossire lungamente, ma sembravano piuttosto singhiozzi. Quando finalmente smise, aveva gli occhi e la bocca coperti di muco. Tir fuori un fazzoletto dalla tasca e pul quasi tutto, poi disse: Ashford ha ucciso Sam.
Cosa? chiese Holden. Il suo cervello si rifiutava di credere che potesse essere vero. Aveva sentito chiaramente le parole di Bull, ma non potevano essere vere, per cui doveva aver sentito male. Cosa?
Bull fece un lungo respiro, si pul un'ultima volta il viso con il fazzoletto, poi disse: L'ha fatta portare sul ponte operativo per chiederle conto delle modifiche al laser, e poi le ha sparato. Ha nominato Anamarie Ruiz capomeccanico.
Come fa a saperlo? chiese Monica.
Perch un istante fa ho parlato con Ruiz. Vuole che la tiriamo fuori da quell'inferno disse Bull. Dal suo viso era scomparsa quasi ogni traccia di lutto. Fece un altro lungo respiro tremante. Sa che Ashford  andato completamente fuori di testa, ma cosa pu fare?
Holden scosse la testa, rifiutando ancora di crederci. La piccola, brillante Sam, che aveva riparato la sua nave, la migliore amica di Naomi, per cui Alex e Amos condividevano una bella cotta. Quella Sam non poteva essere morta.
Amos lo stava fissando. Le mani dell'omone erano chiuse a pugno, con le nocche completamente esangui.
Dobbiamo mantenere questo avamposto disse Holden, sperando di anticipare le parole che avrebbe detto Amos. Ho bisogno che tu lo mantenga saldo, o andr tutto quanto gambe all'aria.
E allora dovrai ammazzarlo tu disse Amos, con voce spaventosamente piatta e priva di emozione. Niente tribunali del cazzo. Niente stronzate vaneggianti sull'essere uomini retti e non selvaggi. Lo ammazzerai tu, cazzo, o giuro su Dio che...
Holden sent una nausea improvvisa che lo fece quasi crollare in ginocchio. Fece qualche respiro profondo per resistere. Questo era tutto quello che avevano da offrire alla memoria di Sam. Dopo tutto quello che aveva fatto per loro. Tutto quello che aveva significato per loro. Avevano solo violenza, discorsi su quale fosse il modo migliore per ottenere vendetta. Sam, che, per quanto ne sapeva lui, non aveva mai torto un capello a nessuno in vita sua. Avrebbe voluto una cosa del genere, lei? Riusciva a immaginarsela l, in piedi, mentre diceva ad Amos e a Bull di mettere via il testosterone e di comportarsi da adulti. Quel pensiero lo fece quasi vomitare.
Monica gli pos una mano sulla schiena. Stai bene?
Devo dirlo a Naomi fu tutto quello che riusc a dire, poi scans la mano di Monica e avanz lungo un pavimento che si agitava sotto i suoi piedi come il ponte ondeggiante di una nave che solcava gli oceani.
Naomi reag solo con dolore, non con rabbia. Pianse ma non chiese vendetta. Ripet il nome di Sam tra le lacrime, ma non pronunci quello di Ashford nemmeno una volta. Sembrava la reazione pi giusta. Sembrava amore vero.
Holden teneva stretta Naomi tra le braccia mentre lei piangeva in silenzio, quando Bull arriv pestando il pavimento alle sue spalle. Holden si sent attraversare da un lampo di rabbia, ma si trattenne.
Che c'?
Sentite disse Bull, strofinandosi i capelli a spazzola con entrambe le mani. So che  un momento di merda, ma dobbiamo discutere di cosa possiamo fare adesso.
Holden si strinse nelle spalle.
Sam  andata, ed era un elemento centrale dei nostri piani...
Ho capito disse Naomi. Andr io.
Cosa? disse Holden, con l'impressione che stessero avendo una conversazione cifrata con un qualche codice che lui non capiva. Andare dove?
Senza pi Sam, Naomi  il miglior ingegnere che abbiamo disse Bull.
E quella Ruiz? Pensavo che fosse lei il capomeccanico, adesso.
Lei era in carica alle infrastrutture disse Bull. E ho visto il curriculum di Nagata. Ha sia le conoscenze, sia l'esperienza necessarie. E ci fidiamo di lei. Se qualcuno deve prendere il posto di Sam...
No disse Holden senza pensarci nemmeno. Naomi era ferita. Non poteva combattere per farsi largo fino alla sala motori. E Sam era stata uccisa.
Andr io ripet Naomi. Il mio braccio sta una merda, ma posso camminare. Se qualcuno mi aiuta una volta arrivati l, posso disattivare il ponte di comando e spegnere il reattore.
No disse di nuovo Holden.
S, anch'io si aggiunse Alex. Era seduto sul bordo della barella, dando loro le spalle. Tremava come se stesse piangendo, ma era rimasto in silenzio. La sua voce sembrava secca, come foglie secche nel vento. Fragile e vuota. Suppongo di dover andare anch'io.
Alex, non puoi... cominci a dire Naomi, ma lui continu a parlare sopra di lei.
Nessuno ha messo off line le batterie della Roci quando ce ne siamo andati, per cui, se dobbiamo spegnere tutto quanto, ci sar bisogno di qualcuno che lo faccia.
Bull annu. Holden avrebbe voluto prenderlo a pugni nel vederlo concorde con tutta quella faccenda.
E quel qualcuno devo essere io disse Alex. Posso seguirli fino alla sala macchine, prendere un pacchetto EVA laggi e usare la camera stagna di poppa per uscire.
Amos si spost alle spalle di Bull, con il viso ancora inespressivo, privo di emozioni, ma con le mani strette a pugno. Alex pu andare?
Nuovo piano disse Bull, a voce alta perch tutti sentissero. Le persone smisero di fare qualunque cosa stessero facendo e si avvicinarono per ascoltare. Dovevano esserne arrivate altre, perch nell'ufficio in quel momento erano almeno in cinquanta. In fondo alla stanza c'era un gruppetto di persone in uniforme militare. Con loro c'era Anna, la sacerdotessa dai capelli rossi. Si teneva per mano con una donna di una magrezza aggressiva che alternava un tiro di sigaretta a un ticchettio nervoso delle unghie smaltate di rosa sui denti incisivi. Bull le individu nello stesso momento di Holden, e fece loro cenno di venire avanti.
Anna, venite qui disse. Ci siamo praticamente tutti, ora, per cui ecco come faremo.
Sulla stanza cal il silenzio. Anna si fece largo fino a Bull e attese. La sua amica pelle e ossa venne con lei, fissando la folla attorno alla sacerdotessa con lo sguardo sospettoso di una guardia del corpo.
Tra Bull si ferm per guardare un pannello a parete l vicino, con sopra un orologio trenta minuti, condurr una squadra composta dal personale della sicurezza e dall'equipaggio della Rocinante verso il punto d'accesso al tamburo a sud. Ci riprenderemo quel punto di transizione e guadagneremo l'ingresso al reparto macchine. Una volta che avremo sotto controllo la sala motori, Monica e la sua troupe cominceranno a trasmettere, spiegando al resto della flotta il motivo per cui  necessario spegnere ogni cosa. Reverenda,  qui che lei e la sua gente entrate in scena.
Anna si volt e sorrise al proprio gruppo, una variegata congrega di persone con indosso le uniformi di diversi servizi e compagini planetarie. La maggior parte di loro era ferita, in un modo o nell'altro. Alcuni erano feriti piuttosto gravemente.
Il limite massimo per lo spegnimento sono le diciannove, ora locale, pi o meno tra due ore e mezza. Abbiamo bisogno che tengano tutto spento per due ore. Questa  la nostra finestra operativa. Abbiamo bisogno che la Behemoth sia completamente spenta durante queste due ore.
Ce ne occupiamo noi disse Naomi.
Quando per la trasmissione avr inizio, Ashford cercher probabilmente di riprendersi questa postazione. Amos e gli altri della mia squadra, insieme ad altri volontari scelti tra voi, terr questa posizione il pi a lungo possibile. Pi cattivi riuscite a trattenere qui, e meno ne avremo che cercheranno di riprendersi la sala macchine. Ma abbiamo bisogno che reggiate. Se non riusciamo a far s che Anna e i suoi restino in onda quanto basta per convincere tutte le altre navi a seguirci nel piano di spegnimento, sar tutto finito prim'ancora di cominciare.
Reggeremo disse Amos. Nessuno dissent.
Una volta che avremo il controllo della sala macchine, invieremo una squadra a prua per mettere in manette quanti si trovano sul ponte di comando, che, se tutto va come deve andare, saranno gi privi di sensi, e avremo preso la nave. Le luci si spengono, gli alieni ci lasciano andare, e ci ritiriamo da questo dannatissimo fazzoletto di spazio una volta per tutte. Che ve ne pare?
Bull alz la voce su quest'ultima frase, cercando un'esultanza dal gruppo, e il gruppo lo accontent. Poi la gente cominci a tornare ai suoi compiti. Holden strinse la spalla sana di Naomi e and verso Anna. La sacerdotessa sembrava smarrita. A met strada, Holden afferr Amos per un braccio e se lo port appresso.
Anna disse Holden. Si ricorda di Amos?
Lei sorrise e annu. Ciao, Amos.
Come te la passi, Rossa?
Amos sar qui per proteggere lei e i suoi prosegu Holden. Se dovesse servirle qualcosa, lo dica pure a lui. Mi sento di assicurarle che niente potr entrare qui dentro per impedirle di fare quel che deve fare finch lui sar in vita.
Proprio cos disse Amos. Signora.
Ehi, ragazzi chiam qualcuno dall'ingresso. Guardate chi mi ha seguito fino a casa. Possiamo tenerli?
Holden diede una pacca sul braccio di Anna e rivolse ad Amos uno sguardo carico di significato. Proteggila a costo della vita. Amos annu in risposta. Sembrava vagamente offeso.
Holden li lasci insieme e raggiunse Bull, che si dirigeva verso la porta. L'ufficiale di sicurezza Corin, la nuova vice di Bull, era appoggiata accanto alla porta con un sogghigno furbesco.
Venite avanti, ragazzi disse, e quattro marziani con un taglio di capelli militare entrarono nella stanza. Rimasero sul chi vive, studiando attentamente ogni centimetro della stanza. Holden aveva gi conosciuto qualcuno che entrava sempre cos in una stanza. Bobbie. Si trov a desiderare che fosse l con loro. L'uomo in testa al gruppo era terribilmente familiare.
Sergente Verbinski disse Bull. Questa s che  una sorpresa.
Holden non aveva riconosciuto quell'uomo senza corazza. Era imponente.
Signore rispose Verbinski. Ho sentito dire che ha intenzione di dare inizio a uno scontro per tirarci tutti fuori di qui.
Gi disse Bull. Proprio cos.
Mi pare una nobile causa disse Verbinski. Le possono servire quattro soldati semplici che non hanno nient'altro da fare?
Eccome disse Bull con un sorriso sempre pi ampio. Mi servono eccome.

44.

Anna

Avevano fallito.
Anna osserv gli uomini e le donne negli uffici della radio, indaffarati a indossare le corazze, a caricare le armi, ad agganciarsi granate alle cinture, e non sent altro che tristezza e disperazione.
Quando era all'universit, un professore di storia una volta le aveva detto: La violenza  ci a cui fanno ricorso le persone quando sono a corto di idee. Attira perch  una scelta semplice, diretta, ed  un'opzione quasi sempre disponibile. Quando non riesci a pensare a una replica adeguata alle argomentazioni del tuo oppositore, puoi sempre prenderlo a pugni in faccia.
Avevano finito le idee. E ora stavano facendo ricorso alla scelta semplice, diretta e sempre disponibile di sparare a chiunque fosse in disaccordo con loro. Odiava quella situazione.
Monica colse la sua attenzione dall'altra parte della stanza e alz un piccolo thermos di caff come un invito. Anna rifiut con un sorriso.
Ti ha dato di volta il cervello? chiese Tilly. Era seduta sul pavimento accanto a lei in un angolo riparato degli uffici, cercando di non intralciare nessuno. Quella donna  in possesso dell'unico caff decente sull'intera nave. Fece segno a Monica, indicando s stessa.
Avrei dovuto passare pi tempo a parlare con Cortez disse Anna. Il capitano dell'APE sar anche intrattabile, ma avrei potuto far ragionare Cortez se avessi avuto pi tempo.
La vita  un insieme finito, mia cara, e Cortez  uno stronzo. Staremo tutti meglio se qualcuno riesce a piantargli una pallottola in fronte prima che tutto questo sia finito.Tilly accett il caff che le versava Monica con un sorriso di gratitudine. Monica pos il thermos e si sedette a terra accanto a loro.
Ehi, stiamo... fece per dire, ma Anna non la consider.
Non dirai sul serio disse Anna a Tilly, con un fastidio nella voce. Cortez non  una persona cattiva.  spaventato e insicuro, e ha fatto scelte sbagliate, ma alla peggio  un uomo in errore, non malvagio.
Non merita la tua comprensione replic Tilly, poi scol l'ultimo sorso di caff come se ce l'avesse con la tazza.
Di chi stiamo... prov a dire di nuovo Monica.
La merita. La merita eccome disse Anna. Osservare quei giovani uomini e donne che si preparavano alla guerra, che si preparavano a uccidere e a essere uccisi l di fronte a lei, la rendeva pi arrabbiata con Tilly di quanto non sarebbe stata altrimenti. Ma in quel momento si scopr furiosa.  proprio questo il punto. Meritano tutti la nostra comprensione. Se Bull ha ragione sul conto di Ashford, e il capitano  impazzito per la paura e l'umiliazione e il trauma di veder morire tutto il suo equipaggio, allora merita la nostra comprensione.  una situazione terribile in cui trovarsi. Cortez merita la nostra comprensione, perch sta facendo esattamente la stessa cosa che stiamo facendo noi: cerca di fare la cosa giusta in una situazione impossibile.
Ah intervenne Monica. Cortez.  il...
Sono solo sciocchezze, Annie.  proprio cos che capisci chi sono i buoni, e chi i cattivi: da quel che fanno alla resa dei conti.
Non si tratta di buoni e cattivi disse Anna. Certo, adesso abbiamo scelto una parte da cui stare, perch le azioni che vogliono intraprendere avranno delle serie conseguenze per noi, e dobbiamo cercare di fermarli. Ma quello che stai facendo tu  demonizzarli, li stai trasformando in nemici. Il problema con questo approccio  che, una volta che li avremo fermati e che non potranno pi farci del male, resteranno comunque demoni. Resteranno il nemico.
Credimi, cara, disse Tilly quando uscir da qui, il mio primo obiettivo nella vita sar di mettere Cortez al rogo per tutto questo.
Perch?
Che vuol dire perch?'
Non sar pi a bordo di una nave, tentando di distruggere l'Anello. Non sar pi un sostenitore di Ashford. Tutte le circostanze che l'hanno reso tuo nemico svaniranno. Cosa c' di buono nel restare attaccati all'odio?
Tilly si gir e si frug nelle tasche alla ricerca di una sigaretta. Ne accese una aggressivamente, evitando di proposito lo sguardo di Anna.
Qual  la risposta, allora? chiese Monica dopo qualche istante di silenziosa tensione.
Non lo so rispose Anna, portandosi le gambe al petto e posando il mento sulle ginocchia. Spinse la schiena il pi indietro possibile nell'angolo della stanza; il suo corpo cercava un posto sicuro con l'insistenza di una bambina. Ma quelle dure pareti verdi non offrivano alcun conforto.
Quindi  un discorso soltanto speculativo disse Monica. Tilly sbuff concorde, continuando a non guardare Anna.
Anna indic le persone che si stavano preparando nella stanza intorno a loro. Quanti di loro saranno morti, alla fine di questa giornata?
Non c' modo di saperlo disse Monica.
Dobbiamo loro la ricerca di altre risposte. Questa volta abbiamo fallito. Abbiamo finito le idee, e ora facciamo ricorso alle pistole. Forse per, la prossima volta, se avremo riflettuto a fondo su cosa sia stato a portarci fin qui, riusciremo a trovare una risposta diversa. Non c' posto per le certezze, nella violenza.
Rimasero in silenzio per un po'. Tilly fumava rabbiosamente una sigaretta dopo l'altra. Monica scriveva furiosamente sul suo terminale. Anna osservava gli altri prepararsi alla guerra e cercava di dare un nome a quei volti. Anche se quel giorno avessero vinto, l'indomani era molto probabile che si sarebbe trovata a officiare pi di un funerale.
Bull arriv con passo pesante verso di loro, fermando il deambulatore meccanico con un ronzio elettrico. Era peggiorato drasticamente nelle poche ore che avevano passato in ufficio. Tossiva di meno, ma aveva cominciato a usare il suo inalatore molto pi spesso. Anche la macchina sembrava malata, ora, i suoi rumori pi secchi, i movimenti pi bruschi. Come se il deambulatore e Bull si fossero fusi in un unico essere, e la macchina stesse morendo insieme a lui.
Va tutto bene? chiese.
Tutto bene rispose Anna. Consider l'idea di dirgli che aveva bisogno di riposare, poi lasci perdere. Non aveva bisogno di perdere un'altra discussione in quel momento.
Allora, ci stiamo avvicinando sempre di pi all'ora X disse Bull, poi strozz un colpo di tosse grassa. Avete tutto quello che vi serve?
No, pens Anna. Ho bisogno di una risposta che non includa quello che state per fare.
S disse invece. Monica ha preso appunti per la trasmissione. Io ho compilato una lista di tutte le navi di cui abbiamo un rappresentante. Ce ne manca qualcuna, ma spero che la fedelt di ognuno al proprio pianeta sar sufficiente a ottenere la loro collaborazione. Chris Williams, un ufficiale inferiore della Prince, mi  stato di grande aiuto.
E lei? chiese Bull, puntando una manona verso Monica.
La mia troupe  pronta a partire disse lei. Sono un po' preoccupata di non riuscire a trasmettere l'intero messaggio prima che gli uomini di Ashford ci fermino.
Bull scoppi a ridere. Era un suono umido, sgradevole. Aspettate un attimo. Chiam Jim Holden, che era impegnato a rimettere insieme i pezzi di una sorta di fucile smontato e a chiacchierare con uno dei marine marziani. Holden pos il fucile ancora incompleto sul tavolo e li raggiunse.
Che succede?
Queste persone hanno bisogno di rassicurazioni sul fatto che saranno protette abbastanza a lungo da poter portare a termine il messaggio da trasmettere disse Bull.
Holden fece due volte l'occhiolino, una volta a Bull e una volta alle tre donne sedute a gambe incrociate sul pavimento. Anna dovette reprimere una risatina. Holden era cos comicamente sincero che avrebbe voluto abbracciarlo e fargli una carezza sul capo.
Amos si assicurer che non v'interrompano disse finalmente.
S disse Bull. Di' loro perch dovrebbe rassicurarle.
Ah. Be', quando Amos  arrabbiato  la persona pi crudele e spaventosa che abbia mai incontrato, e per aiutare un amico sarebbe capace di attraversare un mare di cadaveri fatti da lui stesso. E una delle sue migliori amiche  stata appena assassinata da quelli che cercheranno di assaltare questo ufficio.
L'ho saputo disse Anna. Mi dispiace.
Gi disse Holden. E l'ultima persona che vorrei essere in questo momento  uno di quelli che cercheranno di fare irruzione qui dentro per fermarvi. Amos non elabora bene il lutto. Nel suo caso, si trasforma solitamente in rabbia o violenza. Ho l'impressione che sta per elaborare parecchio a spese dei lealisti di Ashford.
Uccidere qualcuno non lo far stare meglio disse Anna, rimpiangendo le sue parole nel momento in cui lasciavano le sue labbra. Quelle persone avrebbero rischiato la propria vita per proteggerla. Non avevano bisogno di sentirsi fare la predica.
A dire il vero disse Holden con un mezzo sorriso credo che con lui potrebbe funzionare, ma Amos  un caso speciale. Avrebbe ragione in quasi tutti gli altri casi.
Anna guard Amos dall'altra parte della stanza. Era seduto in silenzio davanti alla porta degli uffici della radio, con una specie di grosso fucile posato sulle ginocchia. Era un omone alto, con le spalle ampie e il petto largo. Con la sua testa tonda e rasata e il viso largo, per, ad Anna non sembrava un assassino. Pareva pi un tecnico riparatore dall'aria gioviale. Di quelli che venivano a ripararti una perdita al lavello o a cambiare i filtri di riciclo dell'aria. Secondo Holden, avrebbe ucciso senza alcun rimorso per proteggerla.
S'immagin mentre cercava di spiegare la situazione in cui si trovava a Nono. Mi sono alleata con degli assassini, capisci, ma va tutto bene perch sono gli assassini giusti. Gli assassini buoni. Non sparano ai capomeccanici innocenti. Sparano a quelli che lo fanno.
Monica stava chiedendo qualcosa a Holden. Quando lui cominci a risponderle, Anna si alz e si allontan scusandosi con tutti e nessuno. Si avvi attraverso l'ufficio affollato, sorridendo e dando pacche sulle braccia alle persone mentre passava, distribuendo rassicurazioni gentili a tutti quelli che aveva intorno. Era tutto quello che aveva da offrire loro.
Prese una sedia inutilizzata, la mise vicino ad Amos e si sedette. Rossa la salut lui, rivolgendole un cenno del capo.
Mi dispiace. Gli pos una mano sul braccio. Lui la fiss come se non riuscisse a capire che cosa fosse.
Okay disse, senza fare domande ovvie. Senza far finta di non capire. Ad Anna piacque immediatamente.
Grazie per quello che fai.
Amos si spost sulla sua sedia per guardarla in faccia. Non serve che tu...
Tra poche ore, potremmo essere tutti morti disse lei. Voglio che tu sappia che so cosa stai facendo, che so perch, e non m'importa. Grazie per l'aiuto che ci dai.
Diavolo, Rossa disse Amos, posando una manona su quella di Anna. Devi essere un vero spettacolo, come predicatrice. Mi stai facendo sentire meglio e peggio di quanto non mi sia sentito da un po', tutto insieme.
Volevo solo dirti questo disse Anna, poi gli diede una pacca sulla mano e si alz.
Prima che se ne andasse, Amos le prese la mano in una stretta quasi dolorosa. Nessuno ti far del male, oggi.
Non c'era spavalderia nelle sue parole. Era la semplice espressione di un dato di fatto. Lei gli sorrise e tir via la mano. Un assassino senza rimorsi e di buon cuore non era un elemento che avrebbe potuto trovare posto nella sua visione del mondo prima di quel momento, e non era certa che la cosa avrebbe funzionato. Ora per avrebbe dovuto provarci.
E va bene, gente. Ascoltate tutti grid Bull per sovrastare il baccano. Nella sala piomb il silenzio. Siamo giunti all'ora X. Dividiamo le squadre di azione e prepariamoci a partire.
Un'ombra piomb su Anna. Amos era alle sue spalle, con il grosso fucile imbracciato. Difesa chiam. Con me.
Un gruppo di un paio di dozzine di persone si estirp dalla folla e si spost verso Amos. Anna si ritrov circondata da cinturiani pesantemente armati e corazzati, con qualche innesto dai pianeti interni. Non era una donna alta, e le sembr di essere precipitata in fondo a un pozzo. Scusate disse, ma nessuno la sent. Una mano forte l'afferr per un braccio e la tir fuori dal crocchio di persone. Amos le rivolse un sorriso e disse: Ti conviene trovarti un angolino tranquillo, Rossa.
Anna pens di provare ad attraversare la stanza per tornare da Tilly e Monica, ma c'erano troppe persone in mezzo. Amos aveva una sorta di aura personale che spingeva gli altri a non stargli troppo vicino, per cui Anna decise di restare l per evitare di farsi travolgere. Ad Amos non pareva dar fastidio.
Squadra d'assalto chiam Holden. Con me.
Ben presto intorno a lui si radun un gruppo di due dozzine di persone, tra cui Naomi e Alex della Rocinante, i quattro marine marziani, una manciata di uomini dal personale di sicurezza di Bull, e Bull stesso. Le uniche persone senza ferite evidenti sul corpo erano i quattro marine. Alex e Naomi sembravano messi particolarmente male. Naomi aveva la spalla legata stretta in un'imbragatura che le immobilizzava anche il braccio, e faceva una smorfia a ogni passo che muoveva. La faccia di Alex era talmente gonfia che aveva l'occhio sinistro quasi del tutto chiuso. Le bende che aveva intorno al capo erano tutte macchiate di sangue.
Questi sono quelli che hanno aiutato a fermare la Protogen, che hanno combattuto i mostri di Ganimede, si disse Anna. Sono forti, ce la faranno. Le sembrava improbabile perfino come idea.
Bene disse Bull. La folla sembrava aspettare ancora qualche ultima parola da lui. Immagino che ci siamo. Buona caccia a tutti.
Qualcuno applaud e inneggi il suo nome. La maggior parte non lo fece. Dall'altra parte della stanza, Monica stava parlando con la sua troupe. Anna sapeva che avrebbe dovuto raggiungerli, ma si rese conto di non volerlo fare. Tutte quelle persone stavano per rischiare la vita per farle guadagnare tempo. A lei. Per cui, che il loro piano avesse successo o fallisse dipendeva interamente da lei. Se non fosse riuscita a convincere un'intera flottiglia di navi appartenenti a tre governi distinti che spegnere i motori per un paio d'ore fosse la cosa giusta da fare, tutto questo sarebbe stato invano. Si rese conto che avrebbe voluto ritardare quel momento il pi possibile, impedire che fosse una sua responsabilit pi a lungo che poteva.
Meglio andare, Rossa le sussurr Amos.
E se fossero tutti troppo spaventati per spegnere le loro navi? replic lei. Siamo nella casa dell'orrore, e sto per dire a tutti che l'unico modo per fuggire  spegnere tutte le luci. Se fossi nei loro panni, lo troverei piuttosto poco convincente.
Amos annu pensieroso. Anna aspett le sue parole d'incoraggiamento.
Gi disse alla fine. Sar una vera gatta da pelare. Il mio compito  molto pi facile. Buona fortuna.
In qualche modo, la sincerit dimostrata da Amos nel non tentare nemmeno di indorarle la pillola allontan le sue ultime paure, e Anna si ritrov a ridere. Prima di poterci ripensare, abbracci Amos attorno alla vita e lo strinse forte.
Ancora una volta disse, lasciandolo andare dopo qualche secondo grazie. Ero un po' spaventata. Sei una brava persona, Amos.
Nah, macch. Sono solo in buona compagnia. Vai, Rossa. Devo fare la parte del tipo tosto, ora.
La squadra di assalto si stava dirigendo verso la porta e Anna si scans addosso alla parete per lasciarli passare. Holden si ferm vicino ad Amos e disse: Fatti trovare qui quando torno, omone.
Amos gli strinse la mano e gli diede una pacca sulla schiena. Il viso di Holden era carico di preoccupazione. Anna ebbe un'improvvisa visione di s stessa nel futuro, quando avrebbe dovuto mandare Nami a scuola da sola, terrorizzata dal fatto di non poter essere l a prendersi cura di lei e costretta a lasciarla andare lo stesso.
Proteggi Naomi e Alex disse Amos, spingendo Holden verso la porta. Dalla posizione in cui si trovava, Anna pot vedere le rughe di preoccupazione sul viso di Holden che si accentuavano ancora di pi a quelle parole. Anche se fossero sopravvissuti tutti all'assalto alla sala macchine, Alex avrebbe dovuto lasciare la nave per recarsi a bordo della Rocinante, e Naomi sarebbe dovuta rimanere indietro per mantenere la rete scollegata mentre Holden continuava fino in plancia. Anna sapeva che quel piccolo equipaggio stava insieme da diversi anni, ormai. Si chiese se avevano mai dovuto dividersi per combattere in quel modo.
Il viso di Holden pareva dire che non l'avevano mai fatto.
Anna li guard sfilare fuori dalla porta, cercando ancora una volta di memorizzare volti e nomi, cercando di non pensare al motivo per cui lo stava facendo. Monica l'afferr e cominci a tirarla verso lo studio televisivo che avevano raffazzonato.
Dobbiamo metterci al lavoro disse. Lasci Anna appena al di fuori dall'inquadratura della telecamera e avanz di fronte alla spoglia parete verde che usavano come sfondo.
Benvenuti disse, con il viso e il tono di voce che si trasformavano in quelli di una vivace conduttrice televisiva. Sono Monica Stuart, dagli uffici di Radio Zona Lenta Libera. Quest'oggi avremo degli ospiti eccezionali, tra cui la dottoressa Anna Volovodov e diversi ufficiali militari delle Nazioni Unite e di Marte. Ma c' di pi: oggi vi proponiamo la pi importante trasmissione che abbiamo mai fatto.
Oggi vi diremo come fare per tornare a casa.

45.

Bull

Bull percepiva il passare del tempo come se fosse un fatto fisico, come se vi stesse precipitando attraverso e non riuscisse a riprendersi. Anamarie Ruiz aveva ancora un'ora prima di dover decidere se fare quel che voleva Ashford o farsi ammazzare. Se non avesse dovuto scegliere, non avrebbe scelto la cosa sbagliata, e ogni minuto che Bull passava lontano dal ponte meccanico li portava sempre pi vicini al punto di non ritorno.
Avevano lasciato gli uffici amministrativi coloniali con un piccolo convoglio. Sei carrelli elettrici per venticinque persone, inclusi Jim Holden e tre quarti del suo equipaggio, i quattro marine marziani, una dozzina di uomini dell'equipaggio della Behemoth ancora leali a Pa e cinque soldati terrestri che Corin aveva trovato nel tamburo e portato con s. Avevano indosso delle corazze antisommossa che non erano state portate via dall'armeria prima che le forze di Ashford la occupassero. E avevano una brutta collezione di pistole e fucili caricati con proiettili di gel balistico; un minestrone di armi progettate per sopraffare senza provocare danni permanenti e di armi che assicuravano la morte dell'avversario. I quattro marine marziani avevano i fucili migliori che erano riusciti a racimolare, ma ne avevano ancora troppo pochi. L'intera faccenda puzzava di improvvisazione lontano un miglio.
Bull non poteva sedersi, per cui aveva fatto togliere la tettoia dal carrello elettrico e aveva incastrato il mech sul retro del mezzo. Fendeva l'aria calda e stantia del tamburo come una polena sulla prua di una nave pirata maledetta dal destino. Corin era al volante, china su di esso come se potesse far andare la macchina pi veloce con il solo sforzo di volont. Il sergente Verbinski, il marziano che aveva portato Jim Holden in manette fino alla Behemoth, sedeva accanto a lei con un'espressione concentrata e al tempo stesso confusa in viso.
Attraversarono i corridoi principali diretti a sud. Le gomme stridevano rumorose sulla superficie del ponte. Sopra di loro, molto pi in alto, la lunga striscia sottile di un bianco accecante illuminava la curvatura del tamburo. Il punto di transizione meridionale incombeva in lontananza come la facciata di una falesia di acciaio ceramico.
La gente si scansava al loro passaggio, facendogli largo. Bull guard quelli che superavano. Rabbia, paura e curiosit. Quella era tutta la sua gente. Non lo erano stati tutti, all'inizio, ma li aveva portati l sulla Behemoth. Aveva reso importante quella nave, e aveva fatto s che il ruolo dell'APE nell'esplorazione dell'Anello fosse centrale. Terrestri, marziani e cinturiani. Quelli che erano sopravvissuti. Mentre le facce si voltavano verso di lui, osservando il convoglio che passava come i fiori sulla terra che seguivano l'arco tracciato dal sole, si chiese che cosa avrebbe pensato Fred Johnson di tutta quella faccenda. Era un fottuto casino dall'inizio alla fine, su questo non c'era dubbio. Bull sper che, quando sarebbe giunto il momento di tirare le somme, avesse fatto pi bene che male.
Siamo una squadra piuttosto compromessa disse Verbinski, piegando il collo all'indietro e verso l'alto per guardare Bull. Quante persone pensa che ci troveremo ad affrontare?
Non ne sono sicuro disse Bull. Probabilmente un po' pi di quanti siamo noi, ma si divideranno tra sala macchine e ponte di comando.
Sono malmessi quanto noi?
Bull si guard alle spalle. La verit era che almeno la met di quelli che stava per guidare in battaglia erano gi feriti. C'erano persone con gessi a pressione per tenere fermo il braccio, con punti di sutura a tenere chiusa la pelle. In circostanze normali, met della sua squadra sarebbe stata confinata in infermeria. Diavolo, perfino lui non aveva senso su un campo di battaglia, se non fosse stato che non aveva intenzione di restare indietro a mandare i suoi uomini in un tritacarne in cui non poteva andare lui stesso.
Pi o meno rispose.
Sa, se avessi ancora la corazza di ricognizione che ci ha fatto togliere, avrei potuto occuparmene facilmente. Non sarebbe servita nemmeno la mia squadra. Soltanto io.
Gi. Lo so bene.
Non le fa desiderare di essersi fidato un po' pi di me?
Pi o meno disse Bull.
C'erano due modi per raggiungere il punto di transizione. L'ascensore era abbastanza capiente da accogliere met della loro squadra in una scatola che per li esponeva al rischio, una volta arrivati in cima e aperte le porte, che una singola granata li mettesse tutti fuori gioco. L'alternativa era un'ampia rampa inclinata che si alzava dal fondo del tamburo e saliva in una stretta spirale fino all'asse. La sua curva seguiva il senso di rotazione del tamburo, per cui pi salivano veloci e pi le ruote dei carrelli avrebbero premuto sul pavimento. L sotto non aveva importanza ma, quando avessero raggiunto la cima, dove il combattimento si sarebbe svolto essenzialmente in assenza di gravit, ogni oncia di stabilit e di controllo che potevano mantenere era fondamentale.
I primi spari vennero gi dall'asse, schizzando schegge di rivestimento ceramico dalla strada davanti al carrello di testa. Bull cerc di piegare all'indietro la testa abbastanza da vedere se l'attacco provenisse dal punto di transizione o da una barricata pi vicina.
Juarez! grid Verbinski. Coprici.
Sissignore esclam una voce da uno dei carrelli in fondo alla fila. Bull fece girare il mech abbastanza da permettergli di guardarsi alle spalle. Sul terzo carrello della fila, uno dei marine marziani si era sdraiato supino con un lungo fucile puntato verso l'alto. Sembrava che stesse facendo un pisolino finch il fucile non spar un colpo. Bull cerc di guardare di nuovo verso l'alto ma il mech glielo imped. Prese il terminale palmare e us la sua telecamera come uno specchio. In alto, sopra di loro, un corpo fluttuava nella zona in assenza di gravit, con una nube rossastra che gli si andava formando attorno al torace.
Meno uno disse Verbinski.
Gli spari continuarono mentre imboccavano la rampa a tutta velocit. Lo scricchiolio semiadesivo delle ruote sul ponte cambi tonalit mentre la pressione di attrito diminuiva. Bull sent il suo corpo farsi pi leggero nell'imbracatura. Il bordo della rampa era una falesia ora, a precipizio fino al fondo del tamburo per quasi un terzo di chilometro. Gli uomini di Ashford erano sopra di loro, non pi cos lontani da non permettere a Bull di vedere le barricate di metallo che avevano saldato alle pareti e al ponte. Era dolorosamente cosciente di essere il bersaglio pi in vista. Si sent prudere il collo.
Due teste spuntarono da dietro le barricate. I lampi degli spari erano come scintille. Il fucile marziano abbai alle sue spalle e uno degli attaccanti si accasci a terra mentre l'altro si ritirava.
Okay disse Bull. Pi vicino di cos, senza coperture, non ci avvicineremo.
Corin gir il carrello con il muso addosso alla parete e scivol gi, mettendosi in copertura con Verbinski dietro il veicolo mentre il secondo carrello li superava per poi fare lo stesso. Erano in microgravit. C'era forse un decimo di g. Bull dovette attivare i magneti nei piedi del suo mech per evitare di fluttuare via. Quando scese dal carrello, il combattimento era gi molto pi in l. Spinse il mech in avanti, superando le barricate improvvisate costituite dai carrelli. Il pi vicino era a meno di dieci metri dalla prima barricata di Ashford, e Jim Holden, Corin e uno dei terrestri erano gi addossati alla copertura del nemico, accovacciati da un lato, intenti a sparare e a tornare subito in copertura. L'odore di polvere da sparo riempiva l'aria.
Dov' Naomi? grid Bull. Non aveva idea se il personale dello staff tecnico l dentro fosse ancora leale a Pa, a parte Ruiz; se si fossero fatti ammazzare il loro unico vero ingegnere prima di riuscire ad arrivare alla sala macchine, la cosa lo avrebbe fatto incazzare parecchio. Qualcosa esplose dietro la barriera e due corpi schizzarono per aria volteggiando nel vuoto. La luce proveniva da dietro di loro, e Bull non riusc a capire se fossero uomini suoi o di Ashford. Si ferm accanto all'ultimo carrello. La battaglia era molto pi avanti, ora, quasi al punto di transizione. Era un bene. Significava che stavano vincendo.
Al volante del carrello c'era un uomo magro. A prima vista doveva avere poco pi di vent'anni, con la pelle scura e i capelli tagliati corti. Il foro sul suo petto aveva gi smesso di sanguinare e i suoi occhi erano vuoti. Bull sent una fitta di rimorso e la spinse via. Lo sapeva. Lo sapevano tutti. Non solo per quel combattimento, ma quando avevano messo i piedi sulla Behemoth per la prima volta e si erano lanciati oltre la pi remota abitazione umana, sapevano che rischiavano di non tornare indietro. E forse sapevano anche che ci che li avrebbe uccisi non sarebbe stato l'Anello, ma quelli che erano venuti l insieme a loro. Gente come Ashford. Gente come lui.
Mi spiace, ese disse Bull, e spinse in avanti i joystick.
Le forze di Ashford si stavano ritirando. Non c'era pi alcun dubbio. Verbinski e la sua squadra coprivano il terreno con una raffica di colpi micidiali e professionali. Il cecchino, Juarez, non sparava spesso ma, quando lo faceva, il proiettile andava sempre a segno. Quella combinazione di fuoco automatico costante e l'occasionale ma letale latrato del fucile di Juarez continuava a respingere il nemico verso il punto di transizione come se stessero ingabbiando la regina in una partita a scacchi. Perfino l'arma pi potente a disposizione di Ashford non riusciva a trovare un angolo di tiro sicuro contro di loro, e Verbinski manteneva una pressione costante sul nemico, respingendolo sempre pi indietro, indietro e indietro finch gli uomini di Ashford non ruppero i ranghi, fuggendo.
Il punto di transizione era un breve corridoio con portelloni pressurizzati d'emergenza da entrambi i lati. Sotto gli occhi di Bull, i grandi portelloni circolari dipinti di rosso gemettero e cominciarono a scivolare in posizione. Non sarebbero bastati a fermare Bull e i suoi ma avrebbero rallentato le operazioni. Forse troppo.
Carica! grid Bull, poi fu preda di una scarica di colpi di tosse difficile da fermare. Quando ci riusc, gracchi: Avanti, bastardi pigri! Entriamo l dentro prima che ci chiudano fuori!
Si lanciarono in avanti, fluttuando in aria con le armi ruggenti. Il frastuono era assordante, e Bull poteva soltanto immaginare come dovesse essere da pi lontano. Distanti rombi di tuono in una terra che non aveva mai conosciuto la pioggia. Spinse avanti il suo mech, con gli stivali magnetici che agganciavano e sganciavano il pavimento, mentre le porte rotolavano di lato sempre pi prossime alla chiusura. Bull era l'ultimo rimasto nel corridoio. Dall'altra parte, l'aria era una nube di fumo e sangue. La porta pi lontana era quasi chiusa ma, da un lato, Naomi Nagata aveva le mani infilate fino ai gomiti nel pannello di controllo, mentre Holden le guardava le spalle imbracciando un fucile d'assalto. Mentre Bull si avvicinava, la donna strapp via qualcosa. Un getto di gocce nere schizz nello spazio vuoto del corridoio, e l'odore acre del fluido idraulico perme l'aria. La porta smise di chiudersi.
In quella confusione era difficile da dire ma, a occhio, Bull stim che avevano ancora tra le quindici e le venti persone in vita. Non era un bene, ma sarebbe potuta andare peggio. Una volta penetrati sul ponte meccanico, le ostilit sarebbero riprese. Ma avrebbero avuto qualche copertura. I pochi metri dopo il secondo portellone, per, sarebbero stati un inferno. Era il punto che tutti i suoi dovevano attraversare per arrivare in qualsiasi altro posto. Se gli uomini di Ashford avevano un minimo di senso tattico, sarebbero stati l ad aspettarli, in attesa del primo movimento.
Era un punto di stallo, e toccava a Bull essere quello che l'avrebbe forzato. Verbinski gli pass accanto fluttuando, a suo agio in assenza di gravit quanto un pesce nell'acqua. Si gir, picchi i piedi sulla parete e si ferm quasi di colpo.
Sar un casino passare da qui disse il marziano.
Stavo pensando esattamente la stessa cosa rispose Bull.
Verbinski studi la porta socchiusa come fosse un carpentiere che prendeva le misure a una tavola di legno.
Non sarebbe male avere un po' d'esplosivo disse. Qualcosa che ci aiuti a ripulire un poco l'area. Che ci dia spazio per respirare.
Sta cercando di dirmi qualcosa, sergente?
Verbinski si strinse nelle spalle e tir fuori dalla tasca una sottile cassetta nera. Bull inarc le sopracciglia.
A concussione? disse.
Duemila kilojoule. Noi li chiamiamo spezzaossa.
Ha introdotto di nascosto delle armi sulla mia nave, sergente?
Mi sentivo un po' nudo, senza.
Per questa volta chiuder un occhio disse Bull mentre alzava le mani, raggruppando la truppa. Si misero in copertura dietro la porta socchiusa. Verbinski strisci sulla sua superficie e sbirci dal lato, uscendo e rientrando rapido come la lingua di una lucertola. Mezza dozzina di pallottole perforarono l'aria nel punto in cui si era trovata la sua testa. Il marziano fluttu immobile per aria, con le gambe nella posizione del loto, mentre armava la sua piccola granata nera. Bull rimase in attesa, con Holden e Corin al suo fianco.
Tanto per capire disse Holden. Stiamo gettando una granata nel luogo in cui si controlla il reattore?
Gi disse Bull.
Per cui, nel peggiore dei casi che succede?
Nel peggiore dei casi perdiamo lo scontro, e Ashford distrugge l'intero sistema solare disse Bull. Danneggiare il contenimento del reattore e morire tutti qui  in seconda posizione, al momento.
Non  mai un buon segno replic Holden.
Verbinski alz un pugno e tutti quanti nel gruppo si coprirono le orecchie con le mani. Verbinski fece un gesto secco con le dita e gett la cassetta nera attraverso l'apertura tra la porta e il telaio. La detonazione fu quasi immediata. Bull si sent come se fosse stato gettato in fondo a una piscina. Il suo campo visivo pulsava a tempo con il cuore, ma spinse in avanti le levette del mech. Si sent fischiare le orecchie e la coscienza gli si appannava a poco a poco. Mentre manovrava il mech attraverso la fessura che dava sul ponte meccanico, gli venne in mente che sarebbe stato fortunato se non fosse svenuto durante il conflitto a fuoco. Aveva la spina dorsale spezzata e i polmoni mezzi pieni di merda. Nessuno avrebbe pensato male di lui se fosse rimasto nelle retrovie. Ma a lui non importava cosa pensavano di lui gli altri. Era Ashford che dava peso a certe cose.
Il combattimento dall'altra parte fu breve. La granata era stata molto peggiore per i difensori. Met dei loro soldati avevano gettato le armi prima che tutti gli uomini di Bull avessero finito di passare all'interno. Soltanto Garza aveva opposto resistenza, proteggendo il lungo corridoio tra il ponte meccanico principale e la postazione di comunicazione finch Corin non s'insinu nello spazio centrale e gli spar dritto in mezzo agli occhi, facendo con una pistola ci che sarebbe stato difficile fare anche con un fucile di precisione. Met degli uomini di Ashford furono catturati vivi, e i prigionieri furono legati ai maniglioni delle paratie. Nessuno di loro era stato nella squadra di sicurezza di Bull.
Trovarono Ruiz raggomitolata sotto un tavolo da lavoro, con le braccia strette attorno alle ginocchia. Quando usc fuori, la sua pelle aveva un colorito cereo e le mani le tremavano. Naomi le gir intorno, passando da un display alle voci di elenco sulle diverse parti di equipaggiamento, controllando cosa fosse riportato in un punto e confrontandolo con altre informazioni su altri pezzi. Holden aleggiava dietro di lei come la coda di un aquilone.
Anamarie disse Bull. Sta bene?
Ruiz annu.
Grazie disse. Poi, prima che potesse aggiungere altro, Naomi fluttu tra di loro e si ferm addosso al tavolo.
Era qui che stava lavorando Sam? chiese.
Ruiz la guard per un istante, senza capire. Quando annu sembr quasi incerta.
Che cosa vedi? chiese Bull. Riesci a spegnere tutto?
Se vuole semplicemente mollare il nucleo, credo di poterlo fare disse Naomi. Ma non so se poi sapr farla ripartire, e c' un po' di gente a bordo di questa nave che potrebbe voler continuare a respirare. Uno spegnimento controllato potrebbe essere la soluzione migliore.
Bull sorrise.
Dobbiamo spegnere ogni cosa disse Holden. Il reattore. La rete elettrica. Tutto.
Lo so, tesoro disse Naomi, e Holden sembr imbarazzato.
Scusa.
In uno degli angoli pi distanti del ponte, qualcuno mand un gemito acuto. Corin li raggiunse fluttuando leggera nello spazio aperto, tenendo serenamente in una morsa da strangolamento un terrestre che Bull non riconobbe. Gli venne in mente che forse Corin si stava divertendo un po' troppo con quella parte del lavoro. Poteva non essere salutare.
Non so cosa abbia fatto Sam per sabotare il laser di comunicazione disse Naomi. Devo effettuare un controllo prima di poter disfare qualsiasi cosa. E senza... S'interruppe. La mascella le scivol in avanti. Si schiar la gola, deglut. Senza Sam, sar pi difficile. Questa era la sua nave.
Non puoi semplicemente mettere off line il laser? chiese Bull.
Sicuro disse Naomi. Purch non mi spari nessuno mentre lo faccio.
E che ne dici di alzare i livelli di azoto sul ponte di comando per far fare un bel sonnellino ai tizi lass?
Per questo posso darvi una mano disse Ruiz. La sua voce sembrava un po' pi sicura.
Va bene disse Bull. Ecco cosa faremo. Nagata  a capo del reparto meccanico. Faccia qualsiasi cosa le chiede di fare. Ruiz annu, troppo intorpidita per protestare. La vostra priorit assoluta  mettere il laser off line di modo che nessuno di quei pendejos in plancia possa usarlo per spararci. La vostra seconda priorit  di modificare i controlli ambientali del ponte di comando. La vostra terza priorit  di spegnere la nave per poterla ripristinare, e vediamo se il fantasma del signor Holden manterr le sue promesse.
Sissignore disse Naomi.
Corin! grid Bull. Un attacco di tosse lo interruppe per un momento. Ancora una volta non fu particolarmente violento, e non gli fece risalire catarro. Bull non sapeva se fosse un buon segno o meno. Corin si lanci verso il pannello di controllo. Tu e Holden salite lungo la colonna dell'ascensore con una manciata di legacci. Quando saranno tutti addormentati lass, assicuratevi che non si facciano del male nella confusione del momento.
Il sorriso di Corin fu glaciale. Forse Ashford non sarebbe stato un problema da risolvere, in fondo. Bull cerc di costringersi a dare una qualche importanza alla cosa, in un modo o nell'altro, ma il suo corpo gli dava l'impressione di essere stato sveglio da una settimana.
Perch devo farlo io? chiese Holden.
Per tenerti fuori dai piedi disse Bull. Proteggeremo noi la tua vicecomandante. Abbiamo bisogno di lei.
Bull vide le obiezioni di Holden ammassarsi come un temporale, ma Naomi li ferm. Va bene. E sembr chiudersi l.
Alex deve andare a bordo della Roci per spegnere quello che  rimasto acceso disse Holden, stringendosi nelle spalle. Lo aiuter con la tuta EVA prima di andare.
Bene disse seriamente Bull. Era disposto a far finta che avessero raggiunto un qualche compromesso, se poteva facilitare le cose. Ud il rumore di una risata e riconobbe il timbro di voce del sergente Verbinski. Con permesso.
Il mech sferragli lungo il ponte, con i magneti che agganciavano e rilasciavano il pavimento. Tutti gli altri fluttuavano liberamente per aria ma, con i tre quarti del suo corpo morti e insensibili, Bull sapeva che non sarebbe stato in grado di muoversi adeguatamente. Era come se fosse l'unico a essere ancora nella morsa della gravit.
Verbinski e la sua squadra erano in un'alcova vicino all'officina dei ricambi. Uno dei marine era stato colpito al gomito. Aveva l'avambraccio maciullato, ossa e carne viva, ma rideva e parlava mentre gli altri gli medicavano la ferita. Bull si chiese quanto l'avessero drogato. Colse lo sguardo di Verbinski e gli fece cenno di avvicinarsi con il capo.
Lei e i suoi gli disse Bull quando non furono pi a portata d'orecchio avete fatto un ottimo lavoro, l dietro.
La ringrazio replic Verbinski. L'orgoglio traspariva nitido sotto la maschera di modestia. Facciamo quel che possiamo. Se avessimo avuto le nostre corazze, a quest'ora...
Ecco, il fatto  proprio questo lo interruppe Bull. Quelle granate... Quante ne ha, ancora?
Mezza dozzina disse Verbinski.
Gi. Bull sospir. Niente di personale, ma gliele dovr confiscare.
Verbinski sembr sorpreso per un istante. Poi scoppi a ridere.
 sempre un duro disse.

46.

Clarissa

Che sta succedendo, Jojo?
Credo che abbiamo un problema, signore. Dia un'occhiata.
Sugli schermi apparve Monica Stuart; il suo viso pieno di calma professionale la faceva sembrare un essere proveniente da un'altra realt.
Oggi disse, con le mani raccolte in grembo e una scintilla in fondo agli occhi vi diremo come fare per tornare a casa.
Ma. Che. Cazzo! grid Ashford, picchiando lo schermo con un pugno. Cos' questa roba?
Stanno trasmettendo un nuovo messaggio, signore disse l'uomo della sicurezza. Clarissa vide Ashford voltarsi e fissarlo, e vide l'uomo avvizzire sotto il peso del suo sguardo.
In esclusiva per Radio Zona Lenta Libera disse Monica. Abbiamo motivo di credere che se tutti noi, della flotta umana riunita, possiamo ridurre il nostro output energetico in modo da non apparire pi come una minaccia...
Fatela smettere disse Ashford. Chiamate chiunque sia ancora nel tamburo e chiudete quel canale. Trovatemi Ruiz. Voglio che si tagli la corrente a tutto quel settore, se necessario.
 davvero qualcosa di cui dobbiamo preoccuparci? chiese Cortez. La sua voce aveva un tono lamentoso. Quello che fanno o che dicono non pu pi avere importanza ormai, giusto?
Questa  la mia nave! berci Ashford. Sono io che comando.
Una volta che avremo distrutto l'Anello, per...
Clarissa pos una mano sulla spalla di Cortez e scosse la testa.
Lui  il padre disse. La nave  la sua casa.
Grazie le disse Ashford, con gli occhi ancora fissi su Cortez. Sono felice che qualcuno qui capisca come funzionano le cose.
Squadra di soppressione dispacciata disse Jojo. Vuole che invii anche qualcuno dalle unit di pattuglia?
Costi quel che costi disse Ashford. Voglio che facciate quel che ho detto.
Sul monitor l'immagine cambi e il viso di Anna riemp lo schermo. Aveva i capelli tirati all'indietro e qualcuno l'aveva truccata in un modo che la rendeva simile a tutti quelli che andavano in trasmissione. Clarissa sent una strana stretta al petto, risentimento e allarme. Vattene via da l, pens rivolta allo schermo. Dio non ti protegger dalle pallottole.
L'idea disse Anna  che la stazione ci abbia identificato come minaccia costante. Le azioni che ha intrapreso contro di noi sono state mosse da una sorta di paura. Anzi, non proprio... Dalla prudenza. Per la stazione siamo sconosciuti e imprevedibili quanto lei lo  per noi. Abbiamo quindi motivo di credere che, se apparissimo meno minacciosi, potrebbe rilassare i vincoli imposti.
La camera torn su Monica Stuart, che annuiva seria. Tutti ganci fisici per indicare che Anna era una donna seria con opinioni degne di nota.
E qual  il suo piano, esattamente? chiese Monica.
Anna ridacchi imbarazzata. Non lo definirei propriamente mio. Quello che abbiamo pensato  che, se spegniamo i reattori su tutte le navi e riduciamo il livello di energia consumato, la stazione potrebbe essere indotta a... Be', a considerarci meno come una minaccia e pi come una sorta di curiosit. Voglio dire, guardiamola dal suo punto di vista. Si  aperto un portale e, invece di qualsiasi cosa si stesse aspettando di vedersi venire incontro, arriva una navetta sparata come un proiettile ad altissima velocit. E, a seguire, una flottiglia di altre navi, e soldati armati che arrivano a bordo della stessa stazione e cominciano ad aprire il fuoco. Se qualcosa fosse venuto da noi allo stesso modo, la chiameremmo invasione.
E quindi, fornendo indicazioni che non abbiamo intenzione di intensificare l'attacco...
Diamo l'opportunit a qualunque cosa sia ci con cui abbiamo a che fare di non intensificare l'azione contro di noi disse Anna. Abbiamo sempre pensato alla protomolecola e a tutte le cose che ne sono derivate come a...
Lo schermo si spense. Ashford fissava incollerito il suo pannello di controllo, richiamando e scartando informazioni con tocchi violenti e percussivi. Cortez fluttuava accanto a Clarissa, accigliato. Umiliato. Aveva architettato la fuga di Ashford e la sua riconquista della Behemoth, e Clarissa poteva leggergli negli occhi che le cose non erano come si era aspettato che fossero. Si chiese se suo padre avesse quella stessa espressione nella sua cella sulla Terra, o ovunque si trovasse il posto in cui l'avevano rinchiuso.
Ruiz abbai Ashford. A rapporto. Come siamo messi?
Ho bisogno di un'altra mezz'ora, signore disse la donna attraverso il collegamento.
Non le ho chiesto quanto tempo le serve disse il capitano. Le ho chiesto un rapporto.
Il conduttore  posizionato e in formazione disse lei. Sembra che sar pronto in tempo. Ho trovato un punto nel sistema di smorzamento che Sam... che Sam ha tagliato via.
Lo ha sostituito?
L'ho fatto, ma non so se ce ne sono altri. Potrebbe aver sabotato l'intero circuito.
Be' disse Ashford. Ha mezz'ora per controllare tutto.
 quello che sto facendo, signore.
Ashford picchi di nuovo un dito sul pannello di controllo. Clarissa si trov a desiderare che rimettesse il comunicato. Voleva sapere che cosa stesse dicendo Anna, anche se era soltanto un modo per ammazzare il tempo. L'aria sul ponte di comando non era calda e stantia come nel tamburo, ma quel fresco non era confortante. Pi che altro pareva sottolineare il tempo che avevano dovuto aspettare. Il suo stomaco stava cominciando a protestare per la fame, e dovette immaginare che anche gli altri sentivano la stessa cosa. Controllavano la plancia della pi grande astronave che l'umanit avesse mai costruito, intrappolati in quel buio privo di stelle da un potere alieno che potevano a malapena cominciare a comprendere, ma rimanevano pur sempre in bala dei futili bisogni della carne, e i livelli collettivi di zucchero nel loro sangue si stavano facendo piuttosto bassi. Si chiese cosa dicesse di lei, il fatto che avesse visto sparare a una donna non pi di due ore prima e che ora non riuscisse a pensare ad altro che al cibo. Si chiese che cosa ne avrebbe pensato Anna.
Abbiamo tappato la bocca a quelle cagne? sbott Ashford.
Le squadre di soppressione stanno arrivando agli uffici amministrativi coloniali, signore disse Jojo. Poi, un attimo dopo, aggiunse: Hanno incontrato resistenza.
Ashford sorrise.
Possiamo puntare? chiese.
Signore? chiese interdetta una delle altre guardie.
Il sistema di puntamento del laser di comunicazione  attivo?
Ehm. S. Sono attivi.
Bene. Mentre fanno le pulizie al piano di sotto, vediamo di allineare il nostro colpo, eh?
Sissignore.
Clarissa si teneva distrattamente a un maniglione sulla parete, osservando il capitano e i suoi uomini che si coordinavano. Era difficile per lei ricordare quanto fosse piccolo l'Anello, e quanto vaste le distanze che avevano attraversato per arrivare fin l. Non poteva che ammirare la precisione e l'attenzione di cui avrebbero dovuto dar prova per distruggerlo. La bellezza di quell'atto era quasi chirurgica. Alle sue spalle, la stazione di sicurezza crocchi e frusci. Tra i vari allarmi, Clarissa ud il mormorio di una voce familiare, resa acuta dalla paura. Si guard intorno. Nessuno stava facendo caso a lei, per cui si spinse delicatamente all'indietro.
Lo schermo della stazione di sicurezza era ancora sintonizzato sulla trasmissione. Monica Stuart pareva cerea sotto il trucco, con la mascella serrata e le labbra sottili. Anna, accanto a lei, si pizzicava ansiosamente la punta di un dito, ancora e ancora. Tra loro c'era un altro uomo, seduto e con la schiena appoggiata a una barella.
...qualsiasi cosa in nostro potere per cooperare disse accoratamente l'uomo alla telecamera.
Grazie, tenente Williams disse Monica Stuart. Detesto dover aggiungere una nota che complichi ulteriormente tutta questa situazione, ma sono appena stata informata che fuori dal nostro studio sono giunti degli uomini armati e che in questo stesso istante siamo, a quanto parrebbe, sotto attacco. Fece una risata nervosa, che Clarissa interpret come un possibile codice da presentatori televisivi per dire: Oh, mio Dio, morir in onda.' La voce di Anna arriv un istante prima che le telecamere la inquadrassero.
Siamo in una situazione estrema disse. Ma credo che qualcosa del genere stia probabilmente accadendo a bordo di ogni nave che ci sta ascoltando in questo momento. Siamo arrivati al punto in cui, come comunit, dobbiamo fare una scelta. E siamo spaventati, in lutto e traumatizzati. Nessuno di noi sa con certezza quale sarebbe la cosa giusta da fare. E...
In sottofondo, l'inconfondibile scoppio di un'arma interruppe Anna per un momento. Il suo viso impallid, ma lei si limit a schiarirsi la gola e prosegu.
E la violenza  una risposta a quella paura. Spero vivamente che riusciremo a riunirci, nonostante tutto, e...
Morir mentre parla disse Cortez. Clarissa non l'aveva sentito arrivare alle sue spalle, non aveva percepito la sua presenza. Ho un gran rispetto per quella donna.
Ma crede che si sbagli.
Credo che il suo ottimismo sia mal riposto la corresse Cortez.
...se davvero intensificheremo i nostri attacchi a danno della stazione e dell'Anello, disse Anna dobbiamo aspettarci che il ciclo continuer, diventando sempre pi pericoloso finch una parte o l'altra non sar distrutta, e mi auguro...
Che cosa crede che direbbe Anna del suo pessimismo? gli chiese Clarissa.
Cortez alz lo sguardo su di lei con gli occhi pieni di sorpresa e divertimento. Il mio pessimismo?
Clarissa respinse l'improvviso, prepotente bisogno di scusarsi. Come altro vorrebbe chiamarlo?
Abbiamo guardato il diavolo dritto negli occhi, quaggi rispose Cortez. Lo chiamerei realismo.
Non l'hai nemmeno visto il diavolo, pens lei. Hai visto una manciata di persone che morivano. Non hai idea di cosa sia veramente il male. La sua memoria sembr sfarfallare e, per un istante, fu di nuovo a bordo della Cerisier, con il cranio di Ren che cedeva sotto il palmo della sua mano. C' differenza tra una tragedia e il male, e quella differenza sono io.
Capitano! Stanno sparando nella sala macchine!
Cortez si volt verso il ponte e si lanci maldestramente attraverso la stanza. Clarissa lanci un'ultima occhiata verso Anna sullo schermo, che si sporgeva in avanti e premeva l'aria con le mani come se potesse instillare calma e buonsenso attraverso la telecamera e fin negli occhi di chi guardava. Poi segu Cortez.
Quanti caduti? chiese Ashford.
Non abbiamo informazioni, signore disse Jojo. Ho un video.
Il monitor prese vita. Il ponte meccanico sfarfall, si scompose in pixel e torn a schermo. Una dozzina di uomini di Ashford tenevano le armi puntate verso un portellone pressurizzato che pareva essersi bloccato a un terzo della chiusura. Ashford tir su le cinghie del suo sedile, cercando di avvicinarsi all'immagine. Qualcosa - un minuscolo oggetto o un difetto del video - fluttu in mezzo allo schermo, e tutto si fece bianco. Quando l'immagine torn visibile, Ashford profer un'oscenit.
Uomini armati si riversavano dall'apertura come sabbia attraverso il collo di una clessidra. Clarissa riconobbe Jim Holden dal modo in cui si muoveva; l'intimit di una lunga ossessione lo rendeva ovvio da riconoscere, per lei, come se fosse stato uno di famiglia. E cos la sagoma alta al suo fianco doveva essere Naomi, che Melba aveva quasi ucciso. E poi, verso la fine, l'unico a camminare in quell'assenza di gravit, ecco Carlos Baca. Bull. Il capo della sicurezza, nonch nemesi di Ashford. Cammin lentamente attraverso il ponte, con le sue vere gambe legate nell'imbracatura e gli arti meccanici che avanzavano pesanti e dolorosamente passo dopo passo. Uno degli uomini di Ashford cerc di sparare e fu abbattuto; il suo corpo si rigir nell'aria in un modo che a Clarissa ricord quando aveva visto un bruco tagliato a met. Si rese conto che il rumore che sentiva era la voce di Ashford che imprecava sottovoce. Non sembrava nemmeno fermarsi per respirare.
Circondate il perimetro grid Ashford. Ruiz! Ruiz! Dobbiamo sparare. Dobbiamo sparare ora!
Non posso disse la donna. Non abbiamo nessun collegamento.
Non m'importa se  stabile, devo sparare adesso.
Non  instabile, signore disse la donna. Non  qui.
Ashford schiant il pugno sul pannello di controllo e fece una smorfia. Clarissa non seppe dire se si fosse rotto le nocche, ma non ne sarebbe stata sorpresa. Per i quindici minuti successivi rimasero a guardare lo svolgimento della battaglia, mentre gli invasori ripulivano la sala macchine. Clarissa cerc di tenere traccia degli spostamenti di Holden e Naomi, allo stesso modo in cui avrebbe potuto guardare una serie per seguire un paio di attori minori, suoi favoriti.
Ridirigete le squadre di soppressione disse Ashford.
S... Ehm...
Ashford si volt di scatto verso Jojo. Il viso della guardia era pallido. Ho qualche problema con i controlli. Credo... Credo che ci stiano isolando.
La furia di Ashford tocco l'apice e poi ripiomb in una sorta di calma mortale. Torn fluttuando sul suo sedile, con le mani premute assieme e la punta di entrambi gli indici sul labbro inferiore.
I controlli ambientali non rispondono disse Jojo, con un timbro di voce molto vicino al panico. Stanno modificando l'atmosfera, signore.
Tute ambientali disse Ashford. Ci servono delle tute ambientali.
Clarissa sospir e si lanci attraverso la sala verso i pannelli di accesso aperto.
Che stai facendo? le grid Ashford. Lei non gli rispose.
La struttura interna della Behemoth non era poi cos differente da quella di qualsiasi altro ponte, bench avesse molte pi ridondanze di quanto non si fosse aspettata. Se fosse stata lasciata come nel progetto originale, sarebbe stata robusta; ma le esigenze di una nave da guerra erano pi rigorose di quanto non fosse stata l'elegante nave generazionale, e alcuni dei sistemi di riserva erano stati ripensati per accogliere cannoni di difesa ravvicinata, cannoni elettromagnetici e lanciamissili. Clarissa accese uno dei monitor, osservando i livelli di azoto che si alzavano in plancia. Senza l'aumento di anidride carbonica non si sarebbero nemmeno sentiti a corto di fiato. Solo un po' di vertigini, e poi la perdita di sensi. Si chiese se Holden li avrebbe lasciati morire cos. Probabilmente Holden non l'avrebbe fatto. Quanto a Bull, non ci avrebbe messo la mano sul fuoco.
Non aveva importanza. Ren l'aveva addestrata bene. Disabilit il controllo remoto del loro sistema ambientale disattivando un singolo circuito.
Signore! Ho di nuovo il controllo atmosferico! grid Jojo.
Be', dacci un po' di aria, cazzo! grid Ashford.
Clarissa guard il suo lavoro con una sensazione di placido orgoglio. Non era bello da vedere, e non avrebbe voluto lasciarlo cos a lungo, ma aveva fatto quello che c'era da fare e non aveva mandato in corto il sistema. Niente male, considerando le circostanze.
Cosa abbiamo? scatt Ashford.
Ho il controllo meccanico, atmosferico... Tutto ci che  in locale, signore.
Come se un grazie ti facesse male, pens Clarissa mentre tornava fluttuando verso la porta della stazione di sicurezza.
Possiamo fare lo stesso con loro? chiese Ashford. Possiamo chiudere loro l'aria?
No disse Jojo. Abbiamo solo il controllo locale. Ma almeno non ci servono quelle tute.
Il cipiglio di Ashford mut senza mai passare dal sorriso.
Tute... disse. Jojo. Abbiamo accesso alle corazze potenziate che Pa ha tolto a quei marine marziani?
Jojo sbatt le palpebre, poi annu seccamente. S, signore.
Voglio che mi trovi quattro persone che possano entrarci. Poi voglio che andiate in sala macchine e che riprendiate il controllo della mia nave.
Jojo esegu un saluto militare con un ghigno. Sissignore.
E, Jojo... Chiunque vi si metta di traverso, ammazzatelo. Chiaro?
Chiarissimo.
La guardia si tolse le cinghie di sicurezza e si lanci attraverso il corridoio. Clarissa ud delle voci di gente che si preparava alla battaglia. Dobbiamo aspettarci che il ciclo continuer, diventando sempre pi pericoloso finch una parte o l'altra non sar distrutta.' Chi l'aveva detto? Le sembrava una cosa che aveva appena sentito. Sotto controllo locale, il sistema di ventilazione aveva un ritmo leggermente differente; le esalazioni dei riciclatori erano pi frequenti e ravvicinate tra loro, e duravano met del normale. Clarissa si chiese come mai. Era il genere di cose che Ren avrebbe saputo. Il genere di cose che lei notava soltanto ora.
Ren. Cerc di immaginarselo l. Cerc di vedersi per come l'avrebbe vista lui. Sarebbe morta. Sarebbe morta e, cos facendo, avrebbe salvato tutti gli altri. Non avrebbe riportato Ren in vita ma avrebbe dato un senso alla sua morte. E l'avrebbe vendicato. Nella propria mente, Clarissa non riusciva comunque a vederlo sorridere per questo.
Mezz'ora dopo, le quattro persone che Jojo aveva scelto fecero il loro ingresso nella stanza con movimenti impacciati. La potenza delle tute rendeva loro difficile muoversi senza andare a sbattere. La cappottatura scintillava nera e rossa, assorbendo la luce e diffondendola tutto intorno. Clarissa pens a dei giganteschi coleotteri.
Non abbiamo munizioni, signore disse uno di loro. Jojo. Gli altoparlanti della tuta rendevano la sua voce artificialmente piatta e secca.
E allora picchiateli a morte disse Ashford. Il vostro obiettivo principale  il reattore. Se tutto quello che riuscite a fare  abbastanza da farci usare il laser, sar comunque una vittoria. Dopodich, voglio che Bull e i suoi alleati vengano fatti a pezzi. Chiunque troverete l che non combatte attivamente al vostro fianco, contatelo come nemico. Se non sono con noi, sono contro di noi.
Sissignore.
Signore! grid uno degli uomini ai controlli.
Che c'?
Credo che ci sia qualcuno nella colonna dell'ascensore esterno, signore.
Una squadra d'assalto?
No, ma potrebbero avere intenzione di sabotarlo.
Clarissa si volt.
Nella stazione di sicurezza, la trasmissione continuava ad andare. Voci di donne punteggiate da occasionali colpi di arma da fuoco. Gli uomini di Ashford non avevano ancora preso la stazione radio. Clarissa si chiese se avrebbe lasciato che i suoi uomini abbattessero Monica Stuart e Anna mentre erano in diretta e tutti avrebbero visto. Poi si chiese come avrebbe fatto a impedire che accadesse, quand'anche avesse voluto farlo. Se avessero vinto e avessero fatto saltare l'Anello, sarebbero comunque morti tutti l, in un modo o nell'altro. Qualche morte prematura nel frattempo non cambiava un granch la situazione. Quando quello che veniva dopo non aveva pi importanza, tutti potevano fare tutto. Niente aveva pi conseguenze.
Tranne il fatto che tutti muoiono sempre. Ti stai distraendo da qualcosa.
Cortez entr fluttuando nell'ufficio della sicurezza. Il suo viso fu illuminato dal basso dagli schermi. La guard mentre si avvicinava, con un sorriso docile e tranquillo.
Ashford sta inviando gi degli uomini per riprendere la sala macchine disse.
Bene. Molto bene.
...sulla Corvusier stava dicendo una donna dalla carnagione scura. Mi conoscete. Potete fidarvi di me. Non vi chiediamo altro che di spegnere il reattore per qualche ora e di togliere le batterie dai generatori di emergenza. Spegnete tutti i sistemi, e potremo andarcene da qui.
Sono cos attaccati alle loro vite disse Cortez. Non pensano al prezzo che comporta la loro sopravvivenza. Un prezzo che pagheranno tutti.
Non ci pensano concord Clarissa, ma qualcosa non sembrava convincente in quelle parole. Lei crede alla redenzione?
Certamente disse Cortez. Ogni cosa, nella mia vita, mi ha insegnato che non pu esserci niente che ci alieni completamente dalla possibilit della grazia del Signore, bench a volte i sacrifici che dobbiamo compiere siano dolorosamente grandi.
...se solo potessimo unirci disse Anna sullo schermo, avvicinandosi alla telecamera. Una ciocca di capelli rossi si era liberata e le ricadeva sull'occhio sinistro. Uniti, possiamo risolvere tutto.
E tu? chiese Cortez. Le pos la mano sulla schiena. Tu credi nella redenzione?
No disse lei. Soltanto nel sacrificio.
Mao abbai Ashford dall'altra stanza. Vieni qui.
Clarissa fluttu fino alla porta. Il capitano aveva un colorito pi cereo di prima. Sotto gli occhi aveva un gonfiore che sarebbero stati due cerchi neri, se ci fosse stata gravit.
Capitano?
Tu che capisci com' collegata tutta questa merda...
Un poco disse lei.
Ho bisogno che tu faccia una cosa per me.

47.

Holden

La colonna dell'ascensore che correva all'esterno dei due chilometri di lunghezza del tamburo della Behemoth si estendeva di fronte a lui. Con Naomi impegnata a consolidare il proprio controllo sulla nave, la maggior parte dei sistemi di supporto erano disattivati o poco sicuri. L'ascensore primario era bloccato nel punto intermedio della colonna. C'era un secondo ascensore di riserva vicino all'apice della colonna, ma poteva essere attivato soltanto se il primo ascensore veniva rimosso dalle rotaie e messo in blocco. Per cui, invece di una comoda risalita di quattro minuti, il percorso fino alla plancia sarebbe stato una lunga passeggiata di due chilometri a gravit zero attraverso il vuoto spinto e con una grossa scatola di acciaio ceramico che bloccava il passo a met strada.
Poteva andare peggio. Dalle immagini delle telecamere di sicurezza che Naomi era riuscita a recuperare, non sembrava che Ashford si aspettasse di vedere arrivare qualcuno sul ponte di comando da quella parte. Aveva rinforzato la sua posizione al punto di transizione del ponte di comando una volta che gli era arrivata voce dell'attacco alla sala macchine. Fino a quel momento, per, non avevano minimamente rinforzato la colonna dell'ascensore. Si erano aspettati di avere sotto controllo entrambi i lati, e a quanto pareva non gli era venuto in mente che potesse non essere cos.
Bull l'aveva avvertito che Ashford poteva aver perso la testa sotto lo stress di quella situazione, ma il capitano non era uno stupido. Fino a quel momento aveva avuto una carriera notevolmente priva di scivoloni come capitano dell'APE, motivo per cui era sembrato la scelta pi sicura a Fred Johnson. Holden non poteva contare sul fatto che commettesse qualche errore che avrebbe reso loro la vita facile. Ma se Naomi avesse avuto successo in sala macchine non avrebbe avuto importanza. Quando avessero raggiunto il ponte di comando, avrebbero trovato tutti i suoi occupanti beatamente addormentati.
Holden aveva lasciato la trasmissione di Radio Zona Lenta Libera in sottofondo nel suo casco. Anne e Monica stavano ancora spiegando alla flottiglia la necessit di spegnere tutto in una sorta di intervista altalenante, con occasionali raffiche di spari in sottofondo. In qualche maniera, tutto questo faceva sembrare sensate le cose folli che diceva Anna. Holden ammir Monica per il fatto di sapere che avrebbe funzionato cos. E, per ora, i rumori della battaglia sembravano lievi. Amos doveva annoiarsi.
Avevano elaborato un piano e, fino a quel momento, tutto era andato pi o meno nel verso sperato. Quel pensiero faceva crescere in lui una paura sempre maggiore.
I LED montati a parete nella colonna si spensero senza preavviso. Holden accese le luci della tuta ma non rallent la risalita. Quando le luci della tuta di Corin si accesero, proiettarono una strana ombra doppia sulla paratia.
Non so se significa che stiamo vincendo o perdendo disse lui, tanto per avere qualcosa da dire.
Corin grugn in modo vago. Vedo l'ascensore.
Holden inclin il torace all'indietro per dirigere le luci della tuta verso l'alto del condotto. Il fondo dell'ascensore era visibile a centinaia di metri di distanza, come una parete di metallo e materiali composti.
Dovrebbe esserci un portello di manutenzione che possiamo aprire.
Corin alz un pugno in segno di assenso e, mentre continuava a fluttuare su per la colonna dell'ascensore, cominci a frugare nella sacca che si era portata appresso dal ponte meccanico. Tir fuori una fiamma ossidrica al plasma.
Holden ruot il corpo per arrivare sul fondo dell'ascensore con la pianta dei piedi, poi accese i magneti dei suoi stivali. Avanz fino al portello e cerc di aprirlo ma, come sospettavano, era chiuso dall'interno. Senza aspettare che glielo chiedesse, Corin cominci a tagliare con la fiamma ossidrica.
Bull, mi sente? chiese Holden, accendendo il canale concordato.
Problemi?
Stiamo aprendo un varco nell'ascensore, volevo solo sapere come andava.
Bene disse Bull, trascinando la parola. O la va o la spacca, qui. Controlliamo i sistemi essenziali, abbiamo messo fuori gioco il laser e stiamo lavorando per spegnere il reattore.
Che ci manca? chiese Holden. La fiamma ossidrica sputacchi e si spense e, mentre sostituiva le batterie prendendone di nuove dalla sacca, Corin intavol una silenziosa conversazione con s stessa fatta d'improperi e oscenit.
Naomi non riesce a entrare nei sistemi della plancia. L'hanno completamente esclusa, il che significa che non saranno addormentati quando entrerete l.
Il che significava, a occhio, che Holden e Corin avrebbero dovuto combattere contro una quindicina di guardie di Ashford, se non di pi. Attraversando una via d'accesso stretta e un lungo corridoio senza coperture. Faceva sembrare l'irruzione sul ponte meccanico come una passeggiata al parco.
Non possiamo farcela in due disse Holden. Non  possibile.
Corin, che aveva ascoltato la conversazione sul suo canale radio, alz lo sguardo. Colp il portellone dell'ascensore con un pugno guantato e la sagoma tagliata cadde all'interno, con i bordi incandescenti e rossi. Non fece mossa di entrare, in attesa della conclusione di quella conversazione con Bull. Il suo viso era inespressivo; poteva voler dire qualsiasi cosa.
Vi stiamo inviando un po' di rinforzi, per cui fermatevi al portellone di accesso del ponte di comando e aspettate che... S'interruppe, e Holden sent qualcuno che gli parlava, bench le parole fossero troppo deboli perch riuscisse a capirle. Sembrava la voce di Naomi.
Che succede? chiese Holden, ma Bull non rispose. Una conversazione sempre pi animata prese piede dalla parte di Bull per qualche minuto. Le risposte di Bull erano frammenti che, privi di contesto, non significavano niente per Holden. Rimase in attesa, impaziente.
Okay, abbiamo un nuovo problema disse finalmente Bull.
Pi grande di non possiamo arrivare sul ponte di comando senza lasciarci le penne'?
Gi disse Bull. Holden si sent sprofondare lo stomaco. Naomi ha visto qualcosa su una telecamera di sicurezza che le  sfuggita nel corridoio appena fuori dalla plancia. Quattro persone in armatura corazzata hanno appena lasciato il ponte di comando. Si tratta delle corazze che abbiamo tolto ai marziani. Non possiamo tracciare il loro percorso, ma posso immaginare dove siano diretti.
C'era soltanto un posto in cui Ashford avrebbe potuto inviare una simile potenza di fuoco. La sala motori.
Andatevene disse Holden, con pi panico di quanto non sperasse di sentire nella sua stessa voce. Andatevene subito.
Bull ridacchi. Non era un suono rassicurante. Oh, amico mio, la cosa sar un problema per voi prima di quanto non lo sia per noi.
Holden attese. Corin fece spallucce con le mani e sal all'interno dell'ascensore per aprire il portellone superiore. Non serviva tagliarlo. La chiusura era all'interno.
Ci sono soltanto tre vie per arrivare qui prosegu Bull. Possono scendere attraverso il tamburo, ma farebbero confusione. Il corridoio di manutenzione dall'altra parte del tamburo non  accessibile quando il tamburo  in rotazione. Il che lascia soltanto una via papabile per dirigersi a sud di questa bestia.
Attraverso dove siamo noi disse Holden.
Gi. Per cui, indovinate un po'? La vostra missione  appena cambiata.
Un'azione di ritardo disse Corin.
La signorina vince una bambolina. Possiamo ancora farcela se riusciamo a dare un po' di tempo in pi a Naomi. Dovete essere voi a farglielo guadagnare.
Bull disse Holden. Qui siamo in due con fucili d'assalto leggeri e pistole. Quei tizi hanno quattro corazze da ricognitori. Ho gi visto da vicino qualcuno che usava quel genere di attrezzatura. Non li ritarderemo. Non saremo altro che una nube di pulviscolo rosa che attraverseranno a tutta velocit.
Non cos veloci. Non sono un idiota. Ho fatto rimuovere le munizioni dalle tute e, come precauzione aggiunta, sono arrivato a togliere i percussori dalle armi.
 un'ottima notizia, davvero, ma non possono sempre farci a pezzi a mani nude?
Gi disse Bull. Per cui cercate di non farvi prendere, se potete. Fateci guadagnare pi tempo possibile. Passo e chiudo.
Holden guard Corin, che guardava lui con la stessa espressione esterrefatta in viso. Si sentiva battere il cuore al triplo della velocit normale. Ogni cosa assunse un senso di dolorosa realt. Era come se si fosse appena svegliato.
Stava per morire.
Siamo all'ultimo atto disse, cercando di mantenere salda la voce.
 un posto buono come un altro. Corin indic l'ascensore dall'aspetto tozzo e solido. Se usiamo il portellone superiore come copertura, loro dovranno venirci incontro senza nessuna copertura e, senza armi, dovranno avvicinarsi per arrivare in corpo a corpo. Possiamo infarcirli di pallottole mentre ci vengono addosso.
Corin disse Holden. Ha mai visto una di quelle corazze in azione?
No. Cambia qualcosa a quello che dobbiamo fare qui?
Lui esit.
No disse. Immagino che non cambi davvero. Prese il fucile d'assalto da dietro la schiena e lo lasci a mezz'aria accanto a s. Controll le munizioni. Sempre gli stessi sei caricatori che aveva quando li aveva ficcati nella bandoliera.
Non rimaneva altro che aspettare.
Corin trov un punto accanto al portellone dove poteva incastrare un piede sotto una maniglia inchiavardata a quella che sarebbe stata una parete se fossero stati in accelerazione. Si assest, fissando lungo il condotto dell'ascensore attraverso il mirino. Holden cerc di fare lo stesso ma si fece prendere dall'ansia e dovette cominciare a muoversi un poco.
Naomi? disse, passando al loro canale privato e sperando che fosse ancora l.
Sono qui disse lei dopo qualche secondo.
Holden fece per rispondere, poi si ferm. Tutto ci che gli veniva in mente di dire sembrava trito e ritrito. Stava quasi per dire che l'aveva amata dal primo momento che l'aveva vista, ma era ridicolo. Quando si erano incontrati, Holden l'aveva appena notata. Per lui era solo una meccanica alta e magra. Quando aveva cominciato a conoscerla meglio, era diventata una meccanica alta, magra e brillante. Ma niente di pi. Aveva l'impressione che alla fine erano diventati amici, ma la verit era che ormai riusciva a malapena a ricordare la persona che era stato a bordo della Canterbury.
Tutti quanti avevano perso qualcosa con l'arrivo della protomolecola. La specie umana, nella sua interezza, aveva perso il senso della propria importanza. Il suo primato nel quadro del piano universale.
Holden aveva perso le sue certezze.
Quando ripensava all'uomo che era stato prima della distribuzione della Cant, gli tornava in mente un uomo pieno di moralistica certezza. Ci che era giusto era giusto, ci che era sbagliato era sbagliato, si tirava una linea chiara e netta. Il tempo passato con Miller gli aveva tolto un po' di quella sicurezza. E il tempo passato a lavorare per Fred Johnson aveva, se non rimosso del tutto, archiviato quel che ne restava. Una specie di nichilismo strisciante ne aveva preso il posto. La sensazione che la protomolecola avesse ridotto la razza umana in condizioni che non sarebbe mai pi stato possibile recuperare. L'umanit aveva avuto un rinvio di due miliardi di anni su una sentenza di morte che non sapeva di avere sul capo, ma il tempo era scaduto. Non rimaneva altro che gridare e scalciare.
Stranamente, era stato Miller a restituirgli fermezza nei suoi propositi. O qualsiasi cosa fosse il costrutto che sembrava Miller. Non riusciva veramente a ricordare quella versione di s che sapeva esattamente quali fossero tutte le linee di confine giuste. Non era pi sicuro di molte cose. Ma qualsiasi cosa fosse quella che era risalita da Venere e aveva costruito l'Anello, aveva costruito anche Miller.
E voleva parlare. Con lui.
Una cosa da niente, forse. Il nuovo Miller non aveva molto senso. Aveva un suo programma che non voleva spiegare. La protomolecola non sembrava particolarmente dispiaciuta per tutto il caos e la morte che aveva seminato al suo passaggio.
Ma voleva parlare. E voleva parlare con lui. Holden si rese conto di aver trovato un'ncora di salvezza in questo. Forse esisteva una via d'uscita da tutto quel caos. Forse lui poteva aiutare a trovarla. Riconobbe che attaccarsi all'idea che la protomolecola, o perlomeno il suo agente Miller, l'avesse scelto come suo tramite alimentava tutte le sue peggiori inclinazioni all'arroganza e alla presunzione. Ma era pur sempre meglio della disperazione.
E ora, ora che avevano appena iniziato a intravedere una confusa via d'uscita dal buco che la protomolecola aveva scavato e in cui l'umanit si era precipitata con entusiasmo autodistruttivo, lui stava per farsi ammazzare per colpa dell'ennesimo insignificante essere umano con pi potere che buonsenso. Non gli sembrava giusto. Voleva continuare a vivere per vedere in che modo l'umanit avrebbe risposto alla sfida. Voleva farne parte. Per la prima volta da molto tempo, si sent come se potesse davvero trasformarsi nel tipo di uomo che poteva fare la differenza.
E voleva spiegarlo a Naomi. Dirle che stava diventando una persona migliore. Il tipo di persona che l'avrebbe vista come qualcosa di pi che un bravo meccanico, tutti quegli anni prima. Come se, diventando una persona diversa ora, potesse riparare retroattivamente l'uomo superficiale e vanesio che era stato allora. E forse perfino rendersi degno di lei.
Mi piaci disse invece.
Jim rispose lei dopo un istante. Aveva la voce pesante.
Ho goduto della tua compagnia dal primo momento che ci siamo conosciuti. Anche quando eri soltanto un meccanico e una compagna di equipaggio, eri una persona molto piacevole.
Sul canale radio c'era soltanto un debole sibilo statico. Holden s'immagin Naomi che si richiudeva in s stessa, lasciando che i capelli le ricadessero sul viso per nascondere gli occhi, come faceva quando era in una situazione emotivamente scomoda. Che sciocco. In assenza di gravit i suoi capelli non potevano farlo. Ma quell'immagine lo fece sorridere.
Grazie le disse, senza pi tenerla sulle spine. Grazie di tutto.
Ti amo, Jim disse lei finalmente. Holden sent il suo corpo che si rilassava. Vide la sua morte imminente, e non ne ebbe pi paura. Gli sarebbero mancate tutte le belle cose che sarebbero seguite, ma avrebbe dato una mano affinch accadessero. E una bellissima persona lo amava. Era pi di quanto la maggior parte delle persone riuscisse a ottenere in una vita intera.
Si sent un gemito sordo che culmin in un ululato. Per un istante, Holden pens che Naomi stesse gridando nelle cuffie. Cominci quasi a confortarla prima di rendersi conto che riusciva a percepirne la vibrazione nei piedi. Quel suono non proveniva dalla radio. Si trasmetteva attraverso gli stivali che toccavano la parete dell'ascensore. L'intera nave stava vibrando.
Holden appoggi il casco alla paratia per sentire meglio, e il grido della nave fu quasi assordante. Smise dopo un interminabile minuto, con uno schianto da spaccare i timpani. Segu il silenzio.
Ma che cazzo... imprec Corin a bassa voce.
Naomi? Bull? C' ancora qualcuno in linea? grid Holden, pensando che qualsiasi cosa fosse successo avesse spaccato la nave in due.
S disse Bull. Ci siamo.
Cosa... fece per dire Holden.
Cambio di missione lo interruppe Bull. Quel rumore erano gli uomini di Ashford che hanno tirato il freno del tamburo ambientale. Modifica inerziale catastrofica numero due. Quel tamburo ora sar pieno di persone scaraventate in giro a destra e a manca.
Perch fare una cosa del genere? Solo per fermare la trasmissione?
No disse Bull con un sospiro stanco. Sembrava la voce di un uomo che era appena stato informato che avrebbe dovuto lavorare un doppio turno. Significa che pensano che abbiamo fortificato la colonna dell'ascensore e che stanno arrivando dall'altra parte.
Torniamo indietro disse Holden, facendo segno a Corin di seguirlo.
Negativo disse Bull. Se riescono a rimettere online il laser quaggi e Ashford  ancora seduto al pannello di comando in plancia, abbiamo perso.
E allora che facciamo? Dovremmo arrivare lass, fare irruzione sul ponte di comando e sparare a tutti quanti mentre i loro uomini sono laggi per fare irruzione in sala macchine e per sparare a tutti quanti voi?
Il sospiro di Bull parve ancora pi stanco.
S.

48.

Bull

Emersero dal condotto di manutenzione come un'esplosione. Quattro mostri neri e rossi dalla forma vagamente umana. Bull e le persone che era riuscito a radunare aprirono il fuoco non appena li videro. Una dozzina di fucili contro un maelstrom.
Non lasciateli avvicinare ai controlli del reattore grid Bull.
Ricevuto disse uno dei terrestri. Ha idea di come fermarli, signore?
Non ce l'aveva. Scaric la sua pistola con una mano, facendo indietreggiare il mech sul ponte con l'altra. Uno dei marine marziani incroci il suo percorso passandogli sopra, con il fucile spianato. Sul pettorale dell'aggressore pi vicino apparve qualche segnetto bianco, come le impronte di un bambino su una finestra. L'uomo con la corazza potenziata raggiunse la postazione pi vicina, strapp via il sedile a smorzamento dal ponte con una sola mano e lo scaravent come fosse una gigantesca palla da baseball. Il sedile sibil per aria e si frantum sulla paratia. Se qualcuno si fosse trovato sulla sua traiettoria, sarebbe stato peggio di una pallottola.
Bull continu a indietreggiare. Quando fin il caricatore, dedic tutta la sua attenzione a guidare il suo mech. L'ultimo degli aggressori a uscire dal condotto cerc di attraversare la stanza con un balzo, ma l'amplificazione della corazza lo trasform in un missile. L'ombra rossa e nera si schiant sulla parete lontana con un rumore da incidente d'auto.
E questo disse il sergente Verbinski sul canale radio  il motivo per cui veniamo addestrati per sei lunghi mesi prima di infilarci in quegli affari. Sembrava divertito. Per fortuna che qualcuno si divertiva.
Combattere a gravit zero complicava le tattiche di uno scontro a fuoco, ma la regola di base rimaneva sempre la stessa: mantenere terreno, restare in copertura, avere qualcuno che tenesse l'avversario occupato mentre dovevi spostarti. Il problema, si accorse subito Bull, era che non avevano niente che potesse danneggiare i loro oppositori. Il meglio che potevano ottenere era fare molto rumore e sperare che gli uomini nelle corazze cedessero a una cautela di riflesso. Non gli avrebbe fatto vincere la guerra. Diavolo, avrebbe a malapena posticipato la sconfitta.
Naomi disse Bull. Come sta andando l dietro?
Posso scaricare il nucleo e spegnere questo grosso bastardo. Mi dia solo tre minuti rispose lei. Bull riusciva a percepire la concentrazione e la caparbiet nel suo tono di voce. La determinazione. Non contavano un cazzo.
Non sar possibile disse.
Cercate... Cercate di resistere.
Stanno venendo qui adesso disse Bull. E non c' una fottutissima cosa che possiamo fare per fermarli.
I quattro aggressori balzarono attraverso la sala motori come cavallette, con i corpi ingombranti che sbattevano su pareti e pannelli di controllo, strappando via pezzi di paratia nei punti in cui si appoggiavano. A quel punto, la loro migliore speranza era che il nemico si sbattesse a morte sulle pareti. Bull indietreggi verso l'ingresso al tamburo, poi prese posizione dietro una cassa e cominci a sparare agli aggressori, cercando di attirarli verso di s. Se fosse riuscito a far uscire il nemico nel tamburo abitativo, poteva darsi che sarebbero riusciti a chiudere il punto di transizione e costringere quei bastardi a scavarsi una via di accesso per tornarci dentro. Probabilmente non sarebbe comunque bastato a dare a Naomi quei minuti di cui aveva bisogno.
Le guardie in armatura potenziata non sembrarono nemmeno notarlo. Uno di loro afferr un tavolo, piegandone il bordo d'acciaio con il guanto corazzato, e cominci ad avanzare una mano dopo l'altra verso i controlli del reattore.
Qualcuno pu fermare quel tizio? chiese Bull. Nessuno gli rispose sulla frequenza. Sospir. Naomi. Deve andarsene subito da l.
Il nucleo  stato espulso. Posso sabotare anche la rete. Solo qualche minuto in pi.
Non li ha. Venga subito via di l, e cercher di farla tornare quando le cose si saranno calmate.
Ma...
Non serve a nessuno, da morta la interruppe lui. Il canale rimase silenzioso e, per un istante, Bull pens che la cinturiana fosse stata catturata, uccisa. Poi la vide arrivare fluttuando fuori dal corridoio, col mento in avanti, mentre il braccio buono e i capelli sfilavano indietro come pinne stabilizzatrici. Il pi vicino degli uomini in tuta potenziata cerc di afferrarla al volo, ma lei era gi lontana, e gli aggressori erano troppo incerti per balzarle appresso.
Bull vide un altro dei nemici che armeggiava con qualcosa. Una pistola. Il grosso guanto corazzato era troppo spesso per entrare nella guardia del grilletto. Sotto gli occhi di Bull, l'uomo strapp via la guardia e si sistem la pistola in pugno, come fosse un giocattolo in mano a un omone gigantesco. Bull spar ancora qualche colpo senza troppe speranze di fare danni.
Quattro terrestri gridarono a una sola voce e si gettarono addosso alla guardia con la pistola. L'aggressore non spar. Si limit a smanacciare l'aria con un massiccio braccio metallico, disperdendo gli uomini di Bull come fossero stati passeri.
La sua gente stava per farsi ammazzare - si stava facendo ammazzare - e non c'era niente che potesse fare per impedirlo.
Okay, ragazzi disse. Prendete le vostre cose e torniamocene a casa. Si sta facendo troppo caldo da queste parti.
Bull! grid Verbinski. Occhio, a ore sei!
Bull cerc di girare il mech, ma qualcosa lo colp con violenza alla schiena. I piedi magnetici del robot gemettero e persero aderenza, e Bull si ritrov per aria. Il mondo tutto intorno cominci a scintillare d'oro e di blu mentre perdeva conoscenza. Era vagamente cosciente di una mano sulla sua spalla, che rallentava la sua caduta, e vide il volto di Naomi. Qualcosa le aveva graffiato la guancia e aveva una lunga bolla di sangue attaccata alla pelle. Bull cerc di girarsi ma non ci riusc. Giusto. Niente spina dorsale. Avrebbe dovuto ricordarselo.
Cosa... disse.
Ci hanno tagliato fuori dal tamburo disse Naomi, girandolo di modo che i piedi del suo mech potessero toccare il pavimento. L'aria era un campo pieno di detriti. Schegge di metallo e materiale ceramico, schizzi di sangue che si fondevano lentamente e crescevano come pianeti formatisi dalla polvere. Violente scosse elettriche s'inarcavano dalle rovine di un pannello di controllo, e le schegge di vetro fluttuavano illuminate da quel gioco di luci. Due delle guardie corazzate erano piantate sulla soglia di passaggio verso il punto di transizione. Una di loro impugnava un fucile come fosse una mazza, l'altra aveva due pistole a cui aveva staccato la guardia in entrambe le mani. Una terza si agitava fluttuando per aria appena sopra il corridoio di manutenzione attraverso cui erano arrivati, cercando di afferrarsi a qualcosa. La quarta avanzava camminando sul ponte verso di loro, con movimenti cauti e controllati per impedirsi di finire per aria.
Tutti al portellone dell'ascensore disse Bull. Ritiriamoci.
Ascoltate disse Naomi nel suo terminale palmare. Ci ritiriamo verso l'ascensore al mio via. Via!
Naomi gir Bull, poi gli si avvinghi alla schiena in presa di soccorso e salt. Il nemico apr il fuoco. Bull vide di sfuggita una donna nel momento stesso in cui una pallottola le trapassava una gamba. Vide la smorfia di dolore sul suo viso e il sangue che schizzava dalla ferita. Mi dispiace, pens.
La parete con il portellone pressurizzato della colonna dell'ascensore incombeva pi avanti, e Naomi si spinse via da lui, atterrando sulla paratia con la grazia di una donna nata a gravit zero. Altri due corpi li raggiunsero fluttuando, entrambi marine marziani. Bull riconobbe l'uomo chiamato Juarez e la donna di nome Cass. Naomi premette i controlli e le porte della camera stagna cominciarono a richiudersi. Quando l'apertura sembrava ormai troppo stretta perch qualcuno potesse attraversarla, arrivarono altri due uomini. Il sergente Verbinski e un uomo della squadra di Bull, che era rimasto dalla sua parte al momento dello scisma.
Bull aveva la testa confusa. Si sentiva come se avesse appena corso per venti miglia sotto il sole bollente del New Mexico. Batt le mani pi per svegliare s stesso che per richiamare l'attenzione delle altre persone all'interno della camera di compressione.
Quel condotto  sotto vuoto disse. Se  l che vogliamo andare, dobbiamo indossare delle tute. Gli armadietti sono laggi. Vediamo cos'abbiamo. Un colpo violento risuon sulla porta della camera stagna. Poi un altro. Sar meglio sbrigarsi aggiunse Bull.
Lei non ci entrer disse Verbinski. Non con quella trappola addosso.
Gi disse Bull. Va bene.
Avanti, ragazzone disse il sergente. Ora la tiriamo fuori da l.
No, voleva dire Bull. Va bene cos. Ma Juarez e l'altra marine lo stavano gi togliendo dall'imbragatura, e poi dal robot che Sam aveva fatto per lui. Era di nuovo uno storpio. Anzi, no. Era stato sempre uno storpio, fin dalla catastrofe. Ora aveva soltanto uno strumento in meno.
Se l'era cavata con meno, nella vita.
I tonfi sul portellone si stavano facendo sempre pi forti, pi intensi. Insieme al rumore degli impatti c'era qualcos'altro, che sembrava come una lacerazione. Bull s'immagin le corazze potenziate che afferravano manciate di acciaio tra le dita massicce e le tiravano via, strappando la pelle della nave. Si arrampic fino al suo mech, con il corpo che gli sventolava dietro come un aquilone, inutile. Apr il vano di riserva e prese quel che restava delle munizioni e il suo terminale palmare. Per un istante, non riconobbe la scatola piatta e nera che estrasse per ultima. Poi cap cos'era.
Se non pensiamo di restare, sar meglio andarcene da qui disse Verbinski.
Andiamo disse Bull, infilando le granate nella tasca sulla gamba della tuta EVA.
Naomi fece partire il ciclo di apertura del portellone che dava sulla colonna. I rumori dell'attacco si fecero sempre pi deboli e distanti man mano che l'aria veniva risucchiata fuori, e poi il condotto si apr sotto di loro. Una caduta di un chilometro fino all'ascensore incastrato, e poi ancora uno fino a... Cosa avrebbero trovato laggi? Ashford? Morte certa? Bull non sapeva pi da chi stava scappando. O chi stava inseguendo.
Uno dopo l'altro uscirono dalla camera pressurizzata, immettendosi nel vuoto. Verbinski e l'uomo della sicurezza, Naomi e il marine, poi Bull e Juarez. Senza concordarlo, avevano tutti fatto coppia con qualcuno che non era del proprio gruppo originale. Nella mente in decadimento di Bull, quel fatto parve importante.
Juarez? disse Verbinski nel canale radio, e Bull fu sorpreso di sentire la sua voce.
Signore?
Se fossi ben posizionato, pensi che potresti spaccare il visore di una di quelle tute?
Della tua, forse disse Juarez. La mia la tengo sempre in perfetto stato.
Fa' del tuo meglio disse Verbinski.
Bull sent il momento in cui i nemici fecero breccia attraverso il portellone pressurizzato. Non sapeva nemmeno dire cosa fosse stato. Una minima pressione dell'onda d'urto, un alito impercettibile di atmosfera... Si guard indietro, oltre i piedi morti, e in fondo al condotto c'era una luce dove non avrebbe dovuto esserci. In quello stesso momento dovevano essersi attivate un migliaio di misure di sicurezza a chiudere il ponte meccanico. Bull sper che fosse cos. In lontananza vide il lampo di un fucile, ma erano cos lontani che il proiettile doveva aver colpito le pareti del condotto ed essersi spento prima ancora di riuscire a raggiungerli.
Juarez si volt, stabilizzando il fucile tra i piedi. Il viso del soldato si fece calmo e rilassato, e il fucile emise un lampo silenzioso.
Ne ho beccato uno, Verb disse. Poi: Sergente?
Verbinski non rispose. Continuava a fluttuare lungo le rotaie d'acciaio che guidavano l'ascensore, ma aveva gli occhi chiusi. Il suo viso era rilassato, e schiumava dalla bocca e dal naso. Bull non aveva nemmeno capito che fosse ferito.
Sergente! grid Juarez.
 andato disse Cass.
Il resto del percorso fino all'ascensore fu un vero incubo. Il corpo di Bull continuava a sbandare selvaggiamente dietro di lui e i suoi polmoni gli sembravano pieni e fradici. Aveva smesso di tossire, per. Non sapeva se fosse un bene. Proprio mentre raggiungevano l'ascensore, un colpo fortuito colp l'uomo della sicurezza alla schiena, svuotandogli la riserva di ossigeno. Bull osserv l'uomo che moriva, ma non ud niente. L'apertura che Corin aveva tagliato attraverso la base dell'ascensore sembrava troppo piccola per poterci passare attraverso, ma Bull infil un braccio all'interno e Naomi lo tir dentro per il tratto restante.
All'interno dello scomparto dell'ascensore, Juarez prese posizione e cominci a bersagliare i loro inseguitori nel cunicolo. Bull non sapeva quante munizioni rimanessero al marine, ma doveva essere vicino alla fine della propria riserva. Se ci fosse stata gravit, Bull si sarebbe accasciato lungo la parete. Cambi canale radio per comunicare con Naomi.
Mi dia una pistola gli disse lei prima che potesse parlare. Mi dia qualcosa.
Continui a salire disse Bull. Vada in cima alla colonna.
Ma...
Forse riuscir ad aprire il portellone per farli entrare. Per arrivare in plancia.
I controlli non sono accessibili dall'interno del cunicolo.
In questa nave del cazzo non si pu mai dire disse Bull. Qualcuno potrebbe pure averci messo un pulsante per l'autodistruzione, laggi. Non mi sorprenderebbe.
 questo il suo piano B?
Credo che a questo punto siamo arrivati al piano Z rispose Bull. Comunque sia, il meccanico  lei. Qui non pu fare un cazzo di niente. E l'ho sentita, con Holden, prima. Tanto vale che vi vediate ancora una volta. Non  che ci costi niente.
La osserv in viso mentre decideva. Paura, disperazione, rammarico, calma, una dopo l'altra. Una donna notevole. Bull desider di aver avuto l'occasione di conoscerla meglio. E, se era capace di salpare con Jim Holden e di amarlo, in fondo poteva anche darsi che quel tipo non fosse male come pensava Bull.
Grazie disse. Poi si volt e si lanci lungo la colonna dell'ascensore verso il ponte di comando e il suo amante. Bella, questa, pens Bull. Il fucile di Juarez mand un altro lampo e Bull cambi frequenze radio per includere i due marine.
Dovreste andare anche voi due. Andate su. Vedete se riuscite a conquistare la plancia.
Sicuro? disse Cass, con voce calma e professionale. Qui abbiamo una copertura. Pi in alto non avremo niente di meglio.
S, sono sicuro disse Bull.
E lei? chiese Juarez.
Io resto qui disse Bull.
Okay, fratello disse Juarez. Poi anche lui e Cass erano lontani. Bull pens di guardare gi, lungo il cunicolo, per vedere quanto si fosse avvicinato il nemico, ma non lo fece. Ci voleva troppo sforzo, e se si fosse fatto sparare in un occhio a quel punto... Be', sarebbe stato davvero triste. La scatola metallica dell'ascensore era di un non-colore monocromo, illuminata soltanto dai riflessi delle luci della sua tuta. Bull fece un respiro, pi profondo che poteva. Era piuttosto superficiale. Tir fuori le granate dalle tasche, una per mano, e impost cautamente il tempo d'innesco minimo.
Sarebbe morto l. Non proprio la sua prima scelta, ma che diavolo... Probabilmente era meglio che tornare a casa e vedersi ricrescere la spina dorsale in modo sbagliato. Aveva visto gente vivere una vita intera in una nebbia di antidolorifici, cercando di combattere il dolore di una ricrescita andata male. Non si era permesso di pensarci davvero, prima. Ora poteva farlo senza pensieri.
Cerc di capire se rimpiangeva di morire, ma la verit era che era troppo fottutamente stanco per fregarsene. E non riusciva nemmeno pi a respirare per bene. Gli dispiaceva di non aver ammazzato Ashford, ma non era niente di nuovo. Gli dispiaceva di non poter vendicare Sam, o di scoprire se Pa era ancora in vita. O se Ashford sarebbe davvero riuscito a distruggere l'Anello. Se c'era qualcosa che lo rendeva triste, era il pensiero che tutto ci che ora era in corso avrebbe continuato a succedere anche senza di lui, e che non avrebbe mai saputo come andava a finire. Non avrebbe mai saputo se quello che aveva fatto aveva aiutato a fare la differenza.
Il suo terminale palmare s'illumin. Una richiesta di collegamento da parte di Monica Stuart. Per un attimo si chiese che cosa volesse da lui, poi si ricord che Ashford aveva fermato il tamburo. Le cose dovevano essere un casino laggi. Inoltr il collegamento alla sua tuta. Nessuna immagine, ma la connessione vocale poteva bastare.
Bull disse la donna. Ci stanno attaccando, quass. Credo che Anna sia morta. Che diavolo sta succedendo laggi? Quanto vi manca?
Be', abbiamo perso la sala macchine rispose lui. Sent una fitta di dispiacere per Anna ma, a quel punto, era solo una dei tanti. Quasi tutti quelli della squadra di attacco sono morti. Ci saranno forse cinque persone rintanate nella colonna dell'ascensore, ma in cima e in fondo ci sono i cattivi, per cui siamo un po' fregati, quaggi. Siamo riusciti a scaricare il nucleo, ma la rete  ancora attiva.  abbastanza per far fuoco con il laser. Gli uomini di Ashford sono probabilmente in sala motori, intenti a rimetterlo in linea, e non vedo nessun modo per fermarli.
Oh, mio dio sussult Monica.
Gi, un vero schifo.
Cosa... Cosa pensa di fare per risolvere la situazione?
Un raggio di luce penetr attraverso il portellone sul pavimento. Piccole particelle di polvere e metallo brillarono nel fascio luminoso come se vorticassero nell'acqua. Bull le osserv con un mezzo sorriso sul volto. Significava che i cattivi erano quasi arrivati da lui, ma erano belle da guardare. Si ricord di avere Monica in linea. Gli aveva chiesto qualcosa.
Gi disse Bull. Sa, quella cosa che dovevamo fare, spegnere la nave e salvare tutti? Probabilmente non ce la faremo.
Non pu arrendersi disse lei. Per favore. Dev'esserci un modo.
No che non deve, pens lui, ma non lo disse. Anna pensava che ci fosse un modo. E dove l'aveva portata? Se c', per, spero davvero che lo troviate.
Com' la situazione da voi? chiese.
...  terribile.  come se la catastrofe si fosse ripetuta di nuovo.
Gi, immagino disse Bull.
Non possiamo continuare disse Monica. Oh, dio... Che faremo?
La luce si fece pi forte. Pi intensa. Bull non riusciva pi a vedere le particelle di polvere tanto era luminosa.
Monica? disse poi. Ascolti, mi dispiace, ma ora devo andare, okay? Fate del vostro meglio, ragazzi. Tenete duro, va bene? E... Ehi, se va tutto per il verso giusto...
S?
Dica a Fred Johnson che mi deve un cazzo di favore.
Chiuse il collegamento e scolleg il terminale palmare. Prese una granata in ogni mano, con i pollici sulle sicure. Una testa fece capolino attraverso il portellone, poi si ritir in fretta. Quando nessuno spar, la testa rientr pi lentamente. Bull sorrise e gli indirizz un cenno del capo, accogliendola. La cappottatura opaca si fece trasparente, e vide Casimir che lo fissava. Bull sogghign. Be', finalmente qualcosa di piacevole. Un regalino prima di andarsene.
Ehi disse Bull, bench l'uomo non potesse sentirlo. Reggimi queste.
Lanci le due granate e osserv l'espressione dell'uomo mentre capiva cosa fossero.

49.

Anna

Anna riprese i sensi fluttuando in un groviglio con Okju, l'operatore di camera, due sedie da ufficio e una pianta di ficus in vaso. Qualcuno stava facendo scoppiare dei mortaretti a striscia. Qualcun altro stava gridando. Anna aveva la visione appannata; sbatt le palpebre e scosse la testa per schiarirla. Il che si rivel un errore, perch scuotendo la testa mand una fitta di dolore lungo la spina dorsale che per poco non la fece svenire di nuovo.
Cosa... cerc di dire, ma venne fuori soltanto un mugugno incomprensibile.
Cristo santo, Rossa, pensavo che ti avessero fatta secca le rispose una voce familiare. Rozza ma amichevole. Amos. Mi dava fastidio pensare di aver infranto la mia promessa.
Anna riapr gli occhi, facendo attenzione a non muovere la testa. Fluttuava nel mezzo di quello che era stato lo spazio dello studio. Okju le fluttuava accanto, con un piede incastrato sotto l'ascella di Anna. Anna estirp le gambe dalle due sedie da ufficio in cui si erano infilate e spinse via il ficus dal viso.
Altri mortaretti scoppiarono in una lunga sequenza di botti secchi. Il cervello sconvolto di Anna impieg qualche secondo per rendersi conto che quel rumore erano spari. In fondo alla stanza, Amos era chino sulla parete accanto alla porta d'ingresso, intento a togliere un caricatore dall'arma e a sostituirlo con una fluidit di movimenti affinata da lunga pratica. Dall'altro lato della porta, uno dei soldati delle Nazioni Unite che avevano reclutato sparava a qualcuno all'esterno. Il fuoco di risposta fece saltare via pezzi di vetroresina modellata dalla parete di fondo, a pochi metri dal punto in cui fluttuava Anna.
Se non sei morta disse Amos, facendo poi una pausa per chinarsi oltre l'angolo e sparare una breve raffica magari sarebbe meglio toglierti da in mezzo alla stanza.
Okju disse Anna, tirando il braccio della donna. Svegliati. Dobbiamo muoverci.
Il braccio di Okju si afflosci molle quando lo tir, e la donna cominci a ruotare lentamente in aria. Anna not che aveva la testa inclinata ad angolo acuto rispetto alle spalle, il viso rilassato e gli occhi nel vuoto. Si ritir involontariamente, con il rettile che viveva alla radice della sua spina dorsale che le diceva di allontanarsi dal cadavere il pi in fretta possibile. Gemette e spinse il corpo di Okju con i piedi, mandando s stessa e il cadavere in due direzioni opposte. Quando arriv al muro, afferr una lampada a LED e vi si aggrapp con tutta la forza che aveva in corpo. Il dolore al collo e alla testa era una pulsazione continua e percussiva.
I rumori degli spari non cessarono. Amos e la sua sparuta, eterogenea banda di difensori erano intenti a sparare da ogni pertugio dell'ufficio, diversi dei quali erano stati ricavati a mo' di feritoie.
Erano sotto attacco. Ashford aveva inviato i suoi uomini per fermarli. Il ricordo degli ultimi momenti si rovesci addosso ad Anna come una valanga. Quel terribile stridio, e lei che veniva scaraventata addosso alla parete.
Ashford doveva aver fermato il tamburo per fermarli, di modo che le sue guardie potessero finirli. Ma se Okju era morta in seguito a quella brusca frenata, quello stesso effetto doveva essersi ripetuto decine, forse centinaia di volte attraverso l'improvvisata comunit della Behemoth. Ashford era disposto a ucciderli tutti pur di averla vinta. Anna sent la rabbia crescerle dentro, e fu felice che nessuno avesse pensato di darle una pistola.
Stiamo ancora trasmettendo? grid ad Amos cercando di sovrastare il frastuono della sparatoria.
Non lo so, Rossa. Monica  nella sala radio.
Anna si tir lungo la parete fino allo stanzino in cui avevano sistemato la loro attrezzatura di trasmissione. La porta era socchiusa, e Anna vide Monica che fluttuava all'interno, intenta a controllare l'equipaggiamento. Lo spazio non era largo a sufficienza per entrambe, per cui Anna si limit ad aprire un poco di pi la porta e disse: Stiamo ancora trasmettendo? Possiamo tornare in onda?
Monica fece una risata priva di allegria ma non si volt. Pensavo fosse morta.
No. Okju  morta. Credo si sia spezzata il collo. Mi occuper io della telecamera se le serve. Dov' Clip?
Clip stava aiutando Amos, ed  stato colpito al fianco. Si sta dissanguando nell'ufficio qui accanto. Tilly gli sta prestando soccorso.
Anna si fece largo all'interno della stanzetta e pos una mano sulla spalla di Monica. Dobbiamo tornare in onda. Dobbiamo continuare a trasmettere, o sar stato tutto inutile. Mi dica cosa devo fare.
Monica rise di nuovo, poi si volt e scans la mano di Anna dal suo braccio. Cosa crede che stia succedendo, qui? Ashford ha mandato qui i suoi uomini per fare irruzione e ammazzarci. Bull e i suoi hanno perso il controllo della sala macchine, e Juarez dice che Bull  stato ucciso. Chiss quanta gente avr...
Anna piant i piedi sullo stipite della porta, afferr Monica per le spalle e sbatt la reporter al muro. L'equipaggiamento di trasmissione funziona ancora? Era sorpresa di quanto fosse ferma la sua voce.
Ha preso qualche botta, ma...
Funziona, s o no?
S rispose Monica. Le usc come uno squittio sgomento.
Mi metta sul canale che stava utilizzando la squadra di assalto, e mi dia una cuffia disse Anna, poi lasci andare le spalle di Monica. Monica fece come le aveva chiesto, muovendosi svelta e scoccandole di tanto in tanto qualche occhiata timorosa. Incuto timore, adesso, pens Anna. Assaggi l'idea e la trov meno spiacevole di quanto non si fosse aspettata. Erano davvero tempi spaventosi.
Cazzo! grid Amos dall'altra stanza. Quando Anna guard fuori, vide uno dei giovani ufficiali marziani fluttuare in mezzo alla stanza, spargendo nell'aria intorno a s tanti piccoli globi di sangue rossissimo. Il suo amico Chris si spinse con la gamba buona e si lanci attraverso la stanza, afferrando il ferito con un braccio e portandolo in copertura.
Non abbiamo pi tempo disse Anna a Monica. Faccia pi in fretta.
Monica rispose dandole una cuffia con un microfono incorporato.
Pronto? Sono Anna Volovodov, da Radio Zona Lenta Libera. C' ancora qualcuno su questo canale?
Qualcuno rispose, ma era impossibile sentirne le parole coperte dalla sparatoria. Anna alz il volume al massimo e disse: Ripetete, prego.
Siamo qui disse James Holden a volume assordante.
Quanti di voi sono rimasti, e com' la situazione?
Be' disse Holden, poi fece una pausa e grugn, come se stesse compiendo uno sforzo lungo diversi secondi. Quando continu sembrava senza fiato. Siamo rintanati nella colonna dell'ascensore di babordo, appena fuori dalla camera stagna di accesso al ponte di comando. Siamo in tre. Bull e i marine restanti stanno opponendo resistenza alla squadra di contrassalto, pi gi lungo il condotto. Non ho idea di come stia andando. Non abbiamo pi spazio per la ritirata, per cui, a meno che qualcuno non decida di aprire il portellone per farci entrare sul ponte di comando, siamo piuttosto a corto di scelte.
L'ultima parte della frase fu quasi soffocata da una soverchiante ondata di spari nell'ufficio. Amos e la sua squadra erano chini a terra, contro le piastre corazzate che avevano attaccato ai muri. Lo schianto degli spari e il frastuono delle pallottole che colpivano il metallo erano assordanti. Quando il fuoco nemico scem, un paio di uomini con indosso le corazze del servizio di sicurezza della Behemoth fecero irruzione nella stanza, sventagliando una raffica di semiautomatica alla cieca. Due uomini di Amos furono colpiti, e altri globi rossi si librarono in aria. Amos afferr il secondo invasore e lo strapp via dalla presa magnetica degli stivali sul pavimento, scaraventandolo poi addosso al suo compagno. Le due guardie carambolarono in mezzo alla stanza, e Amos spar una lunga raffica dal suo fucile addosso ai loro corpi mentre volteggiavano per aria. L'aria si riemp a tal punto di sfere sanguigne di varie forme e dimensioni che divent difficile vedere dall'altra parte. Quel che restava della squadra di Amos apr il fuoco e l'attacco lanciato dagli uomini di Ashford, qualunque fosse stato, sembr essere respinto, visto che nessun altro soldato arriv caricando attraverso la porta.
Possiamo fare qualcosa per aiutarvi? grid Anna a Holden.
Mi pare che abbiate gi parecchi casini per conto vostro, reverenda rispose Holden. La sua voce era stanca. Triste. A meno che non abbiate i controlli per l'accesso alla plancia l vicino, direi che fareste meglio a concentrarvi sui vostri problemi.
Altre raffiche giunsero fin nell'ufficio, ma si erano fatte sporadiche. Amos aveva sventato il grosso dell'assalto, e ora gli attaccanti tentavano qualche interlocutorio sparo a casaccio. Monica la stava fissando, in attesa che le desse un altro ordine. In qualche modo, Anna era passata al comando.
Mi faccia trasmettere sul canale di Radio Zona Lenta Libera disse Anna. Alla fine dei conti, non aveva altro da offrire che le sue parole. Monica le fece un cenno col capo e le punt una piccola telecamera sul viso.
Sono Anna Volovodov. A chiunque sia in ascolto sulla Behemoth, vi parlo dagli uffici di Radio Zona Lenta Libera. Non siamo riusciti a mantenere il controllo della sala macchine, per cui il nostro piano di spegnere il reattore e di riportare tutti a casa sta fallendo. Abbiamo delle persone intrappolate nel condotto dell'ascensore esterno, e non possono accedere alla plancia.
Per cui, se qualcuno che  in ascolto pu aiutarci, abbiamo bisogno di voi. Questa intera flottiglia ha bisogno di voi. Le persone che stanno morendo, in questo momento, a due passi dalla vostra porta, hanno bisogno di voi. Ma soprattutto, tutti quelli che ci siamo lasciati alle spalle sulla Terra, su Marte e sulla Fascia hanno bisogno di voi. Se il capitano fa quel che ha pianificato, se dovesse sparare con il laser all'Anello, moriranno anche tutti quelli che sono a casa. Vi prego, se mi riuscite a sentire, aiutateci.
Si ferm, e Monica abbass la telecamera.
Crede che funzioner?
Anna stava per dire no quando il pannello a parete emise un ronzio di risposta. Una voce disse: Come fa a saperlo? Una voce giovane, di donna, triste. Clarissa. Quello che ha detto sul fatto che la Terra sar distrutta se attacchiamo l'Anello. Come fa a saperlo?
Clarissa disse Anna. Dove sei?
Sono qui, sul ponte. Sono nella stazione di sicurezza. Ho visto il suo messaggio.
Puoi aprire il portellone per fare entrare i nostri?
S.
Lo farai?
Come ripet Clarissa, senza cambiare di una virgola il tono di voce fa a sapere quel che ha detto?
Me l'ha detto un uomo generalmente considerato come l'istigatore di due guerre che hanno coinvolto l'intero sistema solare, e che ha ricevuto queste informazioni da uno spettro creato dalla protomolecola che nessun altro  in grado di vedere. Non pareva un argomento particolarmente convincente.
James Holden  venuto a saperlo mentre era sulla stazione.
Quindi  stato lui a dirvi che sarebbe successa una cosa del genere? disse Clarissa, con tono dubbioso.
S.
E allora come fa a esserne sicura?
Non ne sono sicura, Claire disse Anna, appropriandosi del diminutivo datole da Tilly e tentando di creare un legame. Non ne sono sicura. Ma Holden crede che sia cos e, se ha ragione, le conseguenze sono troppo gravi per rischiare. Per cui il mio  un atto di fede.
Ci fu un lungo momento di silenzio. Poi una voce maschile disse: Clarissa, con chi stai parlando l dentro?
Anna impieg qualche istante prima di riconoscere Hector Cortez. Sapeva che era sul ponte con Ashford, ma in qualche modo il fatto di sapere che prendeva le parti degli uomini che avevano ucciso Bull era troppo da accettare. Dovette trattenersi dal maledirlo.
Anna vuole che apra il portellone dell'ascensore per far entrare i suoi in plancia. Vuole che l'aiuti a impedire ad Ashford di distruggere l'Anello. Dice che uccider tutti quelli che sono ancora sulla Terra, se lo faremo.
Non starla a sentire disse Cortez.  solo spaventata.
Spaventata? grid Anna. Li sente quegli scoppi, Hector? Sono spari. Ci stanno piovendo addosso pallottole in questo stesso momento. Lei  chiuso laggi, comodo e al sicuro sul ponte di comando, a pianificare qualcosa che non capisce nemmeno, mentre io rischio di farmi sparare addosso pur di fermarvi. Chi  quello che  spaventato, qui?
Lei  spaventata di fare i sacrifici necessari per proteggere la gente che ci siamo lasciati alle spalle. Sta solo pensando a s stessa berci lui di rimando. Anna ud il rumore di una porta che si chiudeva in sottofondo. Qualcuno aveva chiuso la porta della stazione di sicurezza per impedire che quella discussione potesse essere sentita sul ponte. Se era stata Clarissa, era un buon segno.
Clarissa disse Anna, mantenendo la voce pi calma che poteva mentre alle sue spalle continuava la sparatoria. Claire, le persone fuori dal portellone verranno uccise se non lo apri. Sono in trappola. Stanno arrivando per ucciderli.
Non cambi argomento disse Cortez.
Ci sono Holden e Naomi, l fuori continu Anna, ignorandolo. E c' anche Bull. Ashford li far ammazzare tutti.
Non sarebbero stati in pericolo, se non avessero attentato al giusto comando di Ashford intervenne Cortez.
Sono tre persone che hanno fatto tutte la scelta di darti una seconda possibilit disse Anna. Bull ha scelto di proteggerti dalla vendetta della flotta delle Nazioni Unite, quando non aveva nessun motivo di farlo. Quando gliel'ho chiesto, Naomi ti ha perdonata per averla quasi uccisa. Holden ha acconsentito a non farti del male, nonostante le molte provocazioni da parte tua.
Quelle persone sono criminali... cerc di interloquire Cortez parlandole addosso, ma Anna mantenne un tono imperturbabile e continu.
Quelle persone, persone capaci di perdonare, che cercano di aiutare gli altri; persone che sacrificano la loro vita per degli sconosciuti, sono dall'altra parte di quel portellone, e stanno morendo. Non ho bisogno di crederci per saperlo.  un dato di fatto. Sta succedendo in questo stesso momento.
Anna fece una pausa, in cerca di un segnale che Clarissa la stesse ascoltando. Perfino Cortez aveva smesso di parlare. La stazione di comunicazione emetteva un fruscio basso, unico segno che era ancora attiva.
Quelle sono le persone che ti sto chiedendo di aiutare disse Anna. E la persona che ti sto chiedendo di tradire  un uomo che uccide gente innocente secondo la propria convenienza. Lascia perdere la Terra, l'Anello, e qualsiasi possibile atto di fede. Chiediti questo: vuoi davvero lasciare che Ashford uccida Holden e Naomi? Nessun atto di fede. Solo questa semplice domanda, Claire. Puoi davvero lasciarli morire? Che cosa hanno scelto, loro, quando gli  stata fatta questa stessa domanda su di te?
Anna sapeva che stava insistendo, che si stava ripetendo. Ma dovette comunque forzarsi per smettere di parlare. Non era abituata a cercare di salvare l'anima di una persona senza avercela davanti, per misurare l'effetto che avevano le sue parole in base alla sua reazione. Continuava a cercare di riempire quello spazio vuoto con altre parole.
Non mi piace l'idea che quelle persone vengano uccise, non pi di quanto piaccia a te disse Cortez. Pareva triste, ma fermo sulle sue posizioni. Ma  necessario un sacrificio. Sacrificare significa, letteralmente, rendere sacro.
Fa sul serio? disse Anna con una risata incredula e priva di gioia. Vuole davvero discutere di etimologia?
Ci che abbiamo di fronte, qui,  pi di quanto l'umanit sia pronta ad affrontare disse Cortez.
Non tocca a lei deciderlo, Hank disse Anna, puntando il dito verso la radio come se fosse l'uomo in persona. Pensi a tutti quelli che state uccidendo. Guardi quelli con cui vi siete messi, e mi dica in tutta coscienza che siete certi di fare la cosa giusta.
Argomenta per associazione? disse Cortez. Sul serio? Gli strumenti del Signore sono sempre stati difettosi. Siamo decaduti, ma ci che ci rende esseri morali  il fatto di avere la forza di volont di fare quel che dobbiamo, perfino di fronte alla prospettiva del castigo mortale. E proprio lei, tra tutti...
Il canale rimase in silenzio per un momento.
Cortez? disse Anna. Ma, quando udirono la voce di Cortez, non stava parlando con lei.
Clarissa, che stai facendo?
Clarissa sembrava calma, quasi mezzo addormentata. Ho aperto il portellone.

50.

Holden

Naomi si era attaccata al pannello di accesso sulla parete accanto al portellone pressurizzato del ponte di comando. Si era intrufolata per met al suo interno, e rimanevano visibili soltanto il suo stomaco e le gambe. Holden aveva agganciato le suole magnetiche dei suoi stivali accanto al portellone esterno della camera pressurizzata e aspettava istruzioni da lei. Di tanto in tanto Naomi gli chiedeva di provare ad aprire di nuovo il portellone, ma ogni tentativo fino a quel momento era fallito. Corin fluttuava accanto a lui, controllando il cunicolo dell'ascensore attraverso il mirino. Avevano visto un rapido lampo di luce molto pi in fondo, pochi minuti prima, che aveva fatto vibrare le paratie. Era successo qualcosa di violento ed esplosivo.
Holden, essendo passato al secondo ultimo momento della sua giornata, era giunto a guardare a tutta quella situazione con uno stanco umorismo. Per quanto riguardava la bont dei posti in cui morire, la piccola piattaforma tra la colonna dell'ascensore e quel portellone pressurizzato erano buoni come qualsiasi altro. Era una nicchia nella parete della colonna di tre metri di lato. Il pavimento, il soffitto e le paratie erano tutti dello stesso acciaio ceramico della chiglia esterna della nave. La parete di fondo era il portellone della camera stagna. La parte di fronte era lo spazio vuoto in cui avrebbe normalmente dovuto essere l'ascensore. Quantomeno, quando gli uomini di Ashford vi fossero precipitati addosso dal fondo del cunicolo, il pavimento della nicchia avrebbe potuto offrire una minima copertura.
Naomi si spost un poco di lato e scalci con una gamba. Holden la sentiva sul canale radio che grugniva per lo sforzo mentre tentava di afferrare qualcosa appena al di fuori della sua portata.
Preso disse lei, trionfante. Okay, prova adesso!
Holden premette il pulsante per aprire il portellone esterno della camera pressurizzata. Non accadde nulla.
Stai provando? chiese Naomi. Lui premette il pulsante altre due volte. S. Niente.
Accidenti. Avrei giurato che...
Corin si gir quel tanto che bastava per rivolgergli uno sguardo sarcastico, ma non disse niente.
La verit era che Holden era a corto di benzina emozionale. Aveva attraversato quel momento di verit esistenziale poco prima, quando era convinto che, restando vicino all'ascensore per far guadagnare un po' di tempo a Naomi, sarebbero stati i suoi ultimi momenti di vita; poi gli era stata concessa la grazia quando gli assalitori avevano scelto un altro percorso, ma Naomi si era trovata in pericolo, e per lui era stato anche peggio. E poi lei si era manifestata pochi minuti dopo, dicendo che Bull l'aveva mandata su per provare ad aprire il portellone mentre lui sarebbe rimasto in retroguardia.
Tutti i piani che avevano elaborato erano falliti in maniera spettacolare, con le vittime che si accumulavano passo dopo passo. E ora erano di nuovo ai loro ultimi momenti, con una porta chiusa alle spalle e gli scagnozzi di Ashford di fronte, senza nessuna via di scampo. Avrebbe dovuto essere terrificante ma, a quel punto, Holden si sentiva semplicemente assonnato.
Prova adesso disse Naomi. Holden premette il pulsante qualche volta senza nemmeno guardarlo.
Niente.
Forse... disse lei, spostandosi di lato e scalciando di nuovo con le gambe.
Due in arrivo disse Corin, con la voce dura che friggeva nel canale radio. Holden non aveva mai sentito la sua voce senza l'intermediario della radio. Si chiese se avesse quella stessa qualit anche dal vivo. And verso l'orlo della piattaforma e guard gi, mentre gli stivali magnetizzati avevano nuovamente ingannato la sua mente facendogli credere che esistesse di nuovo un su e un gi.
Guardando attraverso la lente ingrandente del mirino, vide due dei marine marziani che si precipitavano lungo il cunicolo pi rapidamente che le loro scadenti tute ambientali permettevano loro di fare. Non li riconobbe subito. Bull non era con loro.
Prova adesso disse Naomi.
Sono impegnato replic Holden, scrutando lo spazio alle spalle dei marine alla ricerca di inseguitori. Non ne vide.
Naomi sgusci fuori dal pannello di accesso e fluttu accanto a lui per vedere che cosa stesse accadendo. I marine procedettero lungo la colonna e verso di loro a gran velocit, si girarono all'ultimo momento e toccarono il soffitto con i piedi per fermarsi di colpo. Si spinsero via e atterrarono accanto a Holden, agganciandosi al pavimento con gli stivali magnetici.
Holden riusc a vedere attraverso i loro visori ora, e riconobbe il cecchino, Juarez, e una donna dalla pelle scura di cui non era mai riuscito a ricordare il nome.
Abbiamo perso il punto di copertura disse Juarez. Teneva il suo lungo fucile con una mano e un caricatore nell'altra. Caric l'arma e disse: Ultimo caricatore alla sua collega.
Lei si controll l'imbragatura e disse: Tre.
A rapporto disse Holden, passando in modalit di comando militare senza nemmeno accorgersene. Era stato tenente di marina. Juarez era soldato semplice. L'addestramento che avevano ricevuto riguardo a chi dovesse dare gli ordini e a chi dovesse seguirli in combattimento era duro a morire.
Ho abbattuto un nemico con un colpo alla testa, e credo che un secondo sia stato neutralizzato con gli esplosivi rimasti. Nessuna informazione sugli altri due. Potrebbero essere stati feriti o uccisi dall'esplosione, ma non possiamo contarci.
Bull? chiese Corin.
Era lui ad avere gli esplosivi.  stato lui ad abbattere il secondo nemico.
Bull ripet Corin, strozzandosi. Holden fu sorpreso di vedere i suoi occhi che si riempivano di lacrime. Dobbiamo andare a recuperarlo.
Negativo disse Juarez. L'ascensore  diventato una barriera.  al suo interno. Qualunque cosa facciamo per rimuovere attivamente il suo corpo degraderebbe attivamente la nostra posizione difensiva.
Vaffanculo disse Corin, con un passo minaccioso verso Juarez e le mani chiuse a pugno. Non lo molleremo cos...
Prima che potesse fare un altro passo, Holden l'afferr dall'imbragatura del fucile e la tir via dal pavimento, facendola ruotare e placcandola alla paratia pi vicina. Sent l'aria uscirle dai polmoni in un fiato sul canale radio.
Lo pianger pi tardi disse, senza lasciarla andare. Quando avremo finito. Quando piangeremo tutti quanti.
Lei gli afferr i polsi e, per un istante di tensione, Holden pens che l'avrebbe combattuto. Non era per niente sicuro di vincere una lotta in assenza di gravit con quella tozza agente di sicurezza. Lei per si limit a togliergli le mani dalla sua imbragatura, poi si spinse di nuovo verso il pavimento.
Ricevuto, signore disse.
Torni di guardia disse Holden, con tono pi gentile che poteva.
Corin torn verso il bordo della piattaforma. Juarez osserv la scena senza aggiungere altro. Dopo un momento di rispetto, disse: Qual  il piano, signore?
Naomi sta cercando di far aprire il portellone, ma senza successo. Far esplodere l'ascensore potrebbe avervi fatto guadagnare altri due minuti, ma potrebbe essere tutto ci che vi ha fatto guadagnare.
Cercheremo di sfruttarli al meglio disse l'altra marine con un mezzo sorriso. Juarez sghignazz e le diede una pacca sulla schiena.
Allora, questa sar la nostra ultima postazione difensiva. Abbiamo buona copertura e campo di tiro. Se mi dice bene sar in grado di spaccare un altro visore. Cass, perch non ti prendi quell'angolo l a destra? Corin pu restare a sinistra e io mi sistemer qui al centro. Holden potr girare qui dietro e aggiungersi al lato che sar pi sotto pressione.
Fece una pausa e annu verso Holden. Se lei  d'accordo, signore.
Sono d'accordo disse Holden. Anzi, ti cedo il comando strategico completo di questa posizione. Io cerco di aiutare Naomi con quel portellone. Mandate un grido se siete nei guai.
Juarez disattiv i magneti, poi balz per andare a piantare i piedi sul soffitto. Si raddrizz, con il lungo fucile allineato sopra la testa, dritto verso il condotto. Dal punto di vista di Holden, aveva l'aspetto di un pipistrello particolarmente ben armato che se ne stava appeso sul soffitto.
Movimento disse quasi subito.
Merda esclam la marine di nome Cass. Sono stati veloci ad attraversare quella barriera.
A quanto pare non sono passati del tutto, ma la parete si sta rigonfiando come se ci stessero scavando a forza un accesso.
Ho un'idea disse Naomi, e venne verso il bordo della piattaforma, poi sulla parete e infine verso la parte opposta della colonna dell'ascensore.
Dove stai andando? chiese Holden.
Il pannello fu la sua unica risposta prima di tirar via un portellone di accesso dalla paratia della colonna dell'ascensore e di entrarci dentro. Era abbastanza spazioso da nasconderla completamente. Holden non pensava che l dentro ci sarebbe stato qualcosa che potesse aiutarli a far aprire quel portellone, ma non gli importava. Naomi sarebbe stata nascosta, fintanto che restava l dentro. Gli uomini di Ashford forse non si sarebbero presi il disturbo di mettersi a cercarla. Probabilmente non avevano molte informazioni su chi si fosse reso partecipe dell'assalto alla sala motori.
Eccoli disse Juarez, fissando il corridoio attraverso il mirino telescopico. Ne restano due. La canna del suo fucile emise un unico lampo. Merda, mancato. Mand altri due lampi. Cass cominci a sparare con il suo fucile da assalto impostato in modalit colpo singolo, mirando con cura per ogni colpo. I loro assalitori erano a poco meno di un chilometro di distanza. Holden non era sicuro che sarebbe riuscito a colpire uno shuttle di trasporto parcheggiato, a quella distanza, e men che meno un bersaglio in movimento di taglia umana. Dopo aver passato un po' di tempo con Bobbie Draper, Holden sapeva che, se Cass stava gi sparando, era perch pensava di avere una possibilit concreta di mandare a segno qualche colpo. E non sarebbe stato lui a metterlo in discussione. Ottocento metri disse Juarez, con un tono di voce del tutto simile a quello che avrebbe usato per dire l'ora a uno sconosciuto. Settecentocinquanta. Spar di nuovo.
Cass fin il proprio caricatore, poi lo sostitu con un unico gesto fluido. Gliene rimaneva ancora uno. Holden prese tre caricatori dalla propria bandoliera e glieli lasci fluttuare accanto al gomito sinistro. Lei gli rivolse un cenno del capo per ringraziarlo, senza mai smettere di sparare. Juarez spar altri due colpi, poi disse: Finite. Continu a guardare nel mirino, dichiarando le distanze per Cass. Quando arriv a cinquecento metri, anche Corin apr il fuoco.
Tutto molto coraggioso, pens Holden. Nessuno di loro era il genere di persona che mollava, qualunque fossero le possibilit di successo. Ma era anche vagamente insensato. Juarez aveva l'unico fucile che poteva essere considerato anche soltanto lontanamente una minaccia per dei soldati dotati di corazze da ricognizione allo stato dell'arte, aveva usato tutti i suoi proiettili ed era riuscito a farne fuori uno soltanto. Per cui continuavano a scaricare una valanga di pallottole addosso ai nemici in avvicinamento, perch era cos che facevano quelli come loro, anche se non avevano nessuna speranza. Alla fine, Ashford avrebbe vinto. Se non fosse stato tanto scarico emotivamente, Holden ne sarebbe stato infastidito.
Le luci a LED nella colonna dell'ascensore si accesero di colpo, bagnandoli tutti con la loro luce bianca. I due soldati con indosso le corazze potenziate rubate stavano venendo loro incontro a tutta velocit. Prima che riuscisse a chiedersi come mai fosse tornata la corrente, Holden sent un tonfo proprio sotto i piedi. Una grossa sezione della paratia interna della colonna si apr scivolando di lato. L'ascensore di riserva fu lentamente inserito nel cunicolo da bracci meccanici idraulici, poi incassato sulle rotaie a parete. Le luci degli indicatori lampeggiarono sul pannello di controllo mentre il suo sistema operativo effettuava il ciclo di caricamento. Poi una luce sul pannello lampeggi rossa per tre volte e l'ascensore si precipit lungo le rotaie alla massima accelerazione.
Uh disse Juarez.
Quando l'ascensore di riserva si schiant sull'ascensore principale rimasto fermo a met percorso, l'impatto scosse le paratie della colonna talmente forte da far risuonare il casco di Holden come una campana.
Be'... disse Cass.
Corin si chin oltre l'orlo della piattaforma, guard gi e grid: Vaffanculo! attraverso il vuoto.
Pochi secondi dopo, Naomi fece capolino dal pannello di accesso. Li guard e li salut con la mano. Ha funzionato?
Holden scopr di essere troppo esausto per sentirsi sollevato. Credo di s.
La corazza  piuttosto robusta disse Juarez. Potrebbe essere ancora integra. A quella velocit, per, qualsiasi cosa c'era dentro adesso sar probabilmente in forma liquida.
Naomi usc sulla paratia della colonna dell'ascensore e cammin fino alla loro piattaforma. Non ci so fare con le pistole disse con tono quasi di scuse.
No, no disse Juarez, agitando le mani in un gesto di resa. Continua pure a fare quel che fai. Dimmi solo se ti sono d'intralcio.
Questo non risolve il problema della porta, per aggiunse Naomi, sempre con lo stesso tono.
Non potendola baciare con indosso una tuta ambientale, Holden le mise un braccio attorno alle spalle e la strinse al suo fianco. Mi va bene anche quando risolvi i problemi in cui stiamo per essere fatti a pezzi.
Corin, che si era voltata verso la camera stagna quando Naomi l'aveva menzionato, disse: Apriti, sesamo e il portellone esterno si apr, scivolando di lato.
Porca puttana disse Holden. Ha appena usato la magia per aprire quel portellone?
La luce verde di apertura stava lampeggiando rispose Corin.
Sei stata tu? chiese Holden a Naomi.
No.
Allora sar meglio restare cauti. Holden cedette il proprio fucile e le cartucce rimanenti a Juarez, poi estrasse la pistola. Juarez, quando si aprir il portellone interno lei andr per primo.
Cass annu e Naomi premette il pulsante di ciclo. Il portellone esterno si richiuse e, per due minuti di tensione, la pressione dell'atmosfera si assest. Quando finalmente si apr, tutti tranne Naomi avevano un'arma puntata verso il portellone.
Dall'altra parte non c'era nient'altro a parte un breve corridoio che terminava su un altro ascensore e un secondo corridoio che si dipartiva verso sinistra a met del primo.
Quello porta alla plancia disse Corin. Lungo cinque metri, ampio un metro e mezzo o gi di l. C' un portellone, ma si chiude soltanto in caso di decompressione di emergenza. O se qualcuno sul ponte di comando preme il pulsante di override.
E allora quello  il nostro obiettivo primario disse Holden. Cass, quando faremo irruzione lei scatti a destra e controlli la stazione di sicurezza. Juarez, lei a sinistra e cerchi di distogliere il fuoco di risposta da Cass. Corin e io saliremo su per il condotto e cercheremo di mettere le mani su Ashford. Se gli puntassimo una pistola contro, credo che finirebbe tutto subito. Naomi, tu resta qui ma sii pronta a salire di corsa quando ti chiamiamo. Prendere il controllo della nave toccher a te.
Un piano davvero del cazzo, tenente disse Juarez con un ghigno.
Ne ha uno migliore?
No, per cui diamoci da fare. Juarez incocc il fucile in spalla e si spost lungo il corridoio con passi corti e rapidi nei suoi stivali magnetici. Cass lo segu a breve distanza, con la mano posata sulla sua schiena. Holden and per terzo, con Corin nelle retrovie. Naomi rimase in attesa accanto all'ascensore, stringendo nervosamente la scatola degli attrezzi.
Quando raggiunsero l'incrocio, Juarez fece segno di fermarsi, poi si chin oltre l'angolo. Si tir indietro e disse: Mi sembra sgombro fino all'ingresso sul ponte. Quando andiamo, veloci. Non fermatevi per nessun motivo. Chi  pi aggressivo vince, qui.
Dopo un giro di assenso da parte di tutti, cont fino a tre, grid Via via via!, gir l'angolo e fu immediatamente colpito.
Era talmente inaspettato che Cass fece un passo indietro addosso a Holden. Juarez grid di dolore e si gett all'indietro nel corridoio. Una salva di proiettili si piant nelle paratie e sul ponte intorno a lui. Dopo il lungo silenzio del vuoto nella colonna dell'ascensore, il rumore di spari e dell'impatto dei proiettili era disorientante. Assordante.
Cass e Holden afferrarono Juarez per un braccio e lo tirarono via dalla linea di fuoco. Mentre Cass copriva l'incrocio, Holden controll le ferite di Juarez. Era stato colpito al fianco, a un braccio e a un piede. Nessuna delle ferite sembrava immediatamente letale, ma l'avrebbero dissanguato in poco tempo. Holden lo tir indietro lungo il corridoio fino alla camera stagna. Indic l'armadietto di emergenza finch Naomi segu il suo gesto e annu.
Fa' quel che puoi disse, e torn da Cass lungo il corridoio.
Quando le pos una mano sulla spalla per segnalarle la sua presenza, lei gli disse: Secondo il volume di fuoco, direi da dieci a dodici uomini. Per la maggior parte mitragliatori leggeri e pistole. Un fucile. Quel corridoio  un mattatoio. Da l non si passa.
Cazzo! grid Holden in preda alla frustrazione. L'universo continuava ad aspettare che fosse sbattuto ben bene, poi gli faceva intravedere un barlume di speranza soltanto per strapparglielo via un'altra volta.
Qual  il nuovo piano? chiese Corin.
Rispondere al fuoco, direi disse lui, poi si sporse di poco oltre l'angolo e spar tre colpi in rapida successione. Si scans in tempo per evitare una raffica di spari che dilani la paratia alle sue spalle. Quando gli spari diminuirono, Cass si lanci dall'altra parte. Una mossa rischiosa ma riusc a non farsi colpire, e cominci a sporgersi anche lei per far fuoco con il suo fucile d'assalto. Quando quelli risposero con un'altra salva di spari, Corin si sporse oltre Holden e lasci partire qualche colpo.
Prima che riuscisse a ritirarsi dalla linea di fuoco, una pallottola le attravers il braccio della tuta ambientale, facendo schizzare per aria l'imbottitura bianca e il gel sigillante nero.
Non colpita, non colpita grid lei, e Cass si sporse per sparare di nuovo e mantenere i difensori sotto pressione.
Holden gett uno sguardo indietro, lungo il corridoio, e vide Naomi che stava togliendo la tuta a Juarez, applicando bende sulle ferite aperte mentre procedeva.
Un'altra raffica di spari costrinse Cass e Corin a ripararsi. Quando cess per un istante, Holden si sporse e spar qualche altro colpo.
Era cos che facevano quelli come loro, anche se non avevano nessuna speranza.

51.

Clarissa

Che diavolo hai fatto? grid Ashford. Aveva il viso gonfio e paonazzo. La rabbia gli tirava indietro le labbra come un cane che snudava le zanne. Clarissa sapeva che avrebbe dovuto avere paura. Avrebbe dovuto provare qualcosa. Invece si limit a fare spallucce, come quando aveva quattordici anni, e ripet le stesse parole.
Ho aperto il portellone.
Un uomo apparve sulla soglia per una frazione di secondo, e gli uomini di Ashford aprirono il fuoco, respingendolo.
Abbiamo cinque intrusi nel corridoio comunic uno degli uomini di Ashford. Guardava lo schermo delle telecamere di sicurezza. Tre donne, due uomini. Una di loro  Corin. Credo che ci sia anche Jim Holden.
Ashford scosse la testa, disgustato.
Perch cazzo li hai lasciati entrare qui? chiese. Il suo tono di voce trasudava acido.
Non li ho uccisi disse Clarissa. Per cui nemmeno tu puoi farlo.
Era sconvolta disse Cortez, mettendosi tra lei e Ashford. Facendole scudo col proprio corpo. Ha capito male una cosa che ho detto. Non si  trattato di un atto malizioso, capitano. La ragazza ha soltanto...
Qualcuno le spari ordin Ashford.
No! grid Cortez. Sembrava che qualcuno stesse per sparare a lui.
La guardia pi vicina si volt. La canna della sua pistola sembr improvvisamente enorme ma, quando ci fu lo sparo, non venne da l. Una forma - forse donna, forse uomo - si mostr per un istante in fondo al corridoio che portava al ponte, e il frastuono di una raffica di spari riemp la stanza. Clarissa, dimenticata, si spinse di nuovo attraverso la porta dell'ufficio di sicurezza. Cortez la segu, con le mani sulle orecchie per proteggersi dal rumore o dalle pallottole, o forse da entrambi. Le pos una mano sulla spalla come per confortarla, ma non ottenne altro che di spingerla verso il pavimento, avvicinandosi al soffitto.
Oh mormor Cortez. Vorrei che non l'avessi fatto... Come vorrei che non l'avessi fatto.
Anna stava ancora parlando dal monitor della stazione di sicurezza, Radio Zona Lenta Libera, che continuava a fare la sua parte. Dal ponte provenne un nuovo crepitio di spari. Ashford grid: Ammazzateli! Ammazzateli tutti! Ma, per quel che poteva dirne lei, le guardie non si erano precipitate nel corridoio. Non serviva. Prima o poi, Holden e Naomi, e chiunque si fossero portati appresso, avrebbero finito i proiettili e sarebbero morti. Oppure sarebbe successo ad Ashford e ai suoi uomini, e poi Holden li avrebbe uccisi. In entrambi i casi, Clarissa non vedeva cosa potesse esserci di buono per s. E andava bene cos. Era per questo che era venuta l.
Sennonch...
Ha sentito quello che ha detto? Quello che ha detto Anna?
Anna Volovodov si sbaglia di grosso su ci che sta succedendo qui disse Cortez.  stato uno sbaglio permetterle di partecipare al progetto fin dall'inizio. Lo sapevo che avrei dovuto chiedere di far venire Muhammed al Mubi, al suo posto.
Ha sentito quello che ha detto?
Di che stai parlando, ragazza mia?
Ha detto che, se attacchiamo l'Anello, la stazione prender provvedimenti contro coloro che si trovano dall'altra parte. Contro tutti quanti.
Non pu saperlo per certo disse Cortez.  proprio il genere di cose che direbbe il nemico per trarci in inganno.
Non  stata lei puntualizz Clarissa.  stato Holden a dirglielo.
Lo stesso Holden che ha scatenato una guerra dicendo' cose alla gente?
Clarissa annu. Aveva dato il via ad almeno una guerra. Aveva distrutto la Protogen e, cos facendo, aveva messo in moto l'effetto domino che alla fine avrebbe distrutto la Mao-Kwik e suo padre. Era stato lui a fare tutto questo.
Per...
Non ha mai mentito. Tutte quelle cose che ha fatto... Non ha mai mentito, nemmeno una volta.
Cortez apr la bocca per rispondere, con il viso gi atteggiato in una smorfia di commiserazione. Prima che potesse farlo, ancora spari. Clarissa vide Cortez trasalire apertamente. L'aria si stava riempiendo dell'odore di polvere da sparo bruciata, e i riciclatori avevano attivato la modalit di filtro ad alto particolato. Riusciva a sentire la differenza dalle ventole. Probabilmente, nessun altro in plancia avrebbe avuto la minima idea di cosa significasse. Per loro sarebbe stato semplicemente un ronzio vagamente pi acuto. Se mai se ne fossero accorti.
Cortez si pass una mano tra i capelli.
Resta in disparte disse. Quando sar finita, quando avr chiuso con questa storia, parler con Ashford. Gli spiegher che non volevi mettere in discussione la sua autorit. Che  stato un errore. Ti perdoner.
Clarissa chin il capo. La sua mente era una massa di confusione, e la fame e la sparatoria non aiutavano di certo. Jim Holden era l fuori, in quel corridoio. L'uomo per cui si era spinta fin l, per infamarlo e distruggerlo, e ora non lo voleva pi morto. Suo padre era sulla Terra, e lei stava per salvare lui e tutti gli altri o per distruggere tutti quanti. Aveva ucciso Ren, e non c'era niente che potesse fare per rimettere a posto le cose. Nemmeno morire per lui.
Eppure era stata talmente sicura. Aveva sacrificato tanta parte di s. Aveva dato tutto, e alla fine non sentiva altro che un vuoto. Si sentiva sporca. Tutti i soldi, il tempo, e le persone che avrebbe potuto essere se non avesse idolatrato l'altare del suo cognome erano gi stati sacrificati. Ora aveva offerto la propria vita, solo che, dopo aver parlato con Anna, non era pi sicura che non sarebbe stato anche questo un sacrificio privo di senso.
La confusione e la disperazione erano come un ronzio nelle sue orecchie, e la voce che ne scaturiva era la sua: disprezzo e rabbia, e l'unica certezza a cui poteva aggrapparsi.
Chi  Ashford, per perdonarmi di qualsiasi cosa? disse.
Cortez sbatt le palpebre sorpreso, come se la vedesse per la prima volta.
E anzi, continu lei chi diavolo sei tu?
Si volt e si spinse delicatamente verso la soglia, lasciandosi Cortez alle spalle. Ashford e i suoi uomini erano tutti armati, tutti in attesa della raffica successiva. Ashford, allungatosi dietro il pannello di controllo, con la pistola davanti a s, sbatt il palmo della mano sui controlli.
Ruiz! grid. Aveva la voce roca. Da quante ore stavano aspettando l'arrivo di questa apocalisse? Clarissa riusciva ad avvertire la tensione del capitano. Siamo pronti a sparare? Mi dica che siamo pronti a sparare!
La voce della donna giunse stridula per la paura.
Pronti, signore. La rete  di nuovo in funzione. Il ciclo di diagnostica segnala tutto regolare. Per favore, non mi uccida. La prego.
Era fatta, quindi. E, con una comprensione quasi improvvisa, Clarissa seppe come sistemare le cose, se ne avesse avuto il tempo.
Appoggi la lingua sull'arcata superiore del palato e premette, effettuando due delicati giri antiorari. Le ghiandole aggiuntive del suo corpo presero vita come se l'avessero aspettata per tutto quel tempo, e il mondo si fece bianco per un istante. Clarissa pensava di aver gridato in quel primo accesso ma, quando torn in s - in qualcosa che era meglio di s - nessuno aveva mostrato reazioni. Puntavano tutti le loro armi verso il corridoio. Erano tutti concentrati sulla minaccia di James Holden, proprio come lo era stata lei. Tutti tranne Ashford. Aveva mollato l'arma, lasciandola fluttuare per aria mentre inseriva le coordinate di sparo per il laser. Ecco quanto aveva Clarissa per agire. Non era abbastanza. Perfino strafatta di droghe da combattimento, non sarebbe riuscita a fare quel che andava fatto prima che Ashford facesse fuoco con il laser.
Per cui lui divent il suo obiettivo numero uno.
Appoggi entrambi i piedi sullo stipite della porta e si spinse come una molla, allo scoperto, sulla plancia. L'aria pareva viscosa e spessa, come acqua senza galleggiamento. Una donna si sporse fuori copertura e spar verso Ashford, e gli uomini di Ashford risposero al fuoco, con fiammate che si stemperavano in fumo e poi tornavano ad accendersi. Clarissa non riusciva a vedere le pallottole, ma la scia che si lasciavano dietro persisteva per una frazione di secondo. Tunnel di niente nel niente. Si port le ginocchia al petto. Aveva quasi raggiunto Ashford. Il dito del capitano stava scendendo, pronto a toccare la schermata di controllo, pronto, forse, a far fuoco con il laser di comunicazione. Clarissa scalci pi forte che pot.
La sensazione dei suoi muscoli che si stiravano, dei legamenti e dei tendini che si spingevano oltre le loro possibilit massime, fu un dolore accecante ma non del tutto privo di gioia. Il suo tempismo era sfasato di pochissimo. Non colp Ashford al centro del corpo, ma alla spalla e alla testa. Sent l'impatto riverberarglisi attraverso tutto il corpo, sent la mascella chiudersi di scatto per il colpo. Ashford fu catapultato per aria, lontano dal pannello di controllo, con gli occhi che si sgranavano. Due delle guardie cominciarono a voltarsi verso di lei, ma Clarissa ripieg il corpo sulla base del sedile a smorzamento e si diede una spinta, allontanandosi da l. Le pistole mandarono lampi, una dopo l'altra, poi tutte e due insieme; era come guardare i lampi in una tempesta. Le pallottole sibilarono e Clarissa volteggi nell'aria, raccogliendo le braccia al corpo per aumentare la velocit di rotazione. Diventando proiettile.
Una delle donne nel corridoio si sporse e spar una raffica di pallottole per la stanza. Un colpo abbatt una delle guardie, e Clarissa guard la scena mentre si dirigeva verso la parete pi lontana. Era come vedere i fotogrammi di un vecchio film. La donna nel corridoio, la bocca dell'arma vibrante di fuoco, poi Clarissa si volt. La guardia, ancora immobile ma con il sangue che gli schizzava gi fuori dal collo e una minuscola onda che gli s'irradiava sulla pelle dal punto dell'impatto, come l'increspatura di una pietra gettata in uno stagno, poi Clarissa si volt. La guardia che cadeva all'indietro, con il sangue che schizzava fuori come una rosa che sbocciava. Clarissa sapeva che le sarebbe capitata la stessa cosa. Le droghe che le fluivano nel corpo, accendendole il cervello come un attacco di epilessia, non potevano cambiare le capacit della sua carne. Se una pallottola l'avesse colpita, non poteva evitarla. Per cui si limit a sperare che non l'avrebbero colpita e a fare quel che andava fatto.
Il pannello di accesso era aperto, con le interiora della nave ancora esposte. Afferr delicatamente il bordo del pannello, rallentando la sua corsa. Del sangue le fuoriusc dal palmo dal punto in cui il metallo le tagli la carne. Lei non lo percep come dolore. Soltanto una sorta di calore. Un messaggio da parte del suo corpo, che poteva anche ignorare. Lo smorzatore di sovratensione era sistemato dietro un pannello di controllo a griglia. Clarissa fece scivolare la mano fin l, sfiorando con le dita il pallido materiale ceramico modellato. L'indicatore di errore brillava verde. Clarissa fece un respiro profondo, afferr lo smorzatore, lo spinse verso il basso, gir e poi tir su. L'unit venne via tra le sue dita.
Ci fu uno sparo. Un graffio si apr sulla paratia di fronte a lei, facendo schizzare tutto intorno schegge di metallo. Le stavano sparando addosso. O attorno. Non aveva importanza. Gir l'unit sottosopra e la riposizion. L'indicatore dello smorzatore balugin rosso per un istante, poi divenne verde. Proprio come le aveva mostrato Ren. Pessima progettazione, pens Clarissa con un sorriso mentre teneva premuto il tasto di ripristino dello smorzatore. Lo scoppio di altri due spari le premette sui timpani come un pugno. Il tempo vacill. Clarissa non sapeva quanto a lungo fosse rimasta l a tenere il tasto di ripristino, se l'avesse spento e riacceso. Pens che doveva essere partito, ormai, ma il tempo era cos inaffidabile... Il mondo vacill di nuovo. Clarissa stava crollando.
Il display dello smorzatore pass al rosso. Clarissa sorrise e si rilass. Visualizz l'errore di sistema in cascata come se fosse la nave stessa. Una rilevazione sbagliata che provocava la successiva, che provocava la successiva, con i livelli di errore in rapido incremento. Il sistema nervoso della Behemoth che percepiva un pericolo che non era in grado di definire. Che faceva quel che poteva per mantenersi in sicurezza, o per lo meno per assicurarsi che la situazione non peggiorasse.
Chiudere tutto.
Clarissa si volt. Ashford era in piedi sul suo sedile, con le cinture strette in una mano e i piedi premuti sul gel. La sua bocca era un baratro aperto di rabbia. Anche due dei suoi uomini si erano spostati per fronteggiarla, con le pistole puntate su di lei e il viso quasi completamente inespressivo.
Alle loro spalle, lontano, dall'altra parte del ponte, Cortez si stagliava sulla soglia dell'ufficio di sicurezza. Aveva il viso come una maschera di afflizione e sorpresa. Non era, pens Clarissa, un uomo che affrontava bene l'inaspettato. Doveva essere dura, per lui. Non si era accorta quanto somigliasse a suo padre. Forse era qualcosa nella forma della mascella. O erano gli occhi...
Le luci sfarfallarono. Clarissa sent il proprio corpo cominciare a tremare. Era finita. Per lei, per tutti loro. Il primo spasmo del collasso le tir la schiena come un crampo. Sent salirle dentro una nausea crescente. Non le importava.
Ce l'ho fatta, Ren, pens. Mi hai mostrato come fare, e io l'ho fatto. Credo di aver appena salvato tutti quanti. L'abbiamo fatto insieme.
Ashford afferr la sua pistola dal punto in cui fluttuava e si volt verso di lei. Clarissa ud il suo grido come se fosse carne che si strappava. Alle sue spalle, anche Cortez stava gridando, lanciandosi attraverso lo spazio. Nella mano dell'anziano sacerdote c'era un taser a contatto, e il rimorso sul suo viso era gratificante. Era bello sapere che, in qualche modo, aveva a cuore quel che le sarebbe successo. Le luci mandarono un lampo e si spensero nel momento in cui Ashford puntava la canna della pistola verso Clarissa. Le luci di emergenza non si attivarono.
Tutto fu buio e poi, per un istante, luce. Poi di nuovo buio.

52.

Holden

Holden espulse il caricatore svuotato e allung una mano per prenderne un altro. Le sue dita incontrarono soltanto uno spazio vuoto nel punto in cui si aspettava di trovarlo. Non aveva gestito bene le munizioni. Avrebbe voluto conservare perlomeno un caricatore di riserva. Corin sparava davanti a lui con il fucile. Aveva delle munizioni di riserva in cintola. Senza chiederle il permesso, Holden cominci a toglierle i caricatori dal cinturone e a riempire il suo. Lei spar ancora qualche colpo e aspett che finisse. Era quel tipo di scontro a fuoco.
Cass era china oltre l'angolo, intenta a sparare. Il fuoco di risposta colpiva dappertutto, dal suo lato, tranne il punto in cui era lei. Holden stava per gridarle di rimettersi in copertura quando le luci si spensero.
Non erano solo le luci. La sua situazione fisica cambi in cos tanti modi, tutti insieme, che il suo rombencefalo non riusc a tenere il passo. Gli disse di sentirsi nauseato tanto per prevenire l'eventualit che fosse stato avvelenato. Lavorava con algoritmi di risposta vecchi di cinquanta milioni di anni.
Holden croll in ginocchio in preda alla nausea, la comparsa della gravit essendo uno dei molti cambiamenti in atto. Le sue ginocchia picchiarono sul ponte perch non indossava pi una pesante tuta ambientale. Il che significava che poteva anche respirare l'aria, sentirne l'odore. Aveva un vago odore paludoso, sulfureo. Il suo orecchio interno non segnal nessun Coriolis, per cui non erano in rotazione. Non c'erano rumori di motori, per cui la Behemoth non era in accelerazione.
Holden tast incerto il terreno intorno a s. Pareva terra. Terreno umido e brecciolino. E qualcosa che sembrava vegetazione muschiosa.
Oh. Ehi, scusa disse una voce. Miller. L'intensit d'illuminazione aument senza nessuna fonte visibile. Holden era in ginocchio, nudo, nel bel mezzo di un ampio pianoro di quel che appariva essere un misto di muschio ed erba. Faceva buio come in una notte illuminata dalla luna, ma in alto non brillava nessuna luna, n stelle. In lontananza era visibile qualcosa di simile a una foresta. Pi oltre, montagne. Miller era a pochi metri da lui, con gli occhi fissi verso il cielo, con indosso il solito, vecchio completo grigio e il cappello buffo. Teneva le mani in tasca, con la giacca che s'infeltriva intorno.
Dove... fece per dire Holden.
Questo pianeta era in catalogo. Il pi simile alla Terra che potessi trovare. Pensavo che sarebbe stato tranquillizzante.
Sono davvero qui?
Miller rise. Qualcosa era cambiato, nel suo timbro di voce, dall'ultima volta che Holden aveva parlato con lui. Sembrava sereno, integro. Vasto. Ragazzo, nemmeno io sono qui. Ma avevamo bisogno di un posto in cui parlare, e questo mi sembrava pi carino di un vuoto bianco. Ho un po' di risorse libere, adesso.
Holden si alz, imbarazzato di ritrovarsi nudo, anche se in una simulazione, ma senza possibilit di cambiare le cose. Se per quella era davvero una simulazione, la cosa comportava altri problemi.
Sono ancora in una sparatoria?
Miller si volt, senza metterglisi del tutto di fronte. Come?
Mi trovavo nel mezzo di una sparatoria quando mi hai portato via. Se questa  soltanto una simulazione all'interno della mia mente, significa che io mi trovo ancora in mezzo alla sparatoria? Sono per caso riverso per aria, con gli occhi rivoltati all'ins o cose del genere?
Miller sembr dispiaciuto.
Pu darsi.
Pu darsi?
Pu darsi. Senti: non te ne preoccupare. Non ci vorr molto.
Holden si alz per andargli vicino, per guardarlo dritto negli occhi. Miller gli rivolse il suo sorriso da bassotto triste. I suoi occhi brillavano di un blu elettrico.
Ci siamo riusciti, vero? Siamo scesi sotto la soglia energetica?
S. E ho convinto la stazione a credere che foste essenzialmente terra e sassi.
Significa che abbiamo salvato la Terra?
Be' rispose Miller con un piccolo gesto delle mani a indicare spallucce. Abbiamo anche salvato la Terra. Non  mai stato il piano principale, ma  un bel bonus.
Meno male che t'importa qualcosa...
Oh disse Miller con quella stessa risata vagamente spaventosa. Non m'importa assolutamente. Voglio dire, mi ricordo di essere stato umano. La simulazione  buona. Ma mi ricordo che m'importava senza davvero che m'importasse, se hai presente che intendo.
Okay.
Oh, ehi! Guarda qui disse Miller, indicando il cielo nero. Immediatamente, il cielo fu pieno di luminosi Anelli blu. I mille e pi portali della zona lenta, che orbitavano intorno a loro come i semi di dente di leone di Alex, visti dal centro del fiore. Abracadabra! disse Miller. Come un unico elemento, i portali cambiarono colore e divennero specchi che riflettevano migliaia di altri sistemi solari. Holden riusciva a vedere di fatto le stelle aliene, e tutti i mondi che orbitavano vorticosamente intorno a loro. Immagin che Miller si stesse concedendo una piccola licenza artistica con la simulazione.
Ud un gracidio ai suoi piedi e guard gi; vide qualcosa che assomigliava a una rana dagli arti allungati, con la pelle grigiastra e priva di occhi visibili. Aveva la bocca piena di piccole zanne aguzze, e Holden divenne improvvisamente molto cosciente dei suoi piedi nudi a poche decine di centimetri dalla creatura. Senza nemmeno abbassare lo sguardo, Miller scalci via la creatura con la scarpa. La rana sgusci via per il campo sui suoi arti troppo lunghi.
I portali sono tutti aperti, l fuori?
Miller gli rivolse uno sguardo incuriosito.
Hai presente, no? continu Holden. Nella realt.
Cos' la realt? chiese Miller, alzando gli occhi verso i portali vorticanti e il cielo notturno.
Il posto in cui vivo, forse?
S, certo. I portali sono tutti aperti.
E ci sono flotte di mostri invasori pronte a riversarsi fuori per ammazzarci tutti?
Non ancora disse Miller. Il che  piuttosto interessante, peraltro.
Stavo scherzando.
Io no disse Miller. Era un rischio calcolato. Ma, per il momento, sembra tutto a posto.
Possiamo attraversare quei portali, per. Possiamo andare l.
Potete disse Miller. E, conoscendovi, lo farete.
Per un istante, Holden si dimentic di Ashford, della Behemoth, delle morti e delle violenze e delle migliaia di altre cose che l'avevano distratto dal luogo in cui si trovavano veramente. Da ci che stavano facendo veramente.
Da ci che significava tutto questo.
Sarebbe sopravvissuto e avrebbe visto l'umanit diffondersi tra le stelle. Lui e Naomi, i loro figli, e i figli dei loro figli. Migliaia di mondi, nessuna restrizione alla procreazione. Una nuova et dell'oro per la specie umana. Ed era stata la Nauvoo a renderlo possibile, in un certo senso. Fred poteva dirlo ai Mormoni. Magari non gli avrebbero pi fatto causa, ora.
Wow disse.
S, adesso vedi di non entusiasmarti troppo disse Miller. Continuo ad avvisarti. Angoli e porte, ragazzo.  l che ti pizzicano. Gli umani sono troppo fottutamente stupidi per dar retta. Be', imparerete abbastanza presto, e non  compito mio fare da balia alla specie umana durante i prossimi passi.
Holden gratt il terreno con l'alluce. Quando fu graffiato ne fuoriusc un fluido chiaro che profumava di miele. Quel mondo era nel catalogo della stazione, aveva detto Miller. Potrei abitare qui, un giorno. Quel pensiero era stordente. Il cielo mut e ora tutte le navi che erano state intrappolate intorno alla stazione erano visibili. Si allontanavano lentamente le une dalle altre. Le hai lasciate andare?
Non sono stato io. La stazione ha rimosso il blocco disse Miller. E ho azzerato permanentemente il sistema di sicurezza. Non serve a niente.  solo un incidente che aspetta di accadere nel momento in cui una di voi scimmie infiler un dito dove non deve. Quel succhiacazzi di Ashford crede davvero di poter danneggiare i portali?
E ci sono mondi come questo dall'altra parte di tutti quei portali?
Alcuni, pu darsi. Chiss? Miller si volt per guardare di nuovo Holden, con gli occhi blu misteriosi e pieni di segreti. Qualcuno ha combattuto una guerra qui, ragazzo. Una guerra che ha investito questa galassia e forse di pi. La mia squadra ha perso, e ora sono morti tutti. Andati, da un paio di miliardi di anni. Chiss cosa  in attesa dall'altra parte di quei portali?
Lo scopriremo, immagino rispose Holden, facendo il gradasso ma sentendosi intimorito malgrado tutto. Angoli e porte ripet Miller. Qualcosa nella sua voce fece capire a Holden che era l'ultimo avvertimento.
Alzarono gli occhi al cielo, osservando le navi che si allontanavano lentamente. Holden attese di veder volare i primi missili, ma non successe. Stavano tutti facendo i bravi. Forse quello che era successo a bordo della Behemoth aveva cambiato le persone. Forse si sarebbero portati appresso quel cambiamento nel posto da cui erano venuti, e avrebbero contagiato altre persone. Era una speranza ambiziosa ma Holden era un ottimista impenitente. Dare alla gente le informazioni di cui aveva bisogno. Fidarsi che avrebbe fatto la cosa giusta. Non conosceva nessun altro modo di fare le cose.
O forse le navi in movimento erano solo un giochino di Miller e della sua simulazione, e l'umanit non aveva imparato un bel niente.
Be' disse Holden, dopo qualche minuto passato a guardare il cielo in silenzio. Grazie della visita. Immagino che farei meglio a tornare alla mia sparatoria.
Non ho finito, con te disse Miller. Il tono era scherzoso, ma le parole cariche di presagi infausti.
Okay.
Non sono stato concepito per riparare le cose che rompe l'umanit disse Miller. Non sono venuto qui per aprire i portali a vostro beneficio e togliere il blocco affinch possiate andarvene.  stata una coincidenza. Ci che mi ha concepito si limita a costruire strade. E ora mi sta usando per scoprire cosa sia successo a quella civilt che si estendeva su pi galassie e che voleva la strada.
Che importanza ha, adesso, se sono tutti morti?
Non ne ha disse Miller con una stanca scrollata di spalle. Nemmeno un po'. Se impostassi il navigatore della Rocinante per portarti da qualche parte e poi morissi un secondo dopo, la Roci potrebbe decidere che la sua meta non ha pi importanza ed evitare di andare?
No rispose Holden, comprendendo e scoprendosi dentro una tristezza per quel costrutto di Miller che non avrebbe mai immaginato possibile.
Dovevamo collegarci con la rete. Ed  quello che stiamo cercando di fare, a prescindere dal fatto che la rete non ci sia pi. Quello che  venuto fuori da Venere  stupido, ragazzo. Sa fare soltanto una cosa. E non sa indagare. Io s, per. E mi ha preso. Per cui indagher anche se nessuna delle risposte che trover significher un cazzo per l'universo intero.
Capisco disse Holden. Buona fortuna, Miller. Io...
Ti ho detto che non ho finito, con te.
Holden fece un passo indietro, improvvisamente molto spaventato sulla piega che poteva prendere quella situazione. Che significa?
Significa, ragazzo, che avr bisogno di un passaggio.
Holden fluttuava liberamente all'interno di una tuta ambientale, nell'oscurit pi totale. C'era gente che gridava. Il rumore di uno sparo, poi il silenzio. Poi uno schianto elettrico e un gemito.
Fermi! grid qualcuno. Holden non riusc a situare quella voce. Cessate il fuoco, tutti quanti!
Poich la voce che lo ordinava aveva autorit, tutti fecero come diceva. Holden armeggi con i controlli sul suo polso e accese le luci della sua tuta. Il resto del suo equipaggio segu rapidamente il suo esempio. Corin e Cass erano ancora sane e salve. Holden si chiese quanto tempo fosse durata, nel mondo reale, la sua gitarella all'interno della simulazione.
Sono Hector Cortez disse la voce che aveva ordinato il cessate il fuoco. Che sta succedendo l fuori? Qualcuno lo sa?
 finita grid Holden di rimando, poi lasci che il suo corpo si rilassasse in un galleggiamento a mo' di corpo morto nel corridoio. Era cos stanco che dovette fare uno sforzo per non mettersi a dormire l dov'era.  finita. Potete riaccendere tutto.
La luce torn a poco a poco a illuminare il ponte mentre le persone tiravano fuori i loro terminali palmari o le torce d'emergenza.
Chiamate Ruiz disse Cortez. Fatele mandare quass una squadra per sistemare quello che ha fatto Clarissa. Abbiamo bisogno di ripristinare il sistema elettrico della nave. La gente che si trova nel tamburo sar in preda al panico, a quest'ora. E fate salire una squadra medica.
Holden si chiese dove fosse finito Ashford e perch al comando ci fosse questo Cortez. Ma stava dicendo le cose giuste da dire, per cui Holden lasci fare. Si spinse fino in plancia, pronto ad aiutare dove poteva ma tenendo le mani vicino alla pistola. Cass e Naomi si scambiarono i ruoli con Juarez, per permettere a Naomi di dare una mano con le riparazioni.
Clarissa, alias Melba, fluttuava accanto a un pannello di accesso, con del sangue che fuoriusciva da una ferita. Cortez vi stava premendo sopra una fasciatura d'emergenza. Ashford fluttuava per la stanza, con la bocca aperta e i muscoli in preda a piccoli spasmi involontari. Holden si chiese se il capitano fosse morto, poi se ne disinteress.
Naomi. Chiama gli uffici radio. Vedi se a loro se funzionano le comunicazioni. Informati su Anna, Monica e Amos. Poi cerca di contattare la Roci. Ho una gran voglia di portare il culo fuori di qui.
Lei annu e cominci a inoltrare le richieste di collegamento.
Vivr? chiese Holden all'uomo dai capelli bianchi che medicava Clarissa.
Credo di s rispose lui.  stata lei a fare tutto questo aggiunse, con un gesto della mano intorno a s a indicare l'assenza di luci e di corrente.
Ah disse Holden. Suppongo di potermi rallegrare di non averla fatta buttare fuori da un portellone.

53.

Clarissa

Si svegli in manette, avvertendo il dolore prima ancora di capire dove fosse ferita. Conscia che c'era qualcosa che non andava prim'ancora di poter cominciare anche soltanto a mettere insieme una qualche storia, un quadro che riuscisse a dare a quella sconnessa, confusa matassa di sensazioni una qualche parvenza di sensatezza. Anche quando riacquis le parti pi astratte del suo io - il suo nome, dove si trovasse - Clarissa era ben conscia di essere compromessa. Che c'era qualcosa che non andava in lei.
La stanza era sporca, l'aria di qualche grado troppo calda. Era sdraiata su un lettino sottile, che puzzava di sudore, con una flebo che le pendeva sopra la testa. Il significato di quell'oggetto impieg parecchio tempo a venirle in mente. La sacca di soluzione era appesa. Non fluttuava. C'era gravit. Non sapeva se si trattasse di rotazione o di accelerazione, o perfino la tranquilla pressione di massa contro massa derivata dall'essere su un pianeta. Non disponeva del contesto necessario per saperlo. Sapeva solo che era bello avere di nuovo peso. Significava che qualcosa era andato per il verso giusto. Qualcosa stava funzionando.
Quando chiudeva gli occhi, sognava di aver ucciso Ren, che l'aveva nascosto all'interno del proprio corpo e per cui doveva impedire a chiunque di farle una radiografia per paura che potessero trovarlo in lei. Era un piacere svegliarsi e ricordarsi che lo sapevano gi tutti.
A volte veniva a trovarla Tilly, e si sedeva sul bordo del letto. Aveva la faccia di chi aveva pianto. Clarissa avrebbe voluto chiederle che cos'aveva, ma non ne aveva la forza. A volte c'era Anna. La dottoressa che la curava era una bella donna anziana con gli occhi di chi aveva visto tutto. Cortez non veniva mai. Il sonno e la veglia avevano perso i confini. Come anche la guarigione e la malattia. Era difficile, se non impossibile, tirare una linea di demarcazione netta tra le cose.
Una volta si svegli al suono di voci, di una voce odiata, di Holden. Era in piedi in fondo al suo letto, con le braccia incrociate sul petto. Accanto a lui c'era Naomi, e poi gli altri. Quello pallido che aveva l'aspetto di un autista di camion e quello scuro che sembrava un maestro delle elementari. Amos e Alex. L'equipaggio della Rocinante. Le persone che non era riuscita a uccidere. Era contenta di vederli.
Non  assolutamente possibile disse Holden.
Guardatela disse Anna. Clarissa aveva girato il capo per vedere la donna che aveva alle spalle. La sacerdotessa pareva invecchiata. Consumata. O forse distillata. Bollita fino a diventare l'essenza di s stessa. Era anche molto bella. Bella e terribile, e irremovibile nella sua passione. Ce l'aveva in viso. Rendeva difficile guardarla. Verr uccisa.
Alex, il maestrino, alz una mano.
Intende dire che sar processata nella corte di un tribunale, con un avvocato, per aver ammazzato una vagonata di persone che sappiamo tutti benissimo che ha ammazzato.
 vero, pens Clarissa. L'ho fatto. Sopra di lei, Anna giunse le mani premendole con forza.
Intendo dire che  quel che voglio che succeda disse Anna. Un processo. Avvocati. Giustizia. Ma ho bisogno che qualcuno la porti in sicurezza da qui fino alle corti su Luna. Con l'inizio dell'evacuazione, disponete dell'unica nave indipendente di tutta la zona lenta. Siete l'unico equipaggio di cui mi fidi che possa portarla fuori di qui sana e salva.
Naomi guard verso Holden. Clarissa non riusc a interpretare l'espressione di quella donna.
Non ho intenzione di caricarla sulla mia nave disse Holden. Ha cercato di ammazzarci. E con Naomi ci  quasi riuscita.
Vi ha anche salvato entrambi disse Anna. Insieme a tutti gli altri.
Non sono sicuro che essere una persona decente stavolta significhi che sono in debito con lei disse Holden.
Non sto dicendo che sia cos disse Anna. Ma se non la trattiamo con lo stesso principio di giustizia che chiederemmo per noi stessi...
Senti, Rossa disse Amos. Tutti quanti, in questa stanza, a parte forse te e il capitano, abbiamo una morale piuttosto flessibile. Nessuno di noi ha le mani pulite. Non  questo il punto.
 una questione strategica concord Alex.
Ah, s? disse Holden.
S disse Naomi. Anche facendo finta che non sia un pericolo in s e per s, il fatto di prenderla a bordo anche soltanto per trasportarla fino a un luogo sicuro ci metterebbe a repentaglio di fronte a tre differenti sistemi legali, e la nostra situazione  gi... delicata', per usare un eufemismo.
Clarissa allung una mano, prese la maglietta di Anna tra le dita e la tir come fosse una bambina con la madre.
Va bene gracchi. Lo capisco. Va bene cos.
Quanto? chiese Anna. Poi, vedendo i loro sguardi interdetti: Se si tratta solo di soppesare i rischi e i benefici, quanto ci vorrebbe perch per voi ne valga la pena?
Pi di quanto lei non abbia disse Holden, ma c'era un tono di scuse nella sua voce. Non voleva deludere Anna e non voleva fare quel che lei gli chiedeva di fare. Non poteva uscirne vincente.
E se comprassi la Rocinante? disse Anna.
Non  in vendita disse Holden.
Non da voi. Conosco i vostri problemi legali. Se comprassi la Rocinante da Marte, e ve ne trasferissi tutti i diritti di propriet, liberi da vincoli?
Vuole comprare una nave da guerra? disse Alex. Possono fare una cosa del genere, le chiese?
Sicuro disse Holden. Lo faccia, e io la porter fuori da qui.
Anna alz un dito, poi tir fuori il terminale dalla tasca. Clarissa vedeva la sua mano tremare. Anna picchiett sullo schermo e, pochi secondi pi tardi, una voce familiare giunse dalla scatoletta.
Annie disse Tilly Fagan. Ma dove sei? Sto bevendo un cocktail con mezza dozzina di personaggi molto importanti, e mi stanno facendo annoiare a morte. Il minimo che potresti fare  venire su e lasciare che ti adulino per un po'.
Tilly disse Anna. Ti ricordi di quel costoso favore che mi devi? Ora so cos'.
Sono tutta orecchi disse Tilly.
Ho bisogno che tu acquisisca la Rocinante da Marte e che ne trasferisca la propriet al capitano Holden. Tilly rimase in silenzio. Clarissa riusc a farsi un'immagine plastica delle sue sopracciglia inarcate.  l'unico modo per proteggere Clarissa.
Il respiro che esal Tilly avrebbe potuto essere un sospiro o una risata.
Sicuro, che diavolo. Dir a Robert di farlo. Lo far. Sarebbe comunque meno di quanto otterrei con un divorzio. Nient'altro, cara? Vuoi che modifichi l'orbita del pianeta Terra, gi che ci siamo?
No, grazie disse Anna. Cos potr bastare.
Ci puoi giurare che potr bastare. Ora sbrigati a venire su. Davvero, sono tutti in adorazione per te, e sar molto pi divertente vederli mentre provano ad appiccicartisi addosso di persona.
Arrivo disse Anna. Ripose il terminale palmare in tasca e prese la mano di Clarissa tra le sue. Aveva le dita calde. Allora?
Holden era sbiancato in viso. Il suo sguardo pass da Clarissa ad Anna, poi di nuovo su Clarissa ed emise un lungo sospiro.
Uhm disse. Wow. Okay. Pu darsi che non andiamo subito a casa, per. Va bene lo stesso?
Clarissa tese una mano, stupefatta dal suo peso. Tutti gli altri impiegarono qualche istante per capire cosa volesse fare. Poi Holden, l'uomo per umiliare e assassinare il quale aveva smosso mari e monti, le strinse la mano.
Piacere di conoscerti gracchi lei.
Le misero una cavigliera medica impostata per poterla sedare su segnale di un qualsiasi componente dell'equipaggio, o se individuava un qualunque componente prodotto dalle sue ghiandole artificiali, o se lasciava il ponte equipaggio della nave. Erano tre chili di plastica modellata gialla che le stavano aggrappati alla gamba come un cirripede. Il trasferimento avvenne durante la cerimonia commemorativa. Il capitano Michio Pa, con il viso ancora bendato per via degli scontri, parl con ammirazione di Carlos Baca, di Samantha Rosenberg e di una dozzina di altri nomi, dopodich consegn le loro ceneri al vuoto. Poi ognuno dei comandanti delle altre navi appartenenti alla flottiglia pronunci qualche parola, a turno, di fronte alle telecamere sul ponte di comando della propria nave. Nessuno menzion mai Ashford, rinchiuso e sedato in una cella. Nessuno menzion mai Clarissa.
Era l'ultima cerimonia prima dell'esodo. Prima del ritorno. Clarissa la guard sul terminale palmare quando non guardava lo schermo che mostrava la vista esterna della navetta. La stazione aliena era inerte, ora. Non baluginava, non reagiva, non risultava sui sensori come niente di pi che una grossa palla di metalli combinati e strutture in carbonio, fluttuante in un vuoto privo di stelle.
Non torneranno tutti indietro, sai disse Alex. La squadra marziana sta pensando di restare qui, di pattugliare tutti i portali. Per vedere cosa c' dall'altra parte.
Non lo sapevo disse Clarissa.
Gi. Questo di adesso disse il pilota, con un gesto a indicare lo schermo dove un capitano delle Nazioni Unite parlava serio a favore di camera, con gli occhi duri come biglie e la mascella stretta contro il dispiacere del dover fare l'elenco dei suoi morti. Questo di adesso  il momento di calma. Prima c'era solo paura. Dopo, ci sar solo avidit. Ma questo... Sospir. Be',  un bel momento, comunque sia.
Vero disse Clarissa.
Allora, tanto per essere sicuri, stai ancora progettando di uccidere il capitano? Perch sai, se  cos, direi che quantomeno ci saresti debitrice di un preavviso.
No disse lei.
E se invece volessi farlo?
Direi comunque che non voglio farlo. Ma non voglio.
Mi sembra giusto.
Okay, Alex disse Holden dal fondo. Ci siamo?
Stavo giusto per bussare disse Alex. Picchiett sul pannello di controllo e sullo schermo apparvero le luci esterne della Rocinante. La nave brillava d'oro e argento nell'oscurit. Era come vedere un'intera citt dall'alto. Okay, ragazzi. Siamo a casa.
La brandina di Clarissa era pi spaziosa dei suoi quartieri a bordo della Cerisier ma pi piccola di quella della Prince. Per non doveva condividerla con nessuno. Era sua, per quanto qualcosa potesse essere suo.
Non aveva altri vestiti che una tuta spaziale con il nome Tachi stampato sul tessuto. Tutta la toiletteria era lo standard di navigazione. Niente era suo. Niente era lei. Se ne stava nella propria stanza, spingendosi fino alla cambusa e al bagno di testa quando ne aveva bisogno. Non era tanto paura, esattamente, quanto il desiderio di non voler essere d'ingombro. Non era la sua nave, era la loro. Non era uno di loro, e non meritava di esserlo. Era un passeggero che pagavano, e non un biglietto che avevano mai voluto. La coscienza di quel fatto le pesava.
Col tempo, la branda cominci a sembrarle pi come la cella della Behemoth che altro. Era abbastanza da farla uscire un poco. Soltanto un poco, per. Aveva gi visto la cambusa nelle simulazioni, quando era intenta a pianificare un modo per distruggerla, dove posizionare il congegno di sabotaggio. Dal vivo sembrava diversa. Non esattamente pi piccola, n pi grande, ma diversa. L'equipaggio si spostava da un posto all'altro, attraversando lo spazio in un modo che le era precluso. Mangiavano i loro pasti e facevano le loro riunioni, ignorandola come se fosse stata un fantasma. Come se avesse gi perso il suo posto nel mondo.
Be' disse Holden, con voce tetra. Abbiamo un serio problema, qui. Abbiamo finito il caff.
C' ancora la birra disse Amos.
Gi disse Holden. Ma la birra non  caff. Ho inoltrato una richiesta alla Behemoth ma non ho ricevuto risposta, e non vedo come potremmo procedere nel vasto vuoto dell'ignoto senza caff.
Alex guard Clarissa e sorrise.
Al capitano non piace il caff fasullo che fa la Roci spieg. Gli fa venire l'aria al pancino.
Clarissa non rispose. Non era sicura di poterlo fare.
Non  vero disse Holden.  successo una volta sola.
Pi di una volta, capitano replic Amos. E, senza offesa, ma tutte le volte sembra che ti sia morto uno scoiattolo nel culo.
Okay disse Holden. Non avete nessun diritto di lamentarvi. Vi ricordo che sono stato io a pulire le vostre cuccette, dopo quell'esperimento con il gulasch alla vodka.
Non ha tutti i torti disse Alex. Quella roba era un vero schifo.
 vero, ho cacato pure l'intestino quella volta disse Amos, con espressione filosofica ma continuo a preferire quello alle scorregge da caff del capitano.
Alex fece finta di vomitare, e Amos fece vibrare le labbra sul palmo della mano, producendo un suono volgare. Naomi guardava dall'uno all'altro come se non sapesse se ridere o prenderli a sberle.
Non mi si gonfia la pancia protest Holden.  solo che preferisco il sapore del vero caff.
Naomi pos una mano sull'avambraccio di Clarissa e si chin verso di lei. Il suo sorriso era gentile e inatteso.
Ti ho mai detto quanto sarebbe bello avere un'altra donna a bordo? le chiese.
Era uno scherzo. Clarissa lo sapeva. Ma era uno scherzo che la includeva, e fu sorpresa dalle sue stesse lacrime.
Ho apprezzato le tue parole su Bull disse la voce di un uomo. Clarissa, mentre si spostava per la nave, non la riconobbe. Una voce sconosciuta all'interno di una nave spaziale catturava l'attenzione come un rumore strano nella sua stanza. Fece una pausa. Mi  stato amico per lunghi anni, e... E mi mancher.
Clarissa si spost e torn verso le cabine degli altri membri dell'equipaggio. La porta di Holden era aperta e lui sedeva sul suo sedile a smorzamento, intento a osservare il monitor. Invece dello schermo tattico con la posizione delle navi, della stazione, degli Anelli, a dominare l'immagine c'era il viso di un uomo. Clarissa riconobbe Fred Johnson, traditore della Terra e a capo dell'Alleanza dei Pianeti Esterni. Il Macellaio della Stazione di Anderson. Sembrava strano, con i capelli quasi completamente virati al bianco e gli occhi del giallo color d'avorio invecchiato.
Gli ho chiesto molto prosegu la registrazione. E lui mi ha restituito molto. Mi... Mi ha fatto riflettere. Ho la cattiva abitudine, capitano, di chiedere alle persone pi di quanto non possano dare a volte. Di esigere pi di quanto non sia giusto aspettarmi. Mi chiedo se non abbia fatto una cosa del genere anche con te.
Ma dai, dici sul serio? disse Holden allo schermo bench, da quanto poteva vedere Clarissa, non stesse registrando.
Se  cos, me ne scuso. Detto tra noi. Da un comandante all'altro. Rimpiango alcune delle decisioni che ho preso. Immagino che tu possa dire lo stesso, a modo tuo.
Ho deciso di mantenere la Behemoth sul posto. Invieremo terriccio e rifornimenti per cominciare ad avviare una produzione agricola all'interno del tamburo. Significa che la flotta militare dell'APE ha appena perso il suo pezzo grosso. Ma, a quanto pare, si sono aperte un migliaio di possibilit in quanto a pianeti da esplorare, ed essere in possesso dell'unica stazione di servizio dal casello in poi  una posizione troppo vantaggiosa per potervi rinunciare. Se tu e il tuo equipaggio vorrete aiutarci in questo sforzo, scortando navi da Ganimede verso l'Anello, potrebbe esserci una possibilit di contratto in ballo per voi. Questo  quanto, per la parte ufficiale. Parlane con gli altri e fammi sapere cosa decidere di fare.
Fred Johnson annu una volta a favore di camera e lo schermo si riemp del cerchio spezzato bianco dell'APE in campo blu. Holden si guard alle spalle. Clarissa vide che l'aveva vista.
Ehi disse lei.
Ehi.
Rimasero in silenzio per un momento. Lei non sapeva bene cosa dire. Anche lei avrebbe voluto scusarsi, seguire la strada che Fred Johnson le aveva appena mostrato, ma non ci riusciva.
Attese di vedere se Holden le sarebbe venuto incontro. Quando non lo fece, Clarissa si ritir verso le cabine dell'equipaggio. Si sentiva lo stomaco stretto e sconvolto.
Non erano amici. Non lo sarebbero mai stati, perch c'erano cose che non potevano essere rimesse a posto.
E lei se lo sarebbe dovuto far andare bene.
Amos puzzava di solventi e sudore. Di tutto l'equipaggio, era quello pi simile alle persone che aveva conosciuto. Soledad e Stanni. E Ren. Sal in cambusa con una saldatrice addosso e la maschera tirata sulla fronte. Quando la vide, le rivolse un sorriso.
Hai fatto un bel numero, l sotto disse Amos. Clarissa sapeva che, se ce ne fosse stata l'occasione, Amos sarebbe stato perfettamente soddisfatto di ucciderla. Ma, fino ad allora, si sarebbe dimostrato gioviale e alla mano. E per lei era pi importante di quanto non si sarebbe aspettata. Voglio dire, avevi un mech di recupero. Quelli sono fatti proprio per tirare via le lamiere d'acciaio.
Alla fine non ce l'avevo disse lei. Avevo finito le batterie. L'armadietto nella camera stagna sono stato io, a mani nude.
Davvero? disse lui.
Gi.
Be' disse Amos, prendendo un bulbo di caff finto dalla macchina e fluttuando verso il tavolo. In tal caso, direi che  piuttosto impressionante.
Clarissa se lo immagin mentre lavorava, con la maschera tirata gi a proteggere il viso, le scintille, il baluginio della sua grossa ombra accovacciata. Come Efesto, il fabbro degli di, intento a faticare nel suo mondo sotterraneo. Era il genere di associazioni tipiche di Clarissa Mao. Melba Koh avrebbe pensato soltanto alla temperatura dell'archetto, alla composizione delle placche che doveva saldare. Poteva avere entrambi quei pensieri, ma nessuno dei due era realmente suo.
Era alla deriva, ora. Pi avanti, quando la nave si sarebbe messa in marcia e l'accelerazione di gravit l'avrebbe inchiodata al ponte, sarebbe comunque rimasta alla deriva. Il suo mondo era stato costruito intorno a storie imperniate sulla sua identit. La figlia di Jules-Pierre, la sorella di Julie Mao, la caposquadra a bordo della Cerisier, lo strumento della vendetta di suo padre. Ora non era nessuno. Era un bagaglio a bordo della nave del suo vecchio nemico, in viaggio da una prigione all'altra, e non ne era nemmeno risentita. L'ultima volta che si era sentita tanto priva di identit forse era ancora nel sacco amniotico.
Qual era il problema?
Mmh?
Hai detto che ho fatto un bel numero. Qual era il problema?
Il portellone tra l'officina e questo ponte continua a incastrarsi. Da quando l'hai rovinato tu. Rimane mezzo aperto.
Hai controllato il braccio retrattile?
Amos si volt verso di lei, accigliandosi. Lei si strinse nelle spalle.
A volte gli attuatori di questi portelloni operano con un carico sbilanciato quando cominciano a usurarsi. Ne avremo cambiati quattro o cinque, durante il tragitto fin qui.
Ah, s?
Era solo un'idea disse lei. Poi, un attimo dopo: Quando torneremo su Luna mi uccideranno, vero?
Se sei fortunata, s. Le Nazioni Unite hanno ancora la pena di morte, ufficialmente, ma non la usano spesso. Immagino che finirai i tuoi giorni in una piccola cella. Se fossi in te, preferirei una bella pallottola.
Quanto tempo ci vorr per arrivare laggi?
Cinque settimane, pi o meno.
Rimasero in silenzio per un istante.
Mi mancher questo posto disse lei.
Amos si strinse nelle spalle.
Il braccio attuatore, eh? Vale la pena dargli un'occhiata. Ti va di darmi una mano?
Non posso disse lei, indicando la cavigliera che portava sulla gamba.
Merda, quello te lo posso riprogrammare. Perlomeno quanto basta per farti arrivare in officina. Ora ti troviamo una cintura per gli attrezzi, Zuccherino. Vediamo di aprire quell'affare.
Un'ora dopo, Clarissa stava passando le mani sullo stipite del portellone, alla ricerca del segno rivelatore degli inserti delle serrature. Sono stata io, pens. L'ho rotto io.
A che pensi, Zuccherino? le chiese Amos alle sue spalle.
 bello poter riparare qualcosa rispose lei.

Epilogo

Anna

Anna sedeva nella sala d'osservazione della Thomas Prince e guardava le stelle.
La sala aveva una forma di cupola, in cui ogni superficie piatta era uno schermo ad alta definizione che mostrava una vista a trecentosessanta gradi dell'esterno. Per Anna, sedere l era come volare attraverso lo spazio sulla panchina di un parco pubblico. Era diventato il suo posto preferito a bordo della nave, con le stelle che brillavano di vividi colori consistenti, senza nessuna atmosfera che le facesse vacillare. Sembravano cos vicine, ora. Come se, allungando un braccio, avesse potuto toccarle.
Il suo terminale palmare trill per ricordarle che era nel bel mezzo della registrazione di un videomessaggio. Anna cancell il tempo passato a fissare le stelle e riprese la registrazione.
Per cui, quella lettera da parte del vescovo della conferenza ecclesiastica si  rivelata essere una richiesta di incontro formale. A quanto pare, c' stato chi si  lamentato di me. Probabilmente Ashford.  immerso fino al collo nei suoi problemi con l'APE e trova ancora il tempo di creare problemi a tutti gli altri. Ma non ti preoccupare. Mi faranno domande, io risponder; ho delle ottime ragioni per cui ho fatto quel che ho fatto. Ho molteplici offerte di supporto da persone con cui ho lavorato all'interno della flotta. Probabilmente non mi serviranno. A proposito, ho invitato la mia amica Tilly Fagan a venirci a trovare a Mosca.  abrasiva e scontrosa, e non ha nessun tipo di filtro sociale. Ti piacer. Non vede l'ora di conoscere Nami.
Anna fece una pausa per allegare al messaggio una foto di Tilly. Nell'immagine, Tilly fissava in camera con gli occhi stretti, pochi secondi prima di dire ad Anna di toglierle quel cazzo di affare da davanti alla faccia'. Teneva una sigaretta in una mano, mentre l'altra puntava un dito accusatorio. Non era la foto pi bella che avesse di Tilly, ma era la pi veritiera.
A proposito di Nami, grazie mille per i video che mi hai mandato. Non riesco a credere a quanto sia diventata gigantesca. E va carponi in piena gravit come se fosse nata per farlo. Camminer di nuovo in tempo zero. Grazie per averla portata a casa. A volte vorrei essere semplicemente venuta con voi. La maggior parte delle volte, a dire il vero. Poi per penso a tutte le cose che ho fatto all'interno dell'Anello, e mi chiedo se la situazione sarebbe andata altrettanto bene se non avessi dato il mio contributo. Ti sembrer arrogante, un pensiero del genere, ma credo anche che Dio sospinga le persone verso i luoghi in cui devono stare. Pu darsi che io servissi qui. Ho sempre intenzione di farmi molto umile, quando torner. Con te, il vescovo, Nami la mia famiglia... Ho parecchie cose di cui scusarmi.
Con la stessa chiarezza che se fosse stata nella stanza, Anna ud Nono dire: Non chiedi mai il permesso, ti scusi solo dopo. Anna scoppi a ridere fino a farsi venire le lacrime agli occhi. Se le pul e disse in camera: Sei ancora qui, Nono. Ancora nella mia testa. Ma darei qualsiasi cosa pur di poterti abbracciare. La Prince impiegher un altro mese prima di tornare a casa.  un'eternit. Vi amo.
Prese il cuscino che si era portata appresso e se lo strinse forte al petto. Questo siete tu e Nami. Entrambe. Vi amo tantissimo, tutte e due.
Interruppe la registrazione e la invi, mandandola a volare verso Nono alla velocit della luce, sopravanzando la Prince. Mai abbastanza veloce. Si asciug le lacrime che le si erano accumulate agli angoli degli occhi.
Fuori, una vampata bianca illumin il cielo, seguita da una scia di fuoco lunga qualche centimetro. Un'altra nave della flottiglia che se ne tornava a casa. Doveva trattarsi di una delle navi scorta della Prince, per essere tanto vicina. Tornava, finalmente, ma senza molti dei marinai che aveva trasportato all'Anello. Ci sarebbero state famiglie che aspettavano il suo ritorno per riportare a casa i propri cari, e non avrebbero trovato altro che bandiere, medaglie postume e lettere di condoglianze. Non sarebbe bastato a riempire il vuoto che queste persone lasciavano dietro di loro. Non sarebbe mai stato abbastanza.
Ma le navi dalla Terra, Marte e le varie stazioni dei pianeti esterni stavano tornando a casa. E portavano con s la notizia della pi grande opportunit che l'umanit avesse mai ricevuto in dono. Nel mezzo di tutta quella tristezza e della tragedia, una speranza.
Chiss se Nami avrebbe passato la vita su uno di quei puntini luminosi che ora riuscivano a vedere? Era possibile. La sua bambina era nata in un mondo dove i suoi genitori non potevano permettersi di darle un fratellino, dove avrebbe dovuto lavorare per due anni solo per dimostrare al governo che era degna di ricevere un'educazione. Dove le risorse erano in rapida diminuzione, e la battaglia per impedire ai rifiuti di accumularsi consumava sempre pi di quel che rimaneva.
Ma sarebbe cresciuta in un mondo senza limiti. In cui un breve viaggio poteva portarti su una stella e sulla messe di mondi che giravano intorno a essa. In cui il tuo lavoro, l'educazione che avresti ricevuto o quanti bambini avevi era una tua scelta, e non un mandato governativo.
Era un pensiero vertiginoso.
Qualcuno entr nella sala alle sue spalle, con le scarpe che ticchettavano sul pavimento. Tilly, ho appena inviato... fece per dire Anna, ma s'interruppe quando si volt e vide Hector Cortez.
Dottoressa Volovodov disse lui, con tono di scuse.
Dottor Cortez rispose lei. Quella rinnovata formalit tra loro le pareva sciocca, ma Hector insisteva per mantenerla. Prego, si sieda. Diede una pacca con la mano sulla panca accanto a s.
Spero di non disturbarla disse lui, sedendosi e guardando verso le stelle. Senza guardarla. Non la guardava pi negli occhi.
Nient'affatto. Stavo solo registrando un messaggio per casa e guardando le stelle.
Restarono seduti in silenzio per qualche istante, a osservare le stelle.
Esteban ha perso disse Cortez, come se ne stessero parlando gi da un po'.
Non... Ah, il segretario generale. Davvero?
Il nuovo segretario generale  Nancy Gao. Si vede chiaramente lo zampino di Chrisjen Avasarala in questa nomina.
Chi?
Cortez rise. Sembrava un suono genuino, una bella risata forte che gli risaliva dalla pancia.
Chi sarebbe?
 la politica per cui nessuno ha mai votato, che gestisce le Nazioni Unite come fossero un suo feudo personale e fa in modo che il suo nome non esca mai sui giornali. Il fatto che controlli il governo dove abita lei e che lei non abbia mai sentito parlare di questa donna significa che  molto, molto brava.
Ah disse Anna. Non era una creatura politica. Aveva l'impressione che la politica fosse la seconda cosa pi malvagia che l'umanit avesse mai inventato, immediatamente dopo il lutefisk.
Ci fu un altro lungo silenzio. Anna si chiese dove fosse finita Tilly, e se si sarebbe presentata per salvarla da quel momento scomodo.
Ha puntato sul cavallo giusto disse alla fine Cortez. Io ho scelto quello sbagliato. Spero che non me ne voglia per questo. Ho imparato a rispettarla profondamente, nonostante le nostre differenze. Se lei mi odiasse ne sarei dispiaciuto.
Non la odio, Hector disse Anna, prendendogli la mano tra le sue e stringendogliela forte. Per niente. Quello che abbiamo dovuto attraversare  stato terribile. Abbiamo preso tutti decisioni sbagliate perch eravamo spaventati. Ma lei  un brav'uomo. Ne sono convinta.
Cortez le rivolse un sorriso di gratitudine e le accarezz le mani. Anna indic il campo di stelle sulla cupola con un cenno del capo.
Quante stelle, eh? disse. Qualcuna potrebbe essere nostra, un giorno.
Mi chiedo... rispose Hector, con voce bassa e triste. Mi chiedo se sia giusto che siano nostre. Dio ha dato la Terra all'uomo. Non gli ha mai promesso le stelle. Mi chiedo se Lui ci seguir l fuori.
Anna gli strinse di nuovo la mano, poi la lasci andare. Il Dio in cui credo  pi grande di tutto questo. Niente di tutto ci che impariamo potr mai essere un attacco contro di lui, fintanto che  verit.
Cortez emise uno sbuffo evasivo.
Voglio che lei le abbia disse Anna, indicando la distesa di luce intorno a loro. La mia piccola Nami, voglio che lei abbia tutto questo, un giorno.
Qualsiasi cosa vi trover, disse Cortez si ricordi che  il futuro che lei ha scelto per sua figlia.
Le sue parole erano una speranza e una minaccia.
Come le stelle.
...
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...
FINE.
...
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...
Ringraziamenti.
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Ancora una volta, abbiamo pi persone da ringraziare che spazio per poterlo fare. Questo libro e questa serie non sarebbero potuti esistere senza il duro lavoro del nostro agente Danny Baror e il sostegno e la dedizione di Tom Bouman, Susan Barnes, Ellen Wright, Tim Holman, Alex Lencicki e dell'intera squadra della Orbit. Grazie all'incredibile Daniel Dociu per averci dato delle copertine che costringono le persone a prendere il libro dallo scaffale, e a Kirk Benshoff per aver creato la magnifica veste grafica che riunisce con un filo l'intera serie. Non saremo mai capaci di esprimere adeguatamente la nostra gratitudine a Carrie, Kat e Jayn per i loro commenti e il loro sostegno, e a Scarlet per averci permesso di distrarla con Mythbusters - Miti da sfatare mentre lavoravamo. E grazie alla squadra di Mythbusters - Miti da sfatare per essere cos appassionante per i bambini di sei anni scientificamente curiosi. Ancora una volta, grazie a tutta la banda di Sake River. Molte delle cose pi fiche nel libro sono roba loro. E, come sempre, errori infelici e vergognose mistificazioni sono tutta farina del nostro sacco.
...
.
...
FINE.